Inter, Sensi più altri dieci: Conte studia la formazione anti Slavia

Il centrocampista è diventato centrale nel progetto nerazzurro e Conte si gode il frutto del suo lavoro. Per la Champions League si torna al 3-5-2: davanti c'è Lautaro.

Inter Conte studia la formazione per lo Slavia

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Se è vero che la prima volta non si scorda mai, allora Inter - Slavia Praga rischia di diventare una partita memorabile. I nerazzurri si affacciano alla fase a gruppi di Champions League per la seconda volta consecutiva e ripartono da un San Siro tutto esaurito che, per l'occasione, proverà a ripetere la grande performance dello scorso anno quando guidò la squadra alla clamorosa rimonta contro il Tottenham. Di mesi ne sono passati solo dodici eppure sembra un'eternità: in panchina non c'è più Luciano Spalletti, davanti ci si è liberati di Mauro Icardi e, l'aria che oggi si respira attorno all'ambiente nerazzurro, è decisamente diversa.

Né migliore né peggiore, semplicemente differente: lo sa bene Antonio Conte, che sta per vivere il suo esordio internazionale con l'Inter. Per goderselo al massimo però serviranno tre punti e una prestazione differente rispetto all'1-0 di sabato contro l'Udinese. Nonostante le parole di circostanza pronunciate al fischio finale del match, il tecnico leccese sa che sono stati fatti dei piccoli passi indietro rispetto alle prime due giornate di campionato, ma è altrettanto vero che siamo a inizio stagione e lo smalto non può ancora essere quello a cui aspirano dalle parti di Appiano Gentile.

Lo Slavia verrà a difendersi e quindi servirà tutta la concentrazione del caso per scardinare un muro composto da praticamente otto giocatori, quasi sempre fissi dietro la linea della palla. Alla luce di questa considerazione, Conte riproporrà sicuramente le due punte accantonando il 3-4-2-1 imbastito contro i friulani, una formazione mandata in campo tenendo conto dell'esigenza di fare un turnover, seppure minimo, al fine di preservare alcuni giocatori in vista del tour de force che aspetta l'Inter da qui alla prossima sosta per le nazionali.

L'Inter verso lo Slavia e la centralità di Sensi
L'Inter festeggia il gol segnato da Sensi contro l'Udinese: il centrocampista, arrivato in estate dal Sassuolo, è già centrale nello scacchiere tattico di Conte

Inter, Sensi è imprescindibile: straordinari contro lo Slavia

Tra i giocatori che non fanno parte di queste rotazioni c'è Stefano Sensi, probabilmente la più bella sorpresa di questo inizio di stagione. Il centrocampista ha avuto un grandissimo impatto nell'economia di gioco nerazzurra, agendo tatticamente da interno di centrocampo e trasformandosi, in fase di possesso, in un trequartista aggiunto, andando a fare il lavoro che lo scorso anno ci si aspettava da Nainggolan. Sensi ha meno colpi del Ninja e, probabilmente, il suo arrivo non ha provocato picchi di hype elevati nell'immaginario collettivo, eppure a oggi è un elemento imprescindibile.

Nelle prime tre giornate ha segnato due gol, messo a referto un assist e procurato il rigore di Cagliari, ma a stupire non è tanto il fatto che abbia già fatto registrare il proprio record in carriera, quanto l'adattamento precoce di chi, consapevole di portarsi dietro un fardello di natura economica, ha saputo respingere i dubbi con il duro lavoro di tutti i giorni. Se prima i 30 milioni di euro chiesti dal Sassuolo erano motivo di riflessione, oggi difficilmente si può pensare che a giugno 2020 Sensi non diventerà tutto nerazzurro.

Sto recuperando i primi anni di Serie A che mi sono lasciato indietro per qualche errore mio. Non ero il professionista che sono ora. Adesso ho la testa solo sul calcio, riposo, mangio bene, cerco di dare sempre il meglio di me, ascolto. Gli sbagli passati sono serviti e avere Conte in panchina alza l'attenzione.

E in effetti i numeri in campo non tradiscono queste parole, rilasciate nel postpartita di sabato: contro l'Udinese Sensi ha toccato 100 palloni ed effettuato 4 tiri verso la porta avversaria, oltre a segnare una rete che ne evidenzia le qualità maggiori come la bravura nell'inserimento senza palla, che gli ha permesso di leggere perfettamente il passaggio di Godin andando di testa a segnare il gol vittoria. Inutile dire che, nel centrocampo anti Slavia, lui ci sarà. Magari arretrando di qualche metro il raggio d'azione, ma sarà presente come sempre alla destra di Brozovic.

In attacco rientra Lautaro, "prima" per Lazaro e Biraghi

Il rientro di Godin ha permesso a Conte di schierare finalmente quello che lui considera un trio difficilmente intaccabile. De Vrij e Skriniar hanno retto la baracca durante la scorsa stagione, così l'arrivo del califfo uruguayano permette al tecnico di avere maggiore qualità e, finalmente, di trovare un centrale in più in grado di uscire a testa alta e palla al piede dalla metà campo difensiva. Se il pacchetto arretrato non verrà minimamente toccato, le fasce subiranno un completo restyling. A destra è arrivato finalmente il momento di Valentino Lazaro, talento autriaco arrivato in estate dall'Hertha Berlino, mentre a sinistra toccherà a Cristiano Biraghi vedersela con il pericoloso Masopust.

Candreva e Asamoah si accomoderanno quindi in panchina, magari al fianco di Politano. L'esterno ex Sassuolo lascerà spazio al rientrante Lautaro Martinez, che ha beneficiato di un turno di (quasi) stop per riprendersi dalle fatiche con l'Argentina. Il Toro però scalpita e l'intesa con Lukaku si sta affinando settimana dopo settimana, ma anche nei minuti giocati con Alexis Sanchez Lautaro ha fatto vedere di sapersi adattare abbastanza bene. D'altronde l'argentino è uno degli attaccanti più associativi dell'intera Serie A, motivo per cui Conte difficilmente decide di rinunciarvi se non per cause di forza maggiore.

Il 3-5-2 è servito. Partire con una vittoria significherebbe mettere subito pressione al Borussia Dortmund, la probabile contender per la seconda piazza dietro all'inarrivabile (?) Barcellona. Lo Slavia, d'altro canto, è la squadra materasso del girone: contro di loro vanno fatti assolutamente sei punti, per poi giocarsi tutto nello scontro diretto contro i tedeschi. Obiettivo difficile? Sì, ma l'Inter deve dimostrare di aver finalmente compiuto quel salto di qualità che, da quelle parti, in tanti stanno attendendo da troppo tempo. Conte lo sa. E non vuole fallire.

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