Napoli, Ancelotti prima del Liverpool: "Voglio una squadra completa"

Alla vigilia della sfida contro il Liverpool il tecnico mostra calma e fiducia nei suoi: "Credo che sarà una partita emozionante, intensa e combattuta come quella di un anno fa. Mi auguro che anche il risultato sarà lo stesso."

Carlo Ancelotti e Fernando Llorente

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Ripresa la strada maestra in campionato dopo la rocambolesca sconfitta contro la Juventus a Torino, trovato l'equilibrio dopo le prime due giornate che lo avevano visto segnare e subire molto contro la Fiorentina e contro i bianconeri, il Napoli arriva all'appuntamento con l'esordio in Champions League sulla scia di una vittoria contro la Sampdoria che ha trasmesso sensazioni positive a tutto l'ambiente.

La gara contro i blucerchiati ha confermato al tecnico Carlo Ancelotti che il Napoli 2019/2020 è squadra completa e ricca di alternative di qualità, la crescita di Maksimovic e dei nuovi Elmas e Lozano - scesi in campo come titolari - fa ben sperare in vista di un anno in cui gli azzurri saranno chiamati a inseguire Scudetto, Coppa Italia e Champions League. Proprio in quest'ultima competizione Insigne e compagni esordiranno domani al San Paolo contro i campioni in carica del Liverpool

Una gara che può dire molto sullo stato di salute del Napoli e su quanto sia stato capace di avvicinarsi al top d'Europa rappresentato oggi dai Reds, ancora una volta compagni di girone come un anno fa, quando gli uomini di Klopp approdarono agli ottavi proprio ai danni dei partenopei dando inizio a un cammino che li avrebbe portati a conquistare il trofeo più ambito. Che è obiettivo anche dei campani, consapevoli dei propri limiti ma anche delle proprie possibilità e dunque desiderosi di giocarsi fino in fondo le proprie carte.

Carlo Ancelotti e Fernando Llorente
Carlo Ancelotti e Fernando Llorente durante la conferenza stampa precedente a Napoli-Liverpool.

Napoli, la conferenza di Ancelotti: "Tutto è possibile, ma andiamo avanti un passo alla volta"

Altra nota lieta arrivata dalla sfida contro la Sampdoria è l'esordio di Fernando Llorente, centravanti spagnolo arrivato in Campania in estate e che contro i blucerchiati ha registrato la prima presenza in maglia azzurra subentrando a Lozano e servendo a Mertens l'assist del 2-0. Nella conferenza stampa che precede la sfida contro il Liverpool l'attaccante è in compagnia di mister Carlo Ancelotti e potrebbe essere uno dei protagonisti della sfida contro i campioni d'Europa.

Un anno fa il Liverpool passava il turno ai danni del Napoli, ma il doppio confronto tra i due club era terminato in parità: 1-0 per i campani al San Paolo, 1-0 per i Reds in Inghilterra. Per Ancelotti tanto è cambiato da allora ed entrambe le squadre sono migliorate.

La stagione scorsa ha regalato tante conferme al Liverpool e sicurezza nei propri mezzi. Ma siamo cresciuti anche noi, abbiamo più qualità nella rosa e più conoscenze e credo che la partita sarà emozionante come quella dell'anno scorso, intensa e combattuta. Noi ci auguriamo che anche il risultato sarà lo stesso.

I cronisti chiedono a Llorente, fino a giugno scorso nel Tottenham e rivale del Liverpool sia in Premier League che in Champions, dove con i suoi Spurs si è arreso soltanto in finale ai Reds, se conosce qualche segreto della squadra di Klopp e se ha qualche consiglio da dare a mister Ancelotti.

Consigli al mister? Credo nessuno, conosco il Liverpool ma lo conosce anche lui, e lo ha studiato sicuramente meglio di tutti noi. Dovremo fare una partita perfetta, giocare un bel calcio e limitare al massimo gli errori, perché loro sono forti soprattutto quando ripartono grazie alla loro altissima qualità Contro una squadra così ogni errore finisce per essere pagato a caro prezzo.

Che Napoli servirà per battere i campioni d'Europa? Ancelotti ha le idee chiare. E su Lozano, la stella del calciomercato estivo e atteso protagonista, cerca di andarci cauto.

Immagino una squadra completa, che sappia attaccare quando c'è da attaccare o fare possesso e difendere quando serve difendere. Una squadra capace di imporre il proprio gioco e che non si limiti a ribattere alle iniziative del Liverpool. Lozano ha grandi qualità ed è un ragazzo serio, umile e intelligente. Fino ad ora ha fatto vedere solo in parte quello di cui è capace perché è qui da poco, ma non ho dubbi sul fatto che farà benissimo.

Del resto su come il calcio sia un gioco semplice e su quale sia l'influenza dell'allenatore il tecnico dei campani, forse esagerando, dice di avere le idee chiare.

Quanto siamo differenti io e Klopp? Io credo che la differenza la facciano le squadre, di allenatori esistono due tipologie: quelli che distruggono le squadre e quelli che non incidono. Un tecnico deve puntare a non fare danni. 

Fernando Llorente confessa di essere ancora oggi deluso dalla finale persa contro il Liverpool nella scorsa Champions League, quando giocava nel Tottenham. Tuttavia è una storia che appartiene al passato, il suo presente è il Napoli ed è a quello che pensa, a cosa poter portare con la sua esperienza.

A Napoli quello che mi ha colpito è il calore della gente, è una cosa che ho sentito subito appena sono arrivato in città, meraviglioso. Non vedo l'ora di segnare un gol per dedicarlo ai tifosi. La sconfitta in finale di Champions con il Tottenham è stata dolorosa, ma più che una vendetta per me la gara contro il Liverpool è un'opportunità per tutta la squadra, quella di poter dimostrare che possiamo essere al loro livello. 

Lorenzo Insigne festeggia con i compagni
Nello stesso girone di Champions anche la scorsa stagione, il Napoli riuscì a sconfiggere i futuri campioni d'Europa al San Paolo grazie a un gol di Lorenzo Insigne.

Ancelotti risponde anche a chi gli chiede chi parta favorito.

Il Liverpool è un'ottima squadra, gioca ormai in modo quasi automatico, ha la fiducia nei risultati ed è favorito per la vittoria in Premier League. Se lo è anche domani contro di noi? Di solito per i campioni d'Europa è così...

Nessun timore reverenziale tuttavia, semmai l'invito ai suoi a godersi la partita, la competizione, le sensazioni che essa regala senza essere schiavi del risultato e senza farsi schiacciare dalle aspettative e dalle emozioni.

Quest'anno la rosa è più completa e competitiva e possiamo andare avanti su tutti i fronti, passo dopo passo. Per adesso pensiamo ad affrontare al meglio il gruppo, l'obiettivo è passare e possiamo farcela. Il nostro cammino in Champions può essere da protagonisti, ma dipenderà da tanti fattori: per adesso ci concentriamo su superare il girone, poi vedremo.

Da giocatore prima e da allenatore poi, Carlo Ancelotti ha giocato molte volte contro il Liverpool. Quella di domani sarà l'ennesima sfida a una squadra che conosce bene, che rispetta e stima.

Il Liverpool è una squadra che mi ispira simpatia nonostante a lui siano legate due delle mie più grandi delusioni, la Coppa dei Campioni persa nel 1984 e la Champions sfumata nel 2005. Ci sono state anche delle vittorie contro di loro nella mia carriera, e giocare a Anfield è un'emozione unica. Speriamo che il pubblico ci sostenga così, quello che ho visto contro la Sampdoria è stato molto positivo. Loro un anno fa sono passati anche se hanno perso sempre fuori, oggi sono addirittura più solidi anche in trasferta.

Napoli-Liverpool sarà una sfida anche tra Koulibaly e Van Dijk, considerati tra i più forti difensori in circolazione nonostante il senegalese stia passando un momento non brillantissimo. 

Ci sono anche altri difensori fortissimi ma certo loro sono tra i migliori in circolazione, per qualità, carattere ed esperienza. 

Llorente giocherà o sarà utilizzato a gara in corso? Ovviamente impossibile avere una risposta precisa.

Llorente è qui perché può esserci utile, si rischia di confonderlo con un giocatore soltanto forte nel gioco aereo ma non è così, anche se è alto è completo, un ottimo attaccante.

Che partita sarà insomma? Ancelotti si augura che dal campo possano arrivare risposte positive e ricorda come le diverse competizioni non siano entità separate l'una dall'altra, ma come i risultati ottenuti in Champions possano influenzare in positivo o in negativo il cammino in Serie A e viceversa.

Un anno fa abbiamo sfiorato il passaggio del turno in un girone che per tutti era impossibile, la delusione per l'impresa mancata ha inciso sul rendimento della squadra nei mesi successivi. Per questo forse il risultato non è la cosa più importante, siamo squadre che si conoscono bene e non credo ci saranno sorprese, chi prova soluzioni che non conosce può spiazzare l'avversario ma si prende un rischio. Vorrei lasciare il campo con le stesse sensazioni dell'anno scorso.

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