F1, Imola si candida per ospitare un Gran Premio

Lo staff dell'Enzo e Dino Ferrari è pronto per rientrare nel calendario del mondiale, lanciando la proposta con un comunicato ufficiale.

Schumacher vince il Gran Premio di Formula 1 e saluta i tifosi di Imola

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La notizia è di quelle interessanti. Imola si sente pronta per ospitare nuovamente la Formula 1. Lo staff dell'Enzo e Dino Ferrari ha diramato un comunicato ufficiale, stilando una serie di dati e buone ragioni che hanno portato verso la candidatura. Studi approfonditi e test drive hanno conclamato l'Omolagazione Grado 1, inerente al tracciato stesso, reso sicuro ed ammodernato negli anni dopo gli incidenti di Senna e Ratzenberger.

Il prossimo step riguarderà le infrastutture ed i servizi. Il Direttore dell'autodromo ed il Presidente di Formula Imola hanno caldeggiato l'iniziativa, confermando come lo stesso ACI sia soddisfatto del lavoro compiuto dagli uomini appartenenti allo storico impianto situato al confine tra Emilia e Romagna. Proprio la dislocazione della pista ha sempre attirato folle oceaniche di tifosi, a quattro e due ruote.

Di casa è la Ferrari. Maranello dista poco e niente dai cancelli dell'autodromo e, ovviamente, per la Rossa quello è sempre stato il Gran Premio più sentito. Monza a parte: in Brianza si tornerà per altri cinque anni, ma quello lombardo è un appuntamento diverso, più "internazionale". Sarebbe veramente bello poter vantare due date tricolori nel calendario della Formula 1, a dimostrazione di come il Bel Paese sia la Terra dei motori.

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Formula 1, il Re di Imola è Michael Schumacher

La prima edizione disputata al Santerno risale al 1981, con titolazione "Gran Premio di San Marino". La pista era ancora naturale, affascinante, pericolosa. A trionfare fu il brasiliano Nelson piquet, asso della Brabham, monoposto che portò al titolo in due occasioni. Egli poi aggiunse un terzo alloro, con una Williams. Affermazioni Ferrari nel 1982 e 1983, grazie a Pironi e Tambay, entrambi francesi.

Stessa nazionalità quella di Alain Prost. il "professore" trionfò nel 1984, a bordo della Mc Laren. Primo successo italiano l'anno dopo, con Elio De Angelis e la nera ed oro Lotus. Il leone Mansell salutò tutti dall'alto nel 1987, poi ci fu una doppietta di Senna, per due gare consecutive. Corridori nostrani ancora vincenti: Riccardo Patrese sollevò il trofeo più ambito nell 1990, Senna si ripete un anno dopo e per Ayrton fu l'ultima gioia all'Enzo e Dino Ferrari.

Mansell e Prost, ancora loro. Poi arriva il fenomeno tedesco: Schumacher non esulta sul podio, l'epilogo del Gran Premio datato 1994 già lo conoscete. Michael guidava una Benetton, vettura con cui conquistò due mondiali. Il gentleman Damoh Hill vinse due edizioni a bordo della Williams, precedendo Frentzen e Coulthard. Da lì in avanti è un dominio di famiglia Schimacher: Michael vince sei volte con la Ferrari, il fratello Ralf una. Riesce nell'impresa anche Alonso, era il 2005 quando Fernando tagliò il traguardo sulla Renault.

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Ayrton Senna, il campione mai dimenticato

Il weekend nero del 1994 racconta due perdite, altrettanto gravi. Ratzenberger e Senna. In ordine di scomparsa, senza ordini di importanza. Roland picchiò duro con la Simtek alla Villeneuve, per poi non risvegliarsi più. Ayrton impattò paurosamente distruggendo la Williams al Tamburello, poi chinando il capo verso un mondo diverso. Da quel giorno, tutto cambiò ad Imola: curve, spazi di fuga, mentalità. La passione per la Formula 1 e per gli eroi che l'hanno raccontata è rimasta intatta.

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