Serie A, parla Guidolin: "Sanchez? Con Lukaku coppia top in Italia"

L'ex tecnico dell'Udinese plaude all'acquisto dell'Inter: "Alexis è un ragazzo umile che ha sempre lavorato per essere il migliore". E col belga è tandem da sogno.

Serie A Guidolin su Inter e Sanchez

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Samir Handanovic, Kwadwo Asamoah e adesso Alexis Sanchez. L'ultima volta che l'attaccante cileno giocò in Serie A, sulla panchina della "sua" Udinese c'era seduto Francesco Guidolin. Il tecnico veneto ha scritto pagine indelebili della storia bianconera, lanciando negli anni una mole incredibile di talenti come il portiere sloveno e il laterale ghanese. Il Nino Maravilla, però, è sempre stato un pochino più speciale degli altri: dopo essere arrivato in Italia, acquistato dal River Plate, il campione nato a Tocopilla non ci ha messo molto per rubare la scena ai compagni.

Dalle parti di Udine ancora si ricordano della coppia d'attacco formata con Antonio Di Natale, un binomio che si è sempre completato a meraviglia facendo della rapidità e dell'imprevediblità due dei loro punti di forza principali. L'ultima stagione giocata in Italia da Sanchez coincise con la storica qualificazione in Champions League della società presieduta dalla famiglia Pozzo: la matematica arrivò nel match dell'ultimo turno contro il Milan, pareggiato 0-0 davanti a un pubblico incredulo per la grande impresa compiuta dai suoi beniamini.

Da quei tempi di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, perché le ambizioni dell'Udinese si sono man mano ridimensionate e, soprattutto, l'attaccante cileno ha cominciato a girovagare per l'Europa, toccando tre tappe importante come Barcellona, Arsenal e Manchester United. L'Inter lo ha prelevato proprio dai Red Devils, ottenendo un prestito con pagamento di una piccola parte di ingaggio, il che lo porta potenzialmente a essere uno degli affari di mercato più importanti dell'intera sessione estiva.

Serie A Guidolin Sanchez all'Inter
Alexis Sanchez, nuovo acquisto dell'Inter: il fiammante rinforzo nerazzurro è pronto per l'esordio in campionato, dove potrebbe esordire sul campo dell'Udinese

Serie A, Guidolin incorona Sanchez: "Umile e disponibile, a Udine è diventato devastante"

Ne è convinto anche Francesco Guidolin. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il tecnico classe 1955 si è concentrato particolarmente sul ritorno in Italia del suo pupillo che, guarda caso, riprenderà la nuova esperienza in Serie A proprio dalla Dacia Arena:

L'Inter si ritrova in squadra un potenziale campione. Non so cosa sia andato storto a Manchester, ma all'Arsenal ho rivisto quel giocatore che ambiva a essere il più forte al mondo. Ci è andato molto vicino: sicuramente soldi e successo non lo hanno cambiato, visto che è sempre stato un ragazzo molto umile e disponibile mai disposto a rinunciare ad allenarsi.

Ad attenderlo a Milano c'è Romelu Lukaku, col quale sulla carta potrebbe andare a comporre un tandem eccezionale:

Li vedo molto bene insieme. Con Di Natale giocava sempre palla a terra con triangolazioni veloci, Lukaku sa dialogare ma ha anche potenza fisica. Se tutti e due rendono al massimo sono la coppia meglio assortita e più pericolosa del campionato. La cosa fondamentale è il ruolo: può giocare esterno in un 4-3-3, può fare la prima punta, ma il suo posto è quello di trequartista. Quando lo piazzai dietro Totò nel 3-5-1-1 diventò devastante.

Sugli altri ex bianconeri: "Handanovic migliora con gli anni. Asamoah? Sulla fascia già con me"

Ma nella rosa di Antonio Conte ci sono altri due suoi ex pretoriani. Il primo è Samir Handanovic, uno che - nonostante le tante critiche - in questi anni si è ritagliato uno spazio molto importante all'interno del campionato italiano, diventando anche capitano dell'Inter:

Samir è sempre stato un tipo taciturno ma determinato. Guidava già a 25 anni tutta la difesa. E a livello tecnico è migliorato di anno in anno: è fra i più forti al mondo. L’essere diventato capitano è testimonianza di una maturazione di un giocatore molto intelligente.

L'altro è Kwadwo Asamoah. Rispetto agli esordi con l'Udinese, il ghanese ha intrapreso un'evoluzione tattica che lo ha portato a trasformarsi in un laterale a tutta fascia:

Con noi giocava mezzala, ma già allora si era allenato a fare l’esterno. In fascia giocava Armero che non tornava mai. E a lui toccava fare il centrocampista e anche andare a tappare i buchi che lasciava Pablo. Tutto è cominciato da lì.

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