Il Flamengo lancia Reinier, la stellina che ha stregato il Real Madrid

Un gol e un assist nella prima assoluta da titolare per il talento rubronegro che ha fatto impazzire il Brasile. Già opzionato dalle Merengues, ha una clausola da 70 milioni.

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Rio de Janeiro e Madrid non sono mai state così vicine. L'asse di mercato tra le due città è caldo, dura da parecchi anni e si è concretizzato definitivamente due anni fa con l'acquisto, da parte delle Merengues, di Vinicius Junior, frizzante ala sinistra che il Liga ha già fatto vedere di saper fare la differenza. Ora tra i club si è instaurato una sorta di filo diretto con al centro una promessa non scritta, secondo la quale i blancos avrebbero la prelazione su tutti i baby talenti che escono da ciò che è rimasto del Centro Deportivo Ninho de Urubu, uno dei luoghi di formazioni storici del Brasile andato a fuoco nel febbraio scorso lasciandosi dietro una decina di morti. Qui si è formato il già citato Vinicius, ma l'asso madridista non è l'unico gioiellino che i rubronegros hanno attualmente da esporre in vetrina: dopo Lincoln - la cui carriera a breve farà rotta verso l'Europa - e l'interessante centravanti classe 2001 Bill (messosi in mostra durante l'ultima Copinha Sao Paulo), pare essere finalmente arrivato il momento di Reinier Jesus Carvalho.

La sua carta di identità recita 17 anni, ma al Flamengo questo pare non importare: per questo, nel bel mezzo di un Brasileirao che i rossoneri si stanno giocando punto a punto con il Palmeiras, il tecnico Jorge Jesus ha deciso di mandarlo nella mischia dal primo minuto nella trasferta di Florianopolis contro l'Avaì. Su di lui c'erano tante aspettative che, ovviamente, non sono state tradite. Reinier è ancora un ragazzino ma ha la faccia tosta di chi sa di avere i mezzi per prendersi tutto. Al primo pallone toccato prova un dribbling improbabile e perde palla, scatenando le ire dei compagni e in particolare di Gabigol, che gli aveva fatto un movimento perfetto in verticale suggerendogli il passaggio in profondità.

Le scuse sono obbligate, ma per rifarsi agli occhi della squadra c'è bisogno di qualcosa di grosso, un episodio che si materializza dopo 11 minuti di gioco quando, con un no-look, il talentino flamenguista spalanca la porta al centravanti per il gol del meritato vantaggio. Tutto dimenticato? Certo che sì. Anzi, a metà ripresa Gabigol decide di restituire il favore a Reinier regalandogli l'occasione di mettere a segno la prima rete da professionista. L'esultanza è incontenibile e non potrebbe essere altrimenti, perché l'hype generato attorno a questo ragazzo ha più volte rischiato di metterlo in difficoltà. 

Reinier Flamengo Real Madrid
Il Brasile under 17 due volte campione del Sudamericano di categoria tra il 2015 e il 2017: l'ultima edizione non è andata bene, ma Reinier e compagni si preparano ad affrontare il Mondiale casalingo di ottobre

Flamengo ai piedi di Reinier, il 2002 che fa impazzire il Brasile

La sua parabola comincia a Brasilia, città nella quale è nato nel gennaio di 17 anni fa, ma fin da subito è proseguita nella metropoli carioca dove, all'età di 9 anni, si trasferisce per diventare un "Meninos da Colina" e indossare la maglia del Vasco Da Gama. Contrariamente a tanti suoi coetanei, Reinier non si è mai fatto problemi a fare scelte talvolta impopolari. Per esempio, in una metropoli che vive di forti rivalità tra club, lui ha giocato in tutte e quattro le grandi squadre.

Dopo aver mosso i primi passi nel settore giovanile dei cruzmaltinos è passato al Botafogo e poi al Fluminense, prima di trasferirsi definitivamente al Flamengo. Memorabile, in tal senso, la finale della Copa do Brasil under 17 vinta proprio contro gli ex compagni tricolor, che durante i 90 minuti di gioco hanno provato in tutte le maniere a fermarlo. Reiner, autore della doppietta decisiva, si è preso la rivincita sulla società che non lo riteneva ancora pronto per essere aggregato ai grandi, anche se i maligni affermano che - dietro a tutti questi continui movimenti - ci siano principalmente motivi economici.

Eppure il giocatore è sempre stato molto bravo a respingere tali accuse rispondendo sul campo. Nel 2018 ha finito l'anno solare sfondando il muro delle 30 reti segnate, il che lo ha portato inevitabilmente a finire in prima squadra. Jorge Jesus lo ha osservato e catechizzato per diverse settimane, poi ha deciso di farlo esordire ad agosto contro il Bahia, dopo averlo addirittura battezzato in occasione della partita contro l'Emelec in Libertadores. La sensazione è che questo ragazzo possa diventare una risorsa importante per le rotazioni offensive dell'ex allenatore di Benfica e Sporting, anche adesso che - suo malgrado - dovrà salutare forzatamente il gruppo per unirsi alla nazionale, impegnata a prepararsi per il Mondiale di categoria, ospitato proprio dal Brasile.

Con l'Amarelinha Reinier gioca da tantissimo tempo: i suoi esordi con la selezione under 15 vengono ricordati per la grande differenza che in campo si intravedeva tra lui e gli avversari, ma è nel Sudamericano under 17 di quest'anno che il ragazzino si è definitivamente consacrato. Le sue tre reti gli hanno permesso di entrare a far parte della top 11 del torneo e di attirare il Real Madrid, che ha già strappato un'opzione per rilevarlo pagando l'intera clausola rescissoria pari a 70 milioni di euro.

Un mix tra Kakà e Gabriel Jesus, è la stella dell'under 17

Ma perché una squadra così importante dovrebbe puntare su Reinier? Innanzitutto perché ha già dimostrato di essere abbastanza completo: segna e fa segnare, può giostrare in diverse posizioni nel reparto offensivo e, soprattutto, la sua giovane età ne fa un profilo ancora ampiamente modellabile. I suoi inizi lo collocano perfettamente nella categoria dei trequartisti, ma col tempo è stato utilizzato anche da punta pura, spesso da falso nueve o comunque da referente offensivo dell'under 17 rubronegra. Il suo impatto sulle partite è straordinario, perché legge il gioco e trova la fiammata decisiva con estrema facilità.

In Brasile lo hanno paragonato a un mix tra Kakà e Gabriel Jesus, perché anche se attualmente parte un pochino più lontano dalla porta avversaria, per caratteristiche fisiche e attitudine tattica avrebbe tutto per trasformarsi in un attaccante di manovra, alla pari del classe 1997 del Manchester City. Possiede un ottimo senso della posizione e un'ottima visione di gioco, come evidenziato in occasione dell'assist dato a Gabigol contro l'Avaì. Il tutto, ovviamente, unito all'estro della potenza e a una tecnica di base sviluppatissima, forgiata principalmente nelle palestre o nei campetti di futsal improvvisati sui tetti dei palazzi.

In seguito all'ottimo esordio ha incassato i complimenti da parte di compagni, tifosi e media. Jorge Jesus ha speso parole al miele, definendolo come uno dei profili più brillanti prodotti negli ultimi anni dal calcio mondiale. Dichiarazioni forti, che però testimoniano quanta fiducia questo ragazzo sia riuscito a conquistarsi grazie al duro allenamento e a tanti sacrifici. Che, di recente, lo hanno portato a esordire anche in Libertadores:

Non ci potevo credere, quando il mister mi ha mandato in campo mi veniva da piangere.

Poi l'emozione è passata e il Flamengo ha vinto. Ma il sogno di Reinier è solo agli inizi e, tra non molto, potrebbe tingersi di bianco.

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