Lippi rivela: "Ferguson come un fratello. Dissi no al Tottenham"

L'ex allenatore della Juventus svela diversi aneddoti: "Per me Alex è un fratello, che passione in comune per il vino". Poi sul Tottenham: "Non me la sentivo di lasciare Torino"

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Due leggende, due allenatori che hanno segnato una generazione. Marcello Lippi e Sir Alex Ferguson sono tra i tecnici più vincenti di sempre, tra i più influenti di sempre. Icone e non semplici allenatori: lo scozzese ha in bacheca due Champions League, 13 campionati inglesi ed è un record ancora (chissà per quanto) imbattuto, ma anche due Intercontinentali, due Supercoppe Europee, due Coppe delle Coppe e cinque FA Cup.

Lippi ha nella Coppa del Mondo del 2006 il suo successo più importante. Ha vinto otto titoli nazionali tra Italia e Cina, una Champions, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea, riportando la Juventus sul tetto d'Europa e del mondo. 

Hanno cresciuto, lanciato e poi consacrato talenti come Del Piero, Beckham, Scholes, Vieri, Zidane, Giggs e tanti altri. Ma tra i due c'è stata soprattutto una profonda amicizia. Un legame nato nel tempo, dai tanti incontri in panchina, dalla stima reciproca. A raccontare questo aneddoto è l'ex ct azzurro che in un'intervista concessa a Sportsmail ha rivelato come si è sviluppato ed evoluto questo legame tra due dei tecnici più importanti e vincenti di sempre. Non solo. Lippi svela anche di aver declinato la possibilità di allenare in Premier. 

Lippi e Ferguson insieme sul campo
Lippi: "Ferguson per me quasi come un fratello"

Lippi: "Ferguson come un fratello. In passato ho detto no al Tottenham"

Ferguson e Lippi come fratelli, due uomini legati dalla passione per il calcio. Ma non solo. Il viareggino racconta che un'altra passione comune tra i due è quella per il vino di cui entrambi sono grandi intenditori: 

Alex posso dire fosse come un fratello per me, negli anni ci siamo sempre tenuti in contatto e ci siamo scambiati tanti regali. Una volta gli ho portato i gianduiotti di Torino per i suoi nipoti, ma li ha mangiati lui alla fine. Ma la passione di entrambi era il vino: una volta gli ho portato anche quello della mia Toscana. Lui adorava mandarmi delle matrioske contenenti il ​​suo Whisky Maccallan del '71. Lui è sempre stato un grande appassionato di vino, adorava un rosso che lui nominava Tigno e che invece si chiamava Tignanello. Facemmo una scommessa e alla fine il sommellier mi diede ragione.

Poi si torna a parlare di campo. Le carriere di Lippi e Ferguson sono state segnate profondamente dal rosso United e dal bianconero Juventus. Per questo l'allenatore toscano decise di dire no alla proposta del Tottenham:

Ebbi questa possibilità, ma preferii rimanere alla Juve che per me è stata come lo United per Alex. Ho adorato la Juve e non volevo lasciare Torino. Comunque è vero che gli Spurs contattarono mio figlio Davide per offrirmi la panchina. Ma dissi no anche perché non parlavo inglese, Alex mi disse che comunque nemmeno lui parlava bene quella lingua, perché era scozzese...

Un'altra trattativa che non è andata in porto per poco è stata quella che avrebbe dovuto portare Roy Keane alla Juventus. Ma alla fine non se ne face nulla e il capitano dello United rimase a Old Trafford alla corte di Ferguson con cui poi ebbe uno screzio pesante nel 2005: 

Mi piaceva molto Keane, l'ho adorato, fu vicino alla Juve ma alla fine non si riuscì a trovare un accordo. Di quello United mi piacevano molto anche Scholes e Solskjaer a cui auguro di fare bene sulla panchina del Manchester. Se lo merita.

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