ECA, Agnelli confermato presidente: "I club al centro di tutto"

Il numero uno bianconero annuncia una serie di riforme importanti che però andranno in simbiosi con i campionati nazionali. Gazidis del Milan escluso dal board, dove invece entra il presidente dell'Inter Zhang.

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Una vera e propria rivoluzione, che tenga conto delle esigenze di tutti gli appassionati ma che avrà sempre e comunque i club al centro degli interessi nel momento in cui si tratterà di decidere. Le parole che il confermatissimo presidente Andrea Agnelli consegna alla stampa durante la riunione dell'European Club Association, l'ECA, l'organismo nato per tutelare gli interessi delle squadre che si è riunito in questi giorni a Ginevra.

Il numero uno della Juventus rimane il presidente come da previsioni e accoglie nel board il collega dell'Inter Steven Zhang, primo cinese a ricoprire tale ruolo e peraltro a soli 28 anni. Il presidente nerazzurro era l'unico candidato in arrivo dalla Serie A, dato che pur stuzzicato dall'idea Aurelio De Laurentiis aveva spiegato che non ci sarebbe stata alcuna competizione, svelando allo stesso tempo i temi - ormai di dominio pubblico - trattati in Svizzera.

C'è stata mala informazione, io e Zhang ci stimiamo e non avremmo mai fatto la corsa per la stessa poltrona. Io punto al Club Competition Committee, lui ad altro: ci sono tante cose da fare, parliamo già delle coppe europee del 2027, ci sono varie ipotesi. Il mondo è in continuo cambiamento e noi dobbiamo essere bravi a intuirne la direzione senza mai adeguarci, per non trovarci in svantaggio.

Steven Zhang
Il presidente dell'Inter e nuovo membro del board ECA Steven Zhang, 28 anni.

ECA, il futuro delle coppe europee: "Una riforma è necessaria"

Il board dell'ECA accoglie Zhang e vede la fuoriuscita di Ivan Gazidis, ad del Milan la cui esclusione è da legare all'estromissione del Milan dalle coppe europee. Il dirigente rossonero rimane comunque una figura estremamente stimata all'interno del comitato ed ha comunque partecipato alla riunione, dove i club hanno studiato le varie riforme che nel prossimo futuro cambieranno il calcio internazionale. 

La prima riguarda la terza coppa europea - chiamata al momento Europa League 2 - che vedrà la luce nella stagione 2021/2022: le gare di questa competizione andranno in scena il giovedì, la finale nel corso della stessa settimana in cui sarà giocata quella di Champions League, mentre Europa League e Champions femminile giocheranno l'ultimo atto la settimana precedente. La vera rivoluzione, però, arriverà a partire dal 2024, e anche se non sarà la famigerata Superlega capace di oscurare i campionati nazionali terrà conto principalmente dei protagonisti del calcio, i calciatori e i club. A spiegarlo è Andrea Agnelli.

Qualunque cosa riservi il futuro crediamo fermamente che sia necessario mantenere una forte simbiosi con i campionati nazionali. Prima della riunione di Malta la sensazione era che tutto fosse già scritto su pietra, ma non è così: il nostro è un processo genuinio, aperto e trasparente a cui è bello veder partecipare tanti club. Penso che siamo tutti d'accordo nel dire che avere più calcio a livello europeo sia un bene per tutti. Abbiamo punti diversi sugli equilibri, sulle regole e sui format, capisco che ci siano anche questioni legate ai calendari, ma in generale c'è l'accettazione che debba esserci una riforma a partire dal 2024. Fondamentale che i club siano al centro di questo processo decisionale.

A ribadire la questione arriva anche la voce del segretario generale dell'ECA Michele Centenaro.

Ci siamo confrontati con diversi club negli ultimi mesi e le risposte hanno dimostrato che la nostra associazione e le nostre idee legate allo sviluppo per un calcio europeo più forte e con più partite hanno un forte sostegno. Il dibattito verte su questioni chiave come i calendari e l'accessibilità alle competizioni: l'ECA vuole più partite, con più qualità e più competitività, vuole offrire un prodotto migliore e una base solida e allargata che porti anche maggiore stabilità finanziaria. Tuteleremo i campionati nazionali, garantendo che saranno questi a stabilire tramite i piazzamenti l'accesso alle coppe, ma andrà tenuto conto anche delle prestazioni in queste competizioni per garantire una crescita che sarà comunque basata sulla meritocrazia sportiva e non sul blasone dei club coinvolti.

A margine del suo ingresso nel board dell'ECA, Zhang ha speso due parole anche sull'Inter e sulla questione Icardi.

Sono giovane ma pronto per questo incarico, in Cina e negli Stati Uniti esiste una generazione di giovani imprenditori che ricoprono ruoli di grande responsabilità. Io ho fatto tutto passo dopo passo, credo sia piaciuta la freschezza delle mie idee. L'Inter? Tutti vogliono vincere e per farlo ci vuole pazienza, noi crediamo al cento per cento in Conte e siamo sicuri che le vittorie arriveranno. Icardi? È una buona persona, un bravo ragazzo e un buon giocatore, ci siamo sentiti con il PSG e dai primi riscontri la soluzione trovata è stata positiva.

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