Ansu Fati: una storia nata grazie al Che Guevara spagnolo e Marinaleda

Tutto partì da Marinaleda, il paesino andaluso dell'utopia comunista di Gordillo: accolse il padre, gli diede casa, lavoro e gli consentì di farsi raggiungere dalla famiglia.

Ansu Fati Barcellona

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Se adesso siamo tutti lì a spellarci le mani davanti alle prodezze di Ansu Fati, la nuova stellina del Barcellona classe 2002, una discreta parte del merito va riconosciuta a Juan Manuel Sánchez Gordillo. No, nessuna parentela con l'ex difensore di Betis, Real Madrid e delle Furie Rosse, anzi è probabile che il calcio sia l'ultima delle preoccupazioni di Juan Manuel.

Troppo legato al capitalismo, troppo lontano dai suoi interessi di storico e politico per far parte del suo background. Sanchez Gordillo ha 67 anni e da 40 è sindaco di Marinaleda, un comune dell'Andalusia profonda di nemmeno 3mila abitanti che grazie a lui ha acquisito una fama internazionale, con studiosi di tutto il mondo che vengono in pellegrinaggio a toccare con mano gli effetti della sua politica.

Comunista da sempre, Gordillo, che è anche fra i fondatori di Izquierda Unida, è alla guida della piccola comunità di Marinaleda appunto dal 1979, anno delle prime elezioni amministrative democratiche successive all'era di Francisco Franco. Incrollabilmente fedele alle idee di uguaglianza e libertà, il sindaco di Marinaleda, dirigente fra l'altro del Colectivo de Unidad de los Trabajadores, come primo provvedimento dopo l'elezione espropriò i terreni dei potenti latifondisti locali con lo scopo di creare posti di lavoro. In seguito ha sempre portato avanti politiche sociali a favore del popolo, con particolare attenzione alla lotta alla disoccupazione, che sta a zero, e a una politica urbanistica di stampo prettamente socialista che permette praticamente a tutti di ottenere una casa di proprietà a prezzi decisamente popolari.

Ansu Fati e Griezmann
Ansu Fati: già 2 gol e 1 assist in meno di 120 minuti con la maglia del Barcellona

Barcellona: Ansu Fati e il miracolo del Che spagnolo

Ma che cosa c'entra Ansu Fati e il Barcellona con l'utopia del Che Guevara andaluso? Bè, le voci si spargono e Marinaleda è diventato un luogo mitico per tanti disperati di tutto il mondo e un giorno qui, a un centinaio di chilometri da Siviglia, è arrivato anche Bori, fuggito in Portogallo dalla Guinea Bissau da dove era partito per cercare fortuna, lasciando la moglie incinta e un figlio. Per uno che aveva percorso mezza Africa per approdare in Europa, il tragitto dal Portogallo a Marinaleda era poco più di una scampagnata e Bori decise che valeva la pena di farlo, se non altro per verificare che quello che gli avevano raccontato non fossero un cumulo di sciocchezze e che quel paesino dei miracoli non fosse tutto inventato come Macondo.

Juan Manuel Sánchez Gordillo
Juan Manuel Sánchez Gordillo, a destra, è sindaco di Marinaleda da 40 anni

Così un giorno arrivò, stanco e affamato, nel centro dell'utopia: lo capì quando vide le case bianche, basse, tutte uguali, gli alberi piantati in modo ordinato, le vie curate e pulite. Bori era al settimo cielo, vagheggiava un futuro in una di quelle casette, insieme alla moglie e ai figli. Ma il futuro era lì, adesso, e gli stava venendo incontro: passando davanti al municipio col murale del Che sulla facciata, fu avvicinato da un individuo con una lunga e folta barba castrista. Era Juan Manuel Sánchez Gordillo e quell'incontro segnò la sua vita e, in qualche modo, anche quella del Barcellona.

Il sindaco offrì a Bori Fati un lavoro da autista, gli consentì di accedere al piano di edilizia popolare e, a quel punto, di farsi raggiungere dalla moglie e dai due figli, Braima, il più grande e Ansu, il piccolino che non aveva ancora conosciuto. Il resto è storia, a partire dal giorno che quel piccoletto, a sei anni, si presentò a piedi nudi al campetto dell'Herrera per un provino e fece strabuzzare gli occhi a tecnici e osservatori. Era solo 10 anni fa e oggi Ansu Fati sta stupendo il mondo: a 16 anni e poco più di 300 giorni è il più giovane marcatore della storia del Barcellona. E se a quel gol Bori ha detto che ora può anche morire felice, il Barça pensa al futuro, con Valverde consapevole di avere fra le mani un portento da proteggere e un vecchio bucaniere come Busquets che pensa a coccolarselo:

È molto giovane. Sappiamo di che cosa è capace, sappiamo che cosa sta facendo e vediamo l'entusiasmo dei tifosi che lo stanno già paragonando a tanti grandissimi campioni. Il nostro compito è sostenerlo perché sappiamo che verranno tempi difficili. Lui comunque ha qualità, ha una buona testa e lavora sodo. Spero che questo possa essere l'inizio di una lunga storia qui.

Ansu Fati e Busquets
Ansu Fati e Busquets: il capitano si sta prendendo cura della giovane promessa

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