Liga, con il VAR il Barcellona avrebbe vinto il campionato 2013/2014?

Cinque anni dopo aver annullato per fuorigioco un gol regolare segnato da Messi e che avrebbe deciso la corsa al titolo, l'arbitro Mateu Lahoz ammette il possibile errore e rimpiange l'assenza ai tempi della tecnologia.

Antonio Miguel Mateu Lahoz

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L'affermazione è forte e forse non farà piacere ai nostalgici, ma è indubbio che l'introduzione della tecnologia nel calcio, dalla goal-line technology al VAR, ha migliorato il gioco del calcio sotto l'aspetto regolamentare. Per quanto possano risultare indigeste le revisioni e le pause che seguono episodi controversi, il fatto di potersi sincerare della bontà di una decisione dubbia è di grande aiuto agli arbitri e, se presente da sempre, avrebbe potuto cambiare la storia di tante partite e tornei, come ad esempio quella della Liga 2013/2014 vinta dall'Atletico Madrid ai danni del Barcellona.

A ricordare l'episodio che decise il campionato è Antonio Miguel Mateu Lahoz, arbitro 42enne protagonista della sfida che il 18 maggio 2014 vide i catalani, secondi in classifica, ospitare al Camp Nou i colchoneros primi. Un testa a testa nell'ultima giornata della Liga che si concluse con un pareggio per 1-1 e che assegnò il titolo, il decimo della sua storia, all'Atletico Madrid del Cholo Simeone, bravo a reagire dopo aver perso per infortunio il bomber Diego Costa e il turco Arda Turan in avvio di gara ed aver chiuso il primo tempo in svantaggio.

Sotto 1-0 a causa di una prodezza di Alexis Sanchez, i colchoneros furono capaci nella ripresa di trovare il pari con un colpo di testa di Godin (curiosamente i due oggi sono compagni all'Inter) e poi chiusero ogni varco ai catalani, incapaci di trovare il gol della vittoria nonostante la spinta di ben 100mila spettatori. A poco meno di mezz'ora dalla fine in effetti Messi riuscì a battere Courtois da pochi passi, ma Mateu Lahoz annullò per un fuorigioco che poteva non esserci e che, è innegabile, avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. Il direttore di gara oggi confessa a Radio Marca di rimpiangere l'assenza ai tempi del VAR, che sarebbe stato ideato soltanto due anni più tardi.

Antonio Miguel Mateu Lahoz
L'arbitro spagnolo Antonio Miguel Mateu Lahoz, 42 anni, internazionale dal 2011.

Liga, con il VAR il Barcellona avrebbe un titolo in più?

Scorrendo a ritroso la storia del calcio non sono pochi gli episodi che con l'ausilio della tecnologia avrebbero potuto essere interpretati correttamente, cambiando probabilmente la storia degli eventi: basti pensare al famoso terzo gol di Hurst nella finale Inghilterra-Germania Ovest dei Mondiali del 1966, quello di Muntari in Milan-Juventus, con entrambe le squadre in corsa per la lotta Scudetto nel 2012, oppure ancora alla famosa "mano di Dio" che permise all'Argentina di Maradona di stendere l'Inghilterra a Mexico '86.

Questi e numerosi altri gli eventi che sarebbero stati corretti dall'utilizzo della tecnologia, tra cui rientra a buon titolo anche la rete annullata al 63esimo minuto di gioco di Barcellona-Atletico Madrid e che avrebbe permesso ai catalani di conquistare quel 23esimo titolo nazionale che invece fu rimandato di un anno. Su questo Mateu Lahoz non ha alcun dubbio.

Sono contento dell'introduzione del VAR, gli ho dato il mio benvenuto perché soltanto grazie a lui puoi venire a capo di questo tipo di episodi. Nel mio caso era impossibile stabilire se sul cross di Alves il pallone fu toccato da Juanfran (che avrebbe rimesso in gioco Messi, N.d.R.) oppure Fabregas. Nessuno ha protestato, ma a partita finita abbiamo potuto constatare rivedendo l'azione al rallentatore che poteva esserci stato un tocco, ma ancora oggi non abbiamo immagini chiare e evidenti da parte di chi. È un episodio in cui vorrei che ci fosse stato il VAR.

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