Arsenal, il rimpianto di Wenger: "Nel 2003 potevamo prendere Messi"

Lo storico manager dei Gunners ricorda come ai tempi dell'arrivo a Londra di Fabregas il club avesse parlato anche con la Pulce: "Bisogna convivere con i rimpianti e gli affari non conclusi, è una parte importante della vita".

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Il calcio, come la vita, è fatto a volte di momenti irripetibili, scelte che possono indirizzare totalmente una carriera, sliding doors, treni, che passano una sola volta e che possono cambiare il destino di calciatori, allenatori e persino club. A raccontare l'istante che avrebbe potuto cambiare quello di Lionel Messi e dell'Arsenal, in una recente intervista concessa a BeIN Sports USA, è stato Arsene Wenger, storico manager che ha guidato i Gunners londinesi per ben 22 anni.

Il tecnico francese, da poco più di un anno disoccupato di lusso dopo aver lasciato la panchina del club inglese a Unai Emery, è entrato nella storia per i successi ottenuti sul campo - il suo approccio tattico ha letteralmente rivoluzionato la Premier League - e per aver valorizzato, tra i tanti, talenti straordinari come Patrick Vieira, Thierry Henry e Cesc Fabregas. Proprio durante la trattativa che portò quest'ultimo a indossare la maglia dell'Arsenal Wenger provò a convincere anche l'allora 16enne Messi a lasciare il Barcellona.

Un tentativo fallito, ma che se fosse riuscito avrebbe letteralmente potuto cambiare la storia del calcio per come la conosciamo: dal 2003 il Barcellona ha conquistato 10 volte la Liga, 6 la Coppa del Re e 4 Champions League, trionfi arrivati grazie all'argentino capace di segnare nello stesso periodo la bellezza di 603 reti in 687 partite e alzare al cielo in ben 5 occasioni il Pallone d'Oro. Decisamente più scarno, da quel sogno di mezza estate, il palmares dell'Arsenal: una Premier League, 4 FA Cup e numerosi successi soltanto sfiorati. Non è difficile immaginare come questi ultimi, con Messi in squadra, avrebbero potuto trasformarsi in trionfi.

Arsene Wenger
Iconico manager dell'Arsenal per oltre un ventennio, straordinario scopritore di talenti, Arsene Wenger ha raccontato il rimpianto legato al mancato acquisto di Messi e annunciato un prossimo ritorno in panchina.

Arsenal, Wenger racconta il sogno sfumato legato a Leo Messi

Fedele al club che era stato capace di trovarlo in Argentina, e che lo aveva accompagnato lungo tutta la crescita sostenendo le spese per curare la forma di ipopituitarismo di cui era affetto, Lionel Messi non aprì mai a un possibile trasferimento in Inghilterra, a differenza degli allora compagni nelle giovanili Piqué e Fabregas, finiti rispettivamente al Manchester United e appunto all'Arsenal. Una scelta di cuore, basata sui sentimenti di riconoscenza verso il club blaugrana e non sul prestigio, dato che come sottolinea Wenger all'alba del XXI secolo la differenza tra i Gunners e il Barcellona non era certo così marcata come oggi.

Purtroppo bisogna imparare a convivere con i rimpianti e con gli affari sfumati, è una parte importante della vita. Non abbiamo mai dato una maglia dell'Arsenal a Messi come tanti dicono, ma abbiamo parlato con lui quando abbiamo acquistato Fabregas. Eravamo interessati a lui, ovviamente, questo si. Ma già a quei tempi era intoccabile. 

Un anno più tardi il Barcellona, che già aveva intuito le enormi potenzialità di quello che è diventato uno dei calciatori più forti della storia, regalava a Messi l'esordio in prima squadra. Cominciava così la storia per come tutti la conosciamo, storia che avrebbe potuto essere ben diversa se solo la trattativa si fosse conclusa diversamente.

A volte puoi capire che fantastiche squadre giovanili avevi prima se eri il Barcellona. Piqué, Fabregas e Messi nella stessa squadra. Piqué e Fabregas sono venuti in Inghilterra, Messi è rimasto in Spagna.

Wenger, che nel corso dell'intervista ha ammesso di sentire la mancanza del campo e annunciato che presto tornerà a guidare un club o una Nazionale, è sempre stato un ammiratore di Messi, da lui definito migliore anche del grande rivale Cristiano Ronaldo.

Sono entrambi fortissimi, come testimoniato dal numero di Palloni d'Oro vinti in carriera. Messi è più creativo, capace di fornire assist ai compagni, Cristiano Ronaldo è più bomber, più atletico, più forte in area. Ma la verità è che Messi è più "artistico", motivo per cui sarai sempre tentato di preferirlo.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.