Napoli, Insigne suona la carica: "Siamo pronti a vincere"

Il capitano azzurro guarda a un futuro che lo vedrà ancora legato al club in cui è cresciuto e con cui sogna di conquistare i trofei più prestigiosi: "Non ho mai pensato di andarmene, voglio restare e dare il massimo."

Lorenzo Insigne, capitano e stella del Napoli

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Stesa la Sampdoria con una doppietta di Mertens, ripreso in Serie A il cammino che si era interrotto alla seconda giornata con la rocambolesca sconfitta sul campo della Juventus, il Napoli guarda già al futuro e al prossimo impegno in un calendario che ha riservato un inizio di stagione davvero niente male per gli uomini di Carlo Ancelotti: dopo essersela vista contro i campioni d'Italia, gli azzurri scenderanno in campo domani al San Paolo contro i campioni d'Europa, il Liverpool di Jurgen Klopp.

Una sfida, quella che segnerà l'esordio in Champions League del Napoli, che ricalca le due andate in scena appena un anno fa e che vide i Reds superare nel girone proprio i partenopei per poi iniziare il cammino che li avrebbe portati ad alzare il trofeo più ambito a livello continentale. Un trofeo che un giorno sogna di alzare anche il capitano dei partenopei, Lorenzo Insigne, che in un'intervista a Il Mattino non ha nascosto i propri desideri e le proprie ambizioni.

Obiettivi che, è giusto sottolinearlo, Insigne continuerà a inseguire con la maglia del Napoli, il club in cui è cresciuto e in cui si è affermato nel calcio che conta dopo le magie fatte vedere in prestito a Pescara, con Zeman in panchina e circondato in campo da Verratti e Immobile. E se a volte qualcuno ha messo in dubbio la sua permanenza all'ombra del Vesuvio, il diretto interessato ci tiene a sottolineare che sono ipotesi che non sono mai state prese neanche in considerazione.

Lorenzo Insigne festeggia un gol

Napoli, Insigne chiede aiuto ai tifosi: "Tutti uniti possiamo vincere"

L'esordio in Champions League non fa paura né al Napoli né a Lorenzo Insigne: la squadra già la scorsa stagione dimostrò nel doppio confronto con gli inglesi di potersela giocare alla pari con i futuri campioni d'Europa, il capitano addirittura decise l'andata al San Paolo con un bel gol che senza la super parata di Alisson su Milik al ritorno avrebbe potuto cambiare la storia dei due club e del torneo.

Klopp mi porta bene e speriamo continui a farlo, ma al di là del gol l'importante sarà fornire una grande prestazione di squadra e centrare il risultato. L'importante è vincere, chiediamo la spinta ai nostri tifosi come avvenne l'anno scorso al San Paolo proprio contro il Liverpool. 

Avanzare agli ottavi di Champions si può: non solo perché il girone è quest'anno decisamente più abbordabile rispetto a quello della scorsa edizione, ma anche perché il Napoli stesso è più forte e maturo e può contare su nuove forze fresche che però non hanno stravolto gli equilibri di una squadra rodata.

Per andare bene in tutte le competizioni dobbiamo ruotare un po', ma la partita contro la Sampdoria l'abbiamo preparata come quella contro la Juventus, siamo solo stati più cinici in campo. Abbiamo cambiato molto e siamo riusciti comunque a giocare una grande partita. Quest'anno la rosa è migliorata, abbiamo fatto nuovi acquisti che ci daranno una mano: Llorente è bravo a tenere la palla, fa salire la squadra, mentre Lozano regala profondità. Di Lorenzo l'anno scorso è stato uno dei migliori nel ruolo in Serie A, Elmas non lo conoscevo ma mi ha impressionato subito, Manolas viene da grandi stagioni alla Roma.

E Insigne? Con una rosa così larga potrebbe giocare un po' meno, ma il diretto interessato sottolinea che non è un problema, che la concorrenza è ovvia in un grande club.

Nessuno, me compreso, ha il posto garantito. E sappiamo che la nostra forza, come quella di qualsiasi altra squadra che punta in alto, è quella di avere tante alternative. Prendete la Juventus, in panchina ha un'altra squadra. L'importante è che chi scende in campo si esprima al meglio e dia il cento per cento.

La scelta di affidarsi a Mino Raiola come procuratore aveva fatto pensare a tanti che la possibilità che un giorno le strade del Napoli e del suo figlio prediletto si sarebbero separate. Una circostanza che Insigne, innamorato del club che rappresenta, nega nel modo più assoluto.

Sono sereno, ho sempre dato la mia disponibilità a rimanere e non ho mai pensato di lasciare il Napoli. Non ho scelto Raiola per andarmene e voglio che sia chiaro, ho sempre detto che voglio restare qui e dare il massimo per questa maglia.

Lorenzo Insigne e Dries Mertens

Insigne spende anche due parole su Antonio Conte e Maurizio Sarri, i tecnici rispettivamente di Inter e Juventus che sono le rivali più accreditate del Napoli nella corsa allo Scudetto.

Ho lavorato con entrambi ovviamente: con Conte ho fatto un bellissimo Europeo, è una persona che mi piace perché dice le cose in faccia e mi ha dato molta fiducia nonostante fossi abituato a giocare in un altro modo rispetto al suo, fiducia che ho cercato di ricambiare al massimo. Di Sarri sappiamo tutti quanto abbia fatto bene al Napoli e quanto abbia aiutato la squadra e noi giocatori a crescere. Adesso sono entrambi rivali, e speriamo a fine campionato di arrivare davanti a loro. Lo Scudetto è possibile, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, siamo un bel gruppo e meritiamo di vincere qualcosa.

Il sogno però è la Champions League.

Le squadre che partecipano sono tutte forti e molto preparate, è molto più difficile rispetto al campionato che dura di più. Dovremo affrontarla con la giusta mentalità, concentrandoci partita dopo partita con l'obiettivo di arrivare più lontano possibile. Il mio sogno è di raggiungere la finale. E vincerla.

Insigne è il capitano del Napoli dalla partenza di Marek Hamsik, e da capitano si rivolge ai tifosi.

Il mio sogno è sempre stato quello di indossare questa maglia e questa fascia, per me è un grande orgoglio. È pesante, cerco di fare tutto con spensieratezza per rendere al meglio. Ai tifosi chiedo di starci vicini, ci sono tante partite da affrontare in tante competizioni, in questa stagione, e ci sta che in qualche gara potremo non andare al meglio. I napoletani vogliono vincere qualcosa, lo vogliamo anche noi e quando non ci riusciamo il loro dispiacere è il nostro. Se perdiamo non perdiamo solo noi, ma tutta Napoli, così come se vinciamo: se restiamo tutti uniti potremo fare di più. Tutti insieme.

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