Una vita sempre in prestito: Samuele Longo, il giramondo nerazzurro

Negli ultimi 10 anni ha cambiato 13 squadre: "Non ho mai trovato un posto in cui fermarmi". L'Inter lo controlla, ma il Deportivo ha l'obbligo di riscatto in caso di promozione.

Samuele Longo una vita in prestito

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Un po' di Italia e un po' di Spagna, facendo la spola tra prima e seconda divisione. Una vita in prestito: potrebbe intitolarsi così la pellicola autobiografica di Samuele Longo, attaccante classe 1992 che per la nuova stagione ha deciso di ripartire dal Deportivo La Coruña. Già, ripartire è proprio il termine giusto per un calciatore che, negli ultimi dieci anni, ha girato la bellezza di tredici piazze differenti. Un'esagerazione, vero, di quelle che peraltro non siamo proprio abituati a vedere, perché se i rimbalzi da una parte all'altra dell'Europa possono essere naturali durante le prime esperienze in carriera, a 27 anni un calciatore dovrebbe aver già trovato la sua dimensione ottimale.

Ho sempre cercato un posto dove fermarmi per molto tempo, ma per vari motivi non ci sono ancora riuscito.

Con queste parole Longo si è presentato davanti alla stampa galiziana, consapevole che quella capitatagli davanti quest'anno è una di quelle sfide decisamente toste da superare. Il Deportivo è la nobile decaduta per antonomasia del calcio spagnolo: retrocesso dalla Liga due stagioni fa, lo scorso anno non è riuscito a risalire nonostante l'ottima rosa, fermando la propria corsa ai playoff promozione. Gli animi dalle parti del Riazor sono praticamente ai minimi termini e i tempi del Super Depor di Javier Irureta ormai sono solo un dolce e lontano ricordo. Oggi i biancoblu sgomitano per risalire e staccarsi definitivamente di dosso l'etichetta di "squadra ascensore".

In tutto ciò Longo avrà un ruolo fondamentale, soprattutto quando rientrerà definitivamente dal fastidioso infortunio che gli sta impedendo di essere in campo. D'altronde con il calcio spagnolo si è già misurato in passato, visto che il Deportivo rappresenta la sua sesta esperienza nella penisola iberica. Peraltro, e questo fa ben sperare i tifosi, il centravanti veneto si è sempre dimostrato un ottimo cecchino quando ha militato nella seconda divisione locale, tanto è vero che i suoi record - rispettivamente 12 e 14 gol stagionali - sono arrivati con le maglie di Tenerife e Girona.

Samuele Longo il giramondo 13 squadre 10 anni
Samuele Longo durante uno dei suoi tanti "stint" con l'Inter: il centravanti veneto è arrivato ai nerazzurri dopo il fallimento del Treviso, ma negli anni è sempre stato dato in prestito

Longo riparte da La Coruña: la storia di un ragazzo sempre in prestito

Per il resto, Longo è sempre stato un attaccante con pochi gol in canna: la sua carriera fino a oggi parla di una quota 30 reti superata a stento ma, se non altro, nelle ultime tre stagioni qualche sussulto d'orgoglio si è visto. Difficile dire se il suo percorso sia destinato a cambiare da qui in poi, trasformandolo nel classico dei bomber che esplode tardi: ciò che è certo, però, è che in gioventù questo ragazzo aveva dimostrato di avere un feeling particolare con la fase realizzativa. L'Inter lo aveva prelevato ancora minorenne in seguito al fallimento del Treviso, club nel quale aveva cominciato a giocare da bambino.

Da lì è cominciata la sua vita in prestito: prima Piacenza e poi Genova, sponda rossoblu, dove comincia a segnare con regolarità. Il rientro alla base nerazzurra coincide con l'incontro tra Longo e Stramaccioni: il tecnico romano stravede per il centravanti e gli affida le chiavi dell'attacco, mettendolo al centro di un progetto che vedrà la Primavera dell'Inter spingersi fino alla finale del NextGen Series vinta contro l'Ajax. La promozione in prima squadra del mister porta Longo a esordire in Serie A, permettendogli di imboccare la classica strada del predestinato di turno.

Da lì in poi però comincia un'altra storia, una traiettoria fatta solo di prestiti senza soluzione di continuità, qualche infortunio e anche tanta, troppa sfortuna. All'Espanyol comincia bene e si conquista subito una maglia da titolare, ma dopo la tragicomica espulsione di Bilbao - a causa di un'esultanza esagerata - viene spedito nel dimenticatoio. L'anno dopo è all'Hellas Verona, poi Rayo Vallecano, Cagliari e Frosinone, tutte avventure tranquillamente bypassabili. Nel frattempo però l'Inter continua a detenerne i diritti sportivi, senza disfarsi mai del suo cartellino: non è dato sapere i motivi esatti di questa scelta (si presume che nessuno abbia mai voluto riscattarlo), fatto sta che - ancora oggi - il destino di Longo dipende direttamente dalla casa madre nerazzurra. In estate ha svolto tutta la preparazione con Antonio Conte, togliendosi lo sfizio di segnare un gol al PSG.

La rinascita tra Girona e Tenerife: un biennio da ricordare

Il calcio offre sempre un'occasione di rilancio: quella di Longo arriva nel 2016, quando il Girona decide di tesserarlo in vista della difficile ed estenuante campagna in Segunda Division. Il giocatore si ambienta subito e aiuta in maniera concreta i catalani ad agguantare la prima, storica promozione in Liga. La società però decide di non riscattarlo, rimandandolo indietro all'Inter per cause ancora oggi sconosciute. Ma la Spagna è già entrata nel cuore del ragazzo che, dopo qualche mese, vola più a sud aggregandosi al Tenerife.

Alle Canarie migliora il suo record stagionale di gol, segnando il primo - uno dei più belli in carriera - da subentrato nel match contro il Barcellona B. La squadra ha limiti oggettivi e come obiettivo principale quello della salvezza, che arriverà con diverse giornate di anticipo. Il tempo del salto in alto sembra finalmente arrivato, ma con il Huesca Longo si ritrova davanti alle difficoltà di sempre: il livello sembra troppo alto e, là davanti, Chimy Avila e Gallego sono insostituibili. A gennaio passa alla Cremonese, dove mette a referto solo 4 spezzoni.

Non resta quindi che cominciare l'ennesimo capitolo di una storia tanto strana quanto appassionante: al Deportivo La Coruña il giocatore si è presentato con le migliori intenzioni e, stavolta, contrariamente alle esperienze passate c'è la possibilità concreta di fermarsi in Galizia per più di una stagione. Qualora il Depor dovesse salire in Liga, scatterebbe il riscatto obbligatorio da parte degli spagnoli. E Longo, dopo tanti, potrebbe togliere le indicazioni stradali per Appiano Gentile, scrivendo così il definitivo punto finale alla parabola del "trotamundo".

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