Tare si confessa: "Lazio da Champions. Milan? Ho scelto col cuore"

Il ds della Lazio rivela i segreti del mercato biancoceleste appena concluso, tracciando gli obiettivi della nuova stagione. E sul corteggiamento dei rossoneri: "Una scelta d'amore, non per soldi".

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Il presente dei biancocelesti con un pensiero al passato e uno sguardo verso il futuro. Igli Tare, all'inizio della sua decima stagione da ds della Lazio, si è confessato in due lunghe interviste alla Gazzetta dello Sport e al Corriere dello Sport. 

Stiamo cercando di portare la società dove merita di stare. Quando vado all'estero mi accorgo che la Lazio è ancora un nome importante. Prima di andare via da qui ci penserò sempre molto bene, so di aver creato qualcosa di bello, insieme a società, staff tecnico e giocatori

A proposito di giocatori, anche Milinkovic-Savic, diventato ormai oggetto del desiderio di diverse big europee, sarebbe potuto andare via quest'estate. L'uomo mercato capitolino è molto chiaro sulla situazione del serbo.

Se fosse partito, Yazici aveva le caratteristiche giuste per sostituirlo. Ma c'era anche un altro nome. Sergej è uno dei migliori al mondo. Se può valere 100 milioni? Ci sono giocatori che hanno un mercato a parte. Ora allungherà il contratto di un anno, ma sempre mantenendo gli equilibri giusti. Così come Correa che rinnoverà a breve. A Simone Inzaghi manca un attaccante come Fernando Llorente o qualcuno come lui? Stiamo parlando dell'arrivo di una riserva della riserva. In un gruppo dove gli equilibri sono fondamentali, la terza punta non è mai stata una priorità. Il sogno era mantenere questo gruppo intatto. Il problema vero era sulle fasce, con il 3-5-2 è fondamentale disporre di giocatori molto veloci. In più serviva un centrale difensivo forte. Llorente ci era stato offerto come tanti altri nomi, ma non era fattibile, gli equilibri sono ben precisi. Punto su un giovane come Adekanye, uscirà fuori

Nella lunga sessione di calciomercato, Tare ha progettato nei minimi dettagli una Lazio finalmente da Champions  ("Ho fretta di raggiungerla, il gruppo sa che negli ultimi 3 anni avremmo tranquillamente potuto giocarla"), ma la sua stagione sarebbe potuta iniziare altrove. L'avvicinamento estivo del Milan è stato serio e lo stesso ds lo racconta nell'intervista al quotidiano romano.

Boban lo conoscevo, è stato un mio idolo e lui sa il motivo. Maldini lo conoscevo da giocatore e ho avuto modo di conoscerlo meglio, è una persona esemplare. Ho toccato con mano l'atto di amore che hanno compiuto. Anche la mia è stata una scelta d'amore. Ho capito che andare via dalla Lazio sarebbe stata una cosa sbagliata. Ho deciso con il cuore, non per soldi

Igli Tare, 46 anni, ds della Lazio
Igli Tare, 46 anni, ds della Lazio

Igli Tare si confessa: "Inzaghi? Mai pensato che sarebbe andato via"

Oltre a quello dei gioielli di casa Lotito, il pre-campionato della Lazio si è distinto per il rinnovo di Simone Inzaghi, a giugno fortemente accostato alla Juventus, la cui panchina è finita Maurizio Sarri.

Non ho mai pensato che Inzaghi sarebbe andato via. Al momento opportuno ci siamo seduti e abbiamo capito che il matrimonio era ancora vivo. Solo un anno di rinnovo? È stata una scelta giusta condivisa da tutte le parti

Domenica scenderanno in campo Brescia e Bologna, il derby del passato dell'ex attaccante albanese che ha giocato tre stagioni nella squadra lombarda, due nei rossoblù.

Sono contento. Da tempo aspettavo che potesse tornare in calendario questa partita. Con Brescia c'è un legame forte, che non si può spezzare. La squadra che mi ha consentito di esaudire il desiderio più grande da calciatore: giocare in Italia, dimostrare di essere all’altezza. Bologna ora è sinonimo di Mihajlovic, un professionista esemplare e vincente, da giocatore come da allenatore. Merita il rispetto di tutti. Per quello che è, per come ha dimostrato di saper affrontare un momento di grande difficoltà.

Chiusura sul pronostico del vincitore della Serie A appena nata.

La Juve è la Juve. L’Inter, con Conte, ha aumentato la consapevolezza da outsider. Il Milan ha investito, l’Atalanta non è da sottovalutare. Napoli e Inter stanno dietro la Juve. Mi piacerebbe che fossimo dentro a quest’ultima mischia, sono consapevole che possiamo giocarcela con tutti.

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