Petrachi: "La Roma non è succursale di nessuno"

Il direttore sportivo dei giallorossi ha parlato in occasione della conferenza stampa di presentazione di Mkhitaryan.

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"Hanno capito che non possono venire a fare i prepotenti qui". Parole di Gianluca Petrachi, direttore sportivo della Roma che ha preso parola durante la conferenza stampa di presentazione di Henrikh Mkhitaryan. 

In questo mercato - ha dichiarato l'ex ds del Torino - dovevamo fare delle scelte. Un mese fa non pensavamo di poter acquistare Mkhitaryan. Parliamo di un top player con ingaggio altissimo e dobbiamo stare attenti al bilancio. Per venire alla Roma lui ha rinunciato a dei soldi. Si sono create delle opportunità per fare operazioni furbe e parlo di Smalling e Mkhitaryan. L’obiettivo a lungo termine è aumentare la qualità

Su Dzeko:

Ho sempre detto che avrei voluto tenerlo, a volte si fanno strategie per arrivare ad altri obiettivi. Quello che è successo lo scorso anno ha pesato nel suo umore e gli ho fatto capire che il vento stava cambiando. Le lusinghe dell’Inter hanno messo in testa al giocatore delle cose che ho cercato di smontare giorno dopo giorno. Il prezzo posto all’Inter non è mai stato offerto. Sono felicissimo che lui abbia capito, il suo agente è stato fondamentale e ha fatto riflettere il ragazzo

Poi un analisi sul mercato:

Ci ho messo l'anima in questo mercato, ho messo tutto quello che avevo dentro con una logica calcistica. Ho provato a fare una piccola rivoluzione che era necessaria. A tutti ho chiesto pazienza, ci vuole un po' di tempo. Sono convinto di aver creato qualcosa su cui far rinascere l'entusiasmo e l'orgoglio romanista. Abbiamo rinnovato i nostri fiori all’occhiello, dicevano che avremmo venduto Under e Zaniolo e noi li abbiamo invece rinnovati. Nell’immediatezza se non arrivano i risultati c’è sconforto, ma sono molto fiducioso e ottimista. Il gruppo ha voglia di stare insieme, quando sono arrivato c’era disgregazione e ora c’è unità. Non so dire se la Roma sia una squadra da Champions, ma penso di aver creato una squadra tosta. Col monte ingaggi siamo un po’ su, ma la Roma su questo migliorerà nel corso del tempo, cercheremo di equilibrare le cose. Ora il livello è un po’ sfalsato, io proverò a equilibrare il tutto tenendo alto il livello qualitativo. In ogni caso, tutto è stato fatto con l’approvazione di Pallotta che mi ha sempre messo nelle possibilità di quello che nella mia testa era giusto fare

Sugli esuberi: 

È stato uno dei grandi problemi, non si può avere una squadra di 50 giocatori. Alcuni calciatori fanno resistenza, Roma è una città meravigliosa e uno prima di lasciarla ci pensa mille volte. Quando gli si dice che non fa più parte del progetto tecnico, si fa fatica ad accettarlo. All’80% ci sono riuscito, è rimasto qualche residuo ma sono contento di come sia andata

Sui giocatori trattenuti: 

Sono orgoglioso di aver tenuto fede alle promesse fatte il primo giorno, quando ho detto che la Roma non sarebbe stata succursale di nessuno. Questo è stato compreso da tutti. Tutti hanno capito che a Roma non possono fare i "prepotenti". Finché ci sarò spero che questa cosa si mantenga

Su Franco Baldini:

Non ha mai intralciato il mio lavoro. Un mese fa tramite Franco ho saputo che Mkhitaryan poteva partire. Questa è la forma di collaborazione di cui parlavo. Prima gli ho detto che non lo potevo fare, ma poi ho sentito Raiola e ci sono arrivato con astuzia. Raiola voleva che non si sapesse fino al mattino stesso. Non avuto problemi con Baldini, è rimasto al suo posto tenendo le giuste distanze e sono contento di come sia stato bilanciato il lavoro. Il rapporto diretto tra Baldini e Pallotta ben venga. ma l’operazione Smalling, ad esempio, non la conosceva

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