Fiorentina, Commisso chiede rispetto: "Basta cori su Heysel e Scirea"

Il nuovo proprietario dei Viola si racconta al Corriere dello Sport: "Da bambino tifavo per la Juventus, oggi non gli vendo Chiesa". E sul match di sabato: "Basta violenza".

Fiorentina Commisso basta cori Heysel Scirea

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Da qualche mese, a Firenze, c'è un nuovo sceriffo in città. La Fiorentina ha una nuova proprietà e un nuovo presidente: si chiama Rocco Commisso, è italo-americano come le aziende che, partendo da zero, ha saputo fondare e ingrandire a dismisura ma, soprattutto, è un personaggio particolarmente ambizioso. Imprenditore classe 1949, a 12 anni è emigrato a New York in cerca di fortuna perché dalle sue parti, nella parte più profonda della Calabria, si faceva la fame.

La stessa che ha patito nei suoi primi anni nella Grande Mela, passati a racimolare qualche piatto di pasta da connazionali trapiantati negli States e a cercare di capire quale sarebbe stata la strada maestra da seguire nella vita. Al centro di tutto c'è l'amore incondizionato per il calcio: simpatizzante juventino fin dalla nascita, Commisso da anni ha i New York Cosmos tra gli asset personali più preziosi. Una franchigia storica nell'ascesa del soccer a stelle e strisce visto che, da quelle parti, anni fa ci sono passati un "certo" Pelé e Giorgio Chinaglia. Le sue foto fanno bella mostra sulla parete dell'ufficio newyorkese, dal quale il neopresidente viola ha rilasciato un'interessante intervista al Corriere dello Sport:

Quando frequentavo la Columbia University ho giocato tanto a calcio. Arrivavamo dai posti più disparati: c'erano un portoghese, un angolano, un messicano, ma nessuno di noi ha mai pensato di escludere l'altro per il colore della pelle.

Parole forti, quelle pronunciate dal quartier generale della sua Mediacom, azienda costruita da zero e oggi proprietaria di 9 miliardi di dollari tra acquisizioni e migliorie strutturali, che introducono il weekend di Fiorentina - Juventus. L'incrocio tra viola e bianconeri non è mai un match come gli altri: l'odio atavico tra tifoserie la fa sempre da padrone, perché certe reminesceinze storiche sono dure da cancellare. Per la precisione, correva l'anno 1990 quando un giovane Roberto Baggio, dopo essersi rifiutato di calciare un rigore durante uno spareggio dal sapore d'Europa, decise di accettare l'offerta dei bianconeri.

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Fiorentina, parla Commisso: "Tifosi, lasciate stare i morti: dico basta alla violenza"

Da lì in poi nulla è più stato lo stesso. I tifosi viola vivono quello stato di inquietudine ancora oggi, a 30 anni dal "misfatto". Proprio per questo, soprattutto quando si gioca all'Artemio Franchi, il comune toscano ha sempre dovuto fare gli straordinari, destinando grandi risorse per mantenere l'ordine pubblico. Per questo, alla sua "prima" ufficiale contro Madama, Commisso si augura uno stadio "civile", termine usato non a caso visti gli ultimi sviluppi che parlano di una Curva Fiesole agguerrita in vista dell'arrivo dei bianconeri:

Non voglio più sentire cori né sull’Heysel né su Scirea. Si va contro i miei principi. E non voglio più neanche quelli contro il sud. Io sono calabrese, Joe Barone è siciliano, Montella è napoletano, attaccare i meridionali è attaccare noi. Non so chi abbia fatto quei cori, ma ai leader della Fiesole dico: controllate i pochi che lanciano quelle urla. La Fiorentina è di tutti, Quei cori e la violenza no.

Poi c'è spazio anche per parlare anche di calcio, in particolar modo per la simpatia nutrita da bambino verso la Juventus:

Cominciai a tifare Juve perché lì c’erano i migliori giocatori, Sivori, Boniperti, Charles, Nicolè, e perché dal mio paese emigravano a Torino per lavorare. Non sono mai andato allo stadio, ma ricordo il blocco juventino ai Mondiali ’82.

Caso Chiesa: "Mai pensato di darlo alla Juve. I miei giovani? Occhio a Castrovilli..."

In estate le due società sarebbero state spesso a colloquio per parlare di Federico Chiesa. L'esterno classe 1997 sarebbe dovuto approdare in bianconero proprio come fecero Baggio e, più recentemente, Federico Bernardeschi. Alla fine non se n'è fatto nulla, col risultato che - in queste prime partite - il giocatore sembrerebbe quasi deluso dal suo mancato addio alla compagine viola. Ma Commisso smentisce:

La nostra posizione è sempre stata chiara. Però qualcuno continua a tirare fuori sempre la stessa storia, facendo del male al ragazzo. Addirittura si è detto che Della Valle mi abbia fatto lo sconto sul passaggio della proprietà a patto di tenerlo, ma quando mai? Lo vedo un po' giù ma in Nazionale l'ho visto bene, gli serve solo un gol per sbloccarsi.

E, per il futuro, la scommessa vincente arriva di nuovo dall'inesauribile serbatoio viola:

Il prossimo nostro giocatore a esordire con l'Italia sarà Castrovilli: è davvero forte e può ancora crescere. Ma abbiamo tanti altri giovani bravi come Sottil, Ranieri e Vlahovic.

Montella e progetti futuri: "Investiremo sulle infrastrutture, ma in Italia ci sono troppi ostacoli"

L'entusiasmo della piazza è alle stelle. Come al solito, però, saranno i risultati a dover certificare la futura buona riuscita del progetto Fiorentina in salsa yankee. Per questo, dopo un'eventuale sconfitta con la Juventus, anche Vincenzo Montella potrebbe finire sotto osservazione:

Tutti siamo continuamente sotto giudizio, anche io. Montella è un personaggio molto differente da me, più calmo e pacato. Ha i suoi modi di fare e va bene così: per ora deve ancora aiutare i nuovi ad ambientarsi, ma con il Napoli la squadra mi era piaciuta.

E sul futuro della Viola, Commisso non ha dubbi: servono forti investimenti e vanno fatti in brevi tempi.

Mi sono scontrato con la dura realtà del mercato: volevamo Raphinha, De Paul, De rossi e Nainggolan, ma non posso spendere 230 milioni di euro con questo fatturato. Vanno prima aumentati gli utili. Come? Con le infrastrutture: costruiremo stadio e centro sportivo dove riuniremo tutti: donne, academy, prima squadra e l'intero settore giovanile.

Difficoltà?

Tante. Ci hanno presentato due progetti: il primo prevedeva un Franchi immutato e non mi piaceva, il secondo era molto meglio ma credo che dal punto di vista burocratico ce lo faranno sudare. Sarà un processo lungo e con ostacoli: ho fatto in macchina Roma - Firenze e il paesaggio è immutato da 300 anni. In America avrebbero già costruito tutto.

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