Scandalo in Belgio: sette arresti per riciclaggio, frode e corruzione

Nuova onda di illegalità sul calcio belga: in manette due procuratori e cinque loro collaboratori, all'interno di un'operazione che va avanti da un anno.

Belgio scandalo corruzione e riciclaggio

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Il calcio belga trema. Il nuovo terremoto giudiziario ha preso ufficialmente il via nella mattinata di mercoledì, quando contemporaneamente - tra Montecarlo e Liegi - sono stati arrestati il noto intermediario Christophe Henrotay e il suo braccio destro, nonché socio in affari, Christophe Chenieux. Secondo le prime ricostruzioni della stampa locale, i due sarebbero indagati per corruzione, frode fiscale, associazione a delinquere e riciclaggio di denaro legato principalmente al trasferimento di un grosso numero di calciatori, assistiti dall'agenzia fondata diversi anni fa dai due succitati.

Assieme a loro sono finiti in manette altri cinque uomini, dei quali però al momento non si conoscono le generalità. A comunicarlo è stata la procura federale belga, che ha specificato come il calcio locale potrebbe nuovamente essere di fronte a un altro scandalo epocale, l'ennesimo per un movimento che dal punto di vista giudiziario non ha mai veramente trovato pace. Tali infrazioni sarebbero state commesse tramite una fitta e complessa rete di fatturazioni false, utili a far girare denaro sporco riempiendo a dismisura le tasche dei due procuratori.

L'indagine, attualmente in corso, sarebbe nata dalle irregolarità emerse nel trasferimento del centravanti serbo Aleksander Mitrovic dall'Andelecht al Fulham: l'operazione, avvenuta nel 2015, sarebbe stata condotta illegalmente e con una grossa parte di denaro non dichiarato. Ora però lo scandalo pare possa espandersi a macchia d'olio,  viste le recenti novità emerse dalle investigazioni portate avanti dagli inquirenti: sotto osservazione sono finite altre tre operazioni poco limpide come quelle che hanno portato Youri Tielemans al Monaco, Leander Dendoncker al Wolverhampton e Romelu Lukaku al Chelsea tramite una serie di transazioni facilmente tracciabili e partite da alcuni paradisi fiscali.

Belgio scandalo corruzione e riciclaggio
C'è anche l'Anderlecht al centro del nuovo scandalo che ha sconvolto il Belgio: nell'ultimo anno la polizia ha perquisito due volte la sede dei biancomalva

Un altro scandalo sconvolge il Belgio: maxioperazione della procura, sette arresti

Henrotay da qualche mese ricopre il ruolo di presidente dell'associazione degli agenti belgi, ma difficilmente verrà riconfermato alla fine del mandato. Figlio di un ex calciatore professionista, ha in mano la procura di tutti i più importanti calciatori locali. Del suo portafoglio fanno parte il portiere del Real Madrid Thibaut Courtois, l'esterno Yannick Carrasco e l'ex fiorentino Kevin Mirallas. Negli ultimi anni però Henrotay si è riciclato anche come intermediario: tra i suoi colpi da novanta da quando riveste questo ruolo pare esserci anche lo zampino sul trasferimento di Kevin De Bruyne al Manchester City.

Il blitz delle forze dell'ordine ha portato alla perquisizione di sette locali tra abitazioni ed uffici, dislocati tra Montecarlo, Belgio e Inghilterra, ma già durante la scorsa primavera le forze dell'ordine di Bruxelles avevano fatto irruzione nella sede dell'Anderlecht sequestrando 7 milioni di euro, tre auto di lusso di grossa cilindrata e una barca. Quella di mercoledì è solo la prosecuzione di un'indagine che va avanti ormai da tempo: prima del raid datato aprile, nel 2018 anche le sedi di Bruges e Standard Liegi erano state messe momentaneamente sotto osservazione, in un giro di vite che aveva portato al fermo di Ivan Leko, manager del Bruges, e l'agente Mogi Bayat.

Gli inquirenti sono sempre più convinti che esisterebbero vari punti in comune tra queste vicende e hanno chiesto aiuto a Gran Bretagna e Francia, imbastendo una maxioperazione ancora ben lontana dall'essere definitivamente risolta. La procura federale indaga anche su altri club europei, dei quali però non si conosce ancora il nome: l'unica cosa nota è che, suddette società, avrebbero attivamente partecipato a mascherare questa fitta rete di transazioni illegali. E per il Belgio, che già in passato si era ritrovato ad affrontare situazioni di questo tipo, è di nuovo il momento di scendere in guerra.

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