Juventus, giro di vite nel torinese: arrestati 12 ultras bianconeri

Maxiretata all'alba della Digos di Torino. Tra i fermati Dino Mocciola, capo dei Drughi, e il suo braccio destro Salvatore Cava. L'accusa è di associazione a delinquere.

Juventus arrestati 12 ultras

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Quello cominciato solo poche ore fa si prospetta un inizio di settimana molto caldo in casa Juventus. Lo scialbo pareggio di Firenze però questa volta non c'entra nulla: a fare scalpore è una voce arrivata alle prime luci dell'alba di lunedì, quando gli organi di stampa hanno battuto la notizia dell'arresto di 12 ultras bianconeri all'interno di un'indagine che la Digos di Torino stava portando avanti da diverso tempo. A finire in manette, tra gli altri, c'è anche Dino Mocciola, personaggio di spicco della Curva Sud e leader dei Drughi, uno dei gruppi che comanda da anni il settore più caldo dell'Allianz Stadium.

Assieme a lui, all'interno di un'operazione ribattezzata "Last Banner", sono stati fermati anche alcuni esponenti dei Viking, dei Tradizione e del Nucleo 1985, tutti accusati di aver stretto un patto reciproco che prevedeva un controllo militare dell'intera curva bianconera. Secondo le accuse del PM Chiara Maina, che si è avvalsa della collaborazione del procuratore aggiunto Patrizia Caputo, i leader di questi gruppi avrebbero costituito un'associazione a delinquere volta a ricattare sistematicamente alcuni membri importanti del club, in modo di avere sempre biglietti a prezzi agevolati per poi fare bagarinaggio all'esterno dello stadio.

Mocciola, già finito in carcere negli anni Novanta per aver ucciso un rappresentante delle forze dell'ordine dopo una rapina finita in tragedia, è stato indicato come uno dei responsabili delle infiltrazioni della 'ndrangheta in curva, alla pari del suo braccio destro Salvatore Cava e del capo dei Tradizione Umberto Toia. Arrestato pure Beppe Franzo, leader di "Quelli di via Filadelfia", con l'accusa di estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. La Digos da tempo cerca di venire incontro alla società bianconera, già in passato vittima di ricatti e minacce da parte della parte più estrema del tifo juventino.

Juventus arrestati 12 ultras
Andrea Agnelli, presidente della Juventus: il numero uno bianconero aveva da tempo denunciato le pressioni che gli ultras facevano alla società per ottenere benefici esclusivi

Operazione "Last Banner" al via: 12 arresti tra gli ultras della Juventus

Alla luce di questi ultimi sviluppi, la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ha deciso di far partire da oggi una serie di perquisizioni che toccheranno l'intera penisola, avvalendosi delle varie sezioni della Digos presenti lungo tutto il territorio italiano. L'inchiesta, partita circa un anno fa e denunciata anche da un servizio di Report, è slegata da quella della Procura di Torino riguardo le infiltrazioni malavitose nel tifo, ma in entrambi i casi la Juventus si era già premurata per tempo di denunciare il problema agli organi competenti.

Lo zoccolo duro del tifo organizzato ha provato a più riprese a mettere sotto scacco il club, minacciando la proprietà di rendergli la vita complicata qualora avessero deciso di tagliare definitivamente i benefici agli ultras. Una situazione delicata, che aveva convinto Andrea Agnelli a coinvolgere le forze dell'ordine per uscire una volta per tutte da questa situazione complicata. Gli arresti arrivati all'alba di oggi però danno una bella spallata alla criminalità che da anni infesta lo stadio bianconero: gli uomini della Digos hanno seguito per mesi i capi ultras, captando e registrando ogni loro tentativo di estorsione sottoposto alla Juventus, "rea" - secondo loro - di aver detto basta ai rapporto troppo diretto tra le parti.

Il giro di vite però è appena iniziato: dopo aver fermato i protagonisti di questa associazione a delinquere, comincerà un giro per tutte le ricevitorie compiacenti che aiutavano i Drughi a reperire in modo illecito migliaia di biglietti, poi destinati al mercato nero e al bagarinaggio. Filmati e registrazioni hanno permesso agli inquirenti di dare il via definitivo all'attuale "Last Banner", sperando di risolvere il problema legato agli ultras nel più breve tempo possibile.

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