Atalanta, Percassi su addio Skrtel: "Sua moglie non voleva Bergamo"

Il presidente bergamasco ha spiegato il rapido addio con il difensore slovacco: "Bravo ragazzo, ma era triste. Lo vedevi in sofferenza perché la moglie non voleva venire qui".

Atalanta, il presidente Percassi ha spiegato l'addio con Martin Skrtel a pochi giorni dal suo arrivo

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L'esperienza di Martin Skrtel, esperto difensore slovacco con un passato anche nel Liverpool, con la maglia dell'Atalanta è durata meno di un mese. Arrivato in Italia il 9 agosto, il centrale classe 1984 ha rescisso il suo contratto con il club bergamasco l'1 settembre, costringendo l'area tecnica del club a ricorrere all'ingaggio di Simon Kjaer nelle ultime ore di calciomercato. A due settimane dall'addio, sono emerse delle sfumature interessanti della brevissima esperienza italiana di Skrtel.

A raccontare le ragioni della separazione tra le parti è stato il presidente dell'Atalanta Antonio Percassi nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Secondo la versione offerta dal proprietario del club nerazzurro, non ci sarebbero state divergenze tecniche o difficoltà nel reagire ai carichi di lavoro di Gasperini, come invece emerso in un primo tempo, alla base dell'addio di Skrtel alla Serie A.

Se il difensore slovacco, reduce dall’esperienza di tre anni con la maglia del Fenerbahce, ha preferito fare ritorno in Turchia con l'İstanbul Basaksehir è stato solo per una scelta di cuore. Parola di Percassi.

Era un bravo ragazzo ma era triste. Lo vedevi in sofferenza perché la moglie non voleva venire qui a Bergamo.

Atalanta, il presidente Antonio Percassi ha spiegato le ragioni dell'addio con Skrtel
Atalanta, il presidente Percassi ha spiegato le ragioni dell'addio con Martin Skrtel

Atalanta, Skrtel e l'addio per amore: non è il solo in Serie A

Se Martin Skrtel ha preferito strappare il contratto di un anno firmato con l'Atalanta e la possibilità di giocare ancora una volta la Champions League, trofeo vinto nel 2005 ai tempi del Liverpool, è stato per amore. Della sua esperienza a Bergamo restano una presenza e un gol di testa nell’amichevole vinta per 9-1 contro il Monza. Nell'elenco dei giocatori che hanno detto addio alla Serie A per volontà della moglie, lo slovacco non è però solo.

Zinedine Zidane lasciò Torino per Madrid anche per volontà della moglie
Zinedine Zidane lasciò Torino per Madrid nel 2001 anche per volontà della moglie

Un esempio celebre è quello di Zinedine Zidane. L'attuale allenatore del Real Madrid ha vestito in Italia la maglia della Juventus dal 1996 al 2001, dando poi l'addio ai bianconeri per volare in Spagna per 150 miliardi di lire, il più costoso trasferimento di un giocatore nella storia del calcio fino a quel momento. Zizou accettò la corte dei blancos per il blasone e gli obiettivi sportivi, ma anche perché alla moglie Veronique non piaceva il clima di Torino e preferiva il sole della Spagna. Ambiente gradito, tanto che Zidane - tra campo e panchina - non  si muove da Madrid da 18 anni.

Andriy Shevchenko e sua moglie Kristen
Andriy Shevchenko e sua moglie Kristen Pazik: ci fu il suo zampino nell'addio al Milan

Altro giro, altra corsa. Da Torino a Milano. In tanti ricordano il caso di Andriy Shevchenko: sette stagioni e 175 reti con il Milan dal 1999 al 2006, fino a quando la moglie Kristen Pazik – una delle più ammirate modelle degli Stati Uniti – non decise che era arrivato il momento di cambiare aria. Voce respinta dall'attaccante, che parlò di "decisione comune". I fatti dicono che in quell'estate Sheva passò al Chelsea, restando a Londra due anni prima di fare ritorno per una stagione a Milano. Anche Ezequiel Lavezzi lasciò Napoli nel 2012, quando sua moglie Janina iniziò a esprimere apertamente il suo apprezzamento per la Francia e Parigi. Missione non riuscita, quella di evitare la Ligue 1, a Mauro Icardi e Wanda Nara in estate. Ma questa è un'altra storia.

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