Eto'o abbraccia Mourinho: "Una delle persone migliori nel calcio"

L'ex attaccante africano e il tecnico portoghese si sono incontrati a un incontro organizzato dalla Liga e Livescore: "All'Inter ha creato una famiglia, i giocatori erano disposti a morire per lui."

Samuel Eto'o

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Appesi gli scarpini al chiodo da meno di una settimana, alla bella età di 38 anni e dopo un'ultima e ben retribuita avventura in Qatar, Samuel Eto'o riflette su cosa fare da grande e intanto si diverte a raccontare gli aneddoti su quello che per più di vent'anni è stato il suo mondo, approfittandone per chiarire rapporti controversi come quello che lo lega e lo ha legato a José Mourinho.

L'occasione arriva da un incontro organizzato dalla Liga e da Livescore a cui i due hanno preso parte insieme al presidente del massimo campionato spagnolo Javier Tebas: per l'ex attaccante dell'Inter del Triplete, guidata in panchina proprio dallo Special One portoghese, è il momento di dire la verità su un rapporto di amore e odio, contraddistinto da alti e bassi, dove le tensioni sono state frequenti ma senza che mai venisse meno il rispetto reciproco per la persona e per il professionista.

Il rapporto tra i due cominciò nell'estate del 2009, nel momento in cui Mourinho salutò Ibrahimovic, ceduto al Barcellona per 49 milioni di euro più appunto il cartellino di Eto'o: in pochi potevano immaginarlo, ma nasceva proprio in quel momento l'Inter che nel giro di un anno avrebbe fatto la storia conquistando il Triplete

Samuel Eto'o e José Mourinho festeggiano

Eto'o, abbraccio a Mou. Che ricambia: "Da Samuel ho imparato tanto"

Merito di Mou, capace di valorizzare al meglio un attaccante che non aveva mai raggiunto certe vette prima di allora? O merito di Eto'o, capace di segnare come un bomber e sacrificarsi enormemente in copertura come richiesto dallo Special One? La verità, come spesso accade, sta nel mezzo, ma certo è che il rapporto tra i due non poteva che risultare vincente.

Quando giocavo nel Barcellona e affrontavamo il Chelsea non giocavamo contro i giocatori, ma contro Mourinho. Ci dava molta più motivazione. Successivamente sono stato abbastanza fortunato da finire nelle sue mani, nessuno si aspettava che avremmo vinto la Champions League.

Nel suo primo anno a Milano Samuel Eto'o segnò 16 gol, 2 di questi in Champions. Uno, pesantissimo, fu determinante per avere la meglio negli ottavi di finale sul Chelsea, l'ex club di Mourinho steso a Londra proprio da ua rete dell'attaccante camerunense. 

Ricordo il suo discorso allo Stamford Bridge perché ci diede un sacco di dettagli. E ci disse: "Dovete vincere per tutti, ma soprattutto per me." Avevamo un gruppo davvero molto forte, era qualcosa che andava al di là del calcio. Era una famiglia, creata da questo uomo qui.

Amore ma anche odio, sentimenti forti per due uomini di carattere che non si sono mai tirati indietro. Eto'o e Mourinho si erano già presi a male parole durante una sfida di Champions League tra Barcellona e Chelsea, e proprio lavorando entrambi per i Blues londinesi i due si sarebbero ritrovati di nuovo ai ferri corti dopo l'idillio nerazzurro: il tecnico fece intendere che forse il suo attaccante aveva più anni di quelli dichiarati, questi rispose fingendosi un vecchietto dopo aver segnato un gol per poi definire lo Special One "un burattino". Tutta acqua passata a quanto pare.

Sono stanco di ripetere che quest'uomo, José Mourinho, è una delle migliori persone esistenti nel mondo del calcio. È la verità. Quando mi sono ritirato la prima persona che mi ha mandato un messaggio è stato proprio lui. Il primo. La gente deve sapere che molte volte la vita è ingiusta, e il calcio è come la vita. A volte chi merita rispetto non lo ottiene. Tutti noi abbiamo combattuto per lui e con lui, per lui ci saremmo fatti uccidere.

"Quasi tutti" ribatte José Mourinho, forse memore delle volte in cui lo spogliatoio gli si è rivoltato contro: forse al Real Madrid, di certo al Manchester United. Il tecnico sorride e ricambia i complimenti verso quello che ha sempre considerato un giocatore di primissimo livello.

Samuel ha giocato con me e contro di me, e in entrambi i casi ho imparato molto da lui. Quando giochi con giocatori così bravi, e io ho avuto questa fortuna, apprendi molto da loro, come sfruttarli al meglio e come fermarli se li hai contro. Da lui ho appreso entrambe le cose.

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