Dzeko e Mkhitaryan infiammano l'Europa: Fonseca studia la nuova Roma

Due reti per l'armeno, una per il bosniaco che ha speso parole al miele sul nuovo compagno. Buone notizie per il tecnico portoghese, che ora lavora per esaltarli.

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Il primo dei tre weekend di sosta ravvicinati destinati alle nazionali sta per andare in archivio. L'Italia lo ha chiuso con due vittorie abbastanza agevoli, regolando prima l'Armenia e poi la Finlandia. Grazie proprio alla presenza dell'ex colonia sovietica e della Bosnia, il raggruppamento degli Azzurri ha offerto parecchi spunti in più in chiave Serie A. La Roma, per esempio, si è potuta godere le ottime prove di Alessandro Florenzi e Luca Pellegrini, ma le indicazioni più importanti le ha ricevute da Yerevan, dove Henrikh Mkhitaryan ed Edin Dzeko hanno sfornato due prestazioni da stropicciarsi gli occhi. E poco importa se alla fine uno di loro, nella fattispecie il centravanti bosniaco, ha dovuto gettare la spugna arrendendosi alla vittoria del rivale, perché in casa giallorossa - finalmente - cominciano ad arrivare le prime buone notizie.

La partita è finita 4-2 per l'Armenia, ma il risultato finale è veramente l'ultimo dei problemi. Mkhitaryan si è messo in mostra come il vero e proprio mattatore del match: se già contro l'Italia il fantasista armeno aveva disputato un buon match, contro la Bosnia ha messo a referto due gol, un assist e una serie di giocate straordinarie, le quali sottolineano - se ancora ce ne fosse bisogno - di come la selezione allenata da Gyulbudaghyants sia quasi totalmente dipendente dal fresco volto nuovo romanista. Dall'altra parte invece Dzeko ha segnato una bellissima rete e giocato principalmente per i propri compagni: schierato come vertice offensivo del 4-3-3 proposto da Prosinecki, Edin ha corso tanto e aperto spazi per mettere nelle condizioni i due esterni e le mezzali di inserisi senza palla per colpire l'avversario.

La strategia ha funzionato solo a tratti, ma basta vedere il numero 9 giallorosso muoversi con la solita determinazione ed eleganza per capire che si è davanti a un giocatore ritrovato. Le voci sui famosi mal di pancia estivi sono ormai un vecchio ricordo. Ora Dzeko ha la testa completamente concentrata sulla Roma, a tal punto da essersi caricato letteralmente la squadra già durante le prime due giornate di campionato, segnando un gol contro il Genoa e impegnando - praticamente da solo - tutta la difesa della Lazio in occasione del derby.

Roma Dzeko Mkhitaryan
Edin Dzeko in azione con la propria nazionale: la Bosnia, inserita nel girone di qualificazione dell'Italia per Euro 2020, ha collezionato 3 punti nelle ultime 2 partite

Dzeko e Mkhitaryan in grande spolvero: la Roma si gode i suoi gioielli

Partiamo proprio da qui per introdurre l'argomento strettamente legato alla Roma. Il tecnico Paulo Fonseca ha portato una nuova filosofia di gioco e ripreso in mano il 4-2-3-1 che, lo scorso anno, Di Francesco aveva provato a proporre per sfruttare al meglio tutti i giocatori a propria disposizione. Il problema principale per il tecnico abruzzese ha riguardato i meccanismi di un reparto, di fatto, ritrovatosi a giocare un modulo che non era assolutamente nei piani. L'esplosione di Zaniolo e la contemporanea defezione di Pastore hanno obbligato l'ex allenatore romanista ad abbandonare il 4-3-3 provando ad aumentare il traffico centralmente, ma non sempre la proposta è sembrata fluida ed efficace.

Con lo stesso sistema, Fonseca in Ucraina ha fatto incetta di titoli. Si tratta pur sempre di calcio minore, si dirà, ed effettivamente l'obiezione è più che legittima, se non fosse che - con il portoghese in panchina - lo Shakhtar è stato in grado di sfoderare ottime prove anche fuori dai confini nazionali. Guarda caso, nell'anno in cui la Roma si spinse fino alle semifinali di Champions League, le due squadre si affrontarono nella seconda fase della competizione, con i giallorossi che passarono solo grazie a un salvataggio miracoloso di Bruno Peres in terra sovietica. Dzeko è il prototipo di centravanti ideale per Fonseca, che ha fatto di tutto in estate per convincerlo a non abbandonare la Capitale.

Il bosniaco segna e sa far segnare, fa tanto movimento e apre parecchi spazi. Rispetto ad altri attaccanti sa partecipare molto meglio alla manovra e, proprio per questo, la società ha fatto di tutto per trattenerlo. Difficilmente infatti sarebbe potuto arrivare un suo upgrade, quindi la sua permanenza potrebbe quasi essere considerata come un nuovo fiammante acquisto. Ovviamente Dzeko si è (ri)preso subito il suo posto, aiutando in maniera decisiva Cengiz Under e Justin Kluivert a smaliziarsi definitivamente. Il turco è stato uno dei più positivi in queste prime due uscite, corredate da un bellissimo gol e varie giocate che testimoniano la fine della crisi imboccata durante la scorsa stagione.

Esterno o trequartista: Fonseca lavora per trovare spazio all'armeno

Detto che Zaniolo nel ruolo di trequartista sarà inamovibile, in questo contesto andrà inserito l'armeno, un calciatore che - pare - Fonseca abbia richiesto personalmente. Mkhitaryan ha bisogno di essere rilanciato dopo un'ultima esperienza in chiaroscuro all'Arsenal, dove ha sì trovato spazio ma è stato molto meno incisivo di quanto ci si aspettasse. La sua caratteristica migliore è senza dubbio la versatilità: l'armeno nasce come mezzapunta proprio allo Shakthar e, in questa posizione, ha giocato più di 150 partite in carriera, ma ultimamente - soprattutto dopo il suo incontro con Thomas Tuchel - ha via via decentrato sempre più il suo raggio d'azione, scalando principalmente verso destra pur non disdegnando l'out opposto.

Per questo motivo a Roma, quando si è presentata l'occasione, ci si sono fiondati sopra. Il suo stile di gioco rimane quello di un trequartista che ama ricevere palla sui piedi e scompigliare le carte tra le linee, spesso accentrandosi e provando il tiro dalla distanza o l'ultimo passaggio. Durante la sua ultima stagione giocata a Dortmund, Mkhitaryan ha toccato quota 23 gol e 32 assist distribuiti in quattro differenti competizioni. Ora la palla passa nelle mani di Fonseca, chiamato a trovare una chiave per renderlo nuovamente l'elemento disequilibrante visto ai tempi della Bundesliga.

La sensazione è che, una volta entrato nelle rotazioni, il talento armeno difficilmente verrà spodestato. Dopo la partita giocata a Yerevan Edin Dzeko lo ha abbracciato e ci ha scambiato qualche chiacchiera. Poi, davanti ai giornalisti, ha ribadito i complimenti alla società per essere andata a prendere un elemento di questo spessore:

Per esperienza diretta so che in Inghilterra si gioca un calcio molto più rapido, mentre qui prevale la tattica. Sono però sicuro che non ci metterà molto ad ambientarsi in Serie A, anche perché ci saremo tutti noi ad aiutarlo. Con lui lotteremo per ogni obiettivo che ci siamo prefissati.

E anche a Roma cominciano a crederci, perché se il tecnico portoghese da adesso in poi avrà in mano i due bomber storici delle rispettive nazionali, i tifosi sono consapevoli del fatto che, un arrivo come quello di Mkhitaryan, allontana i fantasmi di quel ridimensionamento minaccioso palesatosi dopo anni di cessioni dolore e spending review. Oggi entrambi arriveranno a Fiumicino e faranno la prima sgambata assieme, con l'obiettivo di scendere in campo già domenica contro il Sassuolo.

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