Euro 2020, Belotti ma non solo: l'Italia cerca il suo centravanti

Il bomber granata scala le gerarchie di Mancini, che però deve valutare al meglio le varie opzioni. Immobile e Zaza scalpitano, Balotelli è da rilanciare. E occhio a Kean.

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Servivano buone notizie e così è stato. L’Italia che vince in Armenia si prende altri tre punti fondamentali nella rincorsa a un posto in vista del prossimo Europeo 2020: la prestazione degli Azzurri non è stata indimenticabile, tutt’altro, tanto è vero che lo stesso Roberto Mancini – a fine partita – ha rimarcato l’importanza di concetti come la necessità di fare più attenzione a certe situazioni e il rispetto per gli avversari, che non deve mai mancare. Le cose non si erano nemmeno messe benissimo, visto l’iniziale vantaggio segnato dai padroni di casa, ma la – seppur non veemente – reazione della Nazionale è bastata per rimontare la contesa.

La partita è finita 3-1 e, nel risultato finale, c’è un bel po’ di Andrea Belotti: il centravanti del Torino ha segnato una doppietta decisiva ma anche sbagliato un paio di gol clamorosi, offrendo globalmente un rendimento più che sufficiente e confermando così l’ottimo livello raggiunto in questo inizio di stagione. Il Gallo ha cantato 7 volte nelle prime 8 partite ufficiali con i granata e, se è vero che alcuni avversari incontrati non rappresentavano banchi di prova particolarmente impegnativi, va detto che rispetto al girone di andata della scorsa stagione il calciatore sembra effettivamente rinato.

Per questo Mancini, anche per sfruttare l’alto livello di preparazione dovuto a un inizio per sprint in chiave preliminari di Europa League, ha deciso di affidarsi a lui per guidare l’attacco azzurro in quel di Yerevan. Scommessa vinta, ma sullo sfondo restano ancora parecchi dubbi sul fatto che possa essere Belotti il centravanti sul quale fare all in in vista dei prossimi campionati europei. Sia chiaro, impegno e abnegazione non si discutono, ma il Gallo pare non essere (ancora) ai livelli dei numeri 9 ai quali la tradizione azzurra si è abituata negli anni. La generazione degli Inzaghi, dei Vieri e dei Montella non c’è più, così come difficilmente oggi ci si potrebbe permettere di tenere ai margini gente del calibro di Gianluca Vialli, ma la sensazione è che al momento manchino anche i classici “bomber di scorta”, sempre presenti fino a qualche anno fa.

Italia cercasi centravanti Belotti ma non solo
L'Italia festeggia uno dei tre gol segnati nel match di qualificazione a Euro 2020 contro l'Armenia, partita nella quale Andrea Belotti ha confermato il suo stato di grazia segnando una doppietta

Italia, Belotti ma non solo: alla ricerca del numero 9

Chi sarà la punta sulla quale Mancini costruirà la prossima Italia? Detto di Belotti, che comunque rimane una delle prime opzioni anche per via delle sue caratteristiche (è un centravanti classico che ben si sposa con gli esterni nel tridente che il ct ha intenzione di proporre), il range di scelta si sta clamorosamente allargando a tutta la Serie A, una cosa impensabile fino a poco tempo fa. Per esempio, un’alternativa al Gallo potrebbe essere rappresentata da Ciro Immobile, ma quando si parla dell’attaccante laziale bisogna sempre considerare i suoi lunghi periodi di pausa e, soprattutto, il fatto che in un modulo schierato a tre punte potrebbe palesare qualche problema in più.

D’altronde Immobile ha sempre giocato con almeno un paio di elementi offensivi a supporto in grado di partire in zona più centrale o, in alternativa, al Torino lo abbiamo visto associarsi con Belotti in un 3-5-2 nel quale però, nonostante l’ottimo lavoro di Ventura, il feeling tra i due non è mai sbocciato. A proposito di partner per il Gallo, Simone Zaza sarebbe dovuto essere uno dei giocatori convocati in questa tornata, ma un fastidioso infortunio lo ha costretto ai box. Il suo rientro è previsto tra qualche settimana, ma bisogna vedere se e quanto – con l’arrivo di Simone Verdi – il lucano troverà ancora spazio dal primo minuto. Va detto che la sua stagione è cominciata molto meglio rispetto alla scorsa: il giocatore sembra più motivato e lo spogliatoio lo ha accolto a braccia aperte, ma per caratteristiche Zaza è poco complementare al suo attuale compagno d'attacco.

Quagliarella usato sicuro, Balotelli spera

Uscendo dalla tratta Torino - Roma, ci sono alcuni giocatori ai quali Mancini non ha totalmente chiuso la porta. Il primo è Fabio Quagliarella, usato sicuro che - nonostante le 36 primavere - arriva da un triennio meraviglioso con un'ultima stagione corredata da 26 gol. Il dubbio, appunto, è anagrafico: se il commissario tecnico è stato voluto per programmare il futuro, forse la candidatura del bomber napoletano perde un po' di importanza. Tuttavia, anche a livello di spogliatoio, avere un leader tecnico e carismatico nella lista dei 23 potrebbe non essere una brutta idea.

Dello stesso elenco potrebbe fare parte Mario Balotelli, giocatore accompagnato da troppi "se": se farà bene al Brescia rientrerà nel giro, se si comporterà bene avrà un'altra occasione. Mancini è il suo padre putativo, ma non può aspettarlo per sempre. Tatticamente sarebbe funzionale? Super Mario non è un prima punta pura, ma ha avuto in dono un fisico fuori dal normale. E, qualora dovesse fare bene nella sua nuova avventura, lo staff azzurro non avrebbe preclusione alcuna nel richiamarlo.

Outsider e nuove proposte: spicca Moise Kean

Non resta così che capire chi, tra i giovani in rampa di lancio, potrebbe tornare utile da qui a un anno. Partiamo da Moise Kean, attorno al quale si è sviluppato un inevitabile hype causato dal suo esordio sensazionale con la maglia della Juventus. Classe 2000, il vercellese ha dato prova di essere un talento cristallino impattando alla grande con la Serie A (nonostante l'esperienza veronese da dimenticare) e, in estate, è stato ceduto per una discreta sommetta all'Everton. Starà a lui, che nel frattempo rimane nel giro dell'under 21, farsi spazio in Premier League e candidarsi seriamente per un posto con la truppa azzurra.

Lo stesso itinerario di Kean lo ha percorso Patrick Cutrone, trasferitosi a Wolverhampton dopo essere stato messo ai margini dal Milan. Per lui il discorso è un pochino diverso: a meno di exploit estemporanei, il 21enne lombardo difficilmente riuscirà a imporsi in una squadra il cui modulo prevede un solo centravanti, slot occupata egregiamente da Raul Jimenez. E Andrea Pinamonti? Qui il discorso cambia parecchio: dopo aver disputato un ottimo Mondiale under 20, il bomber di scuola Inter è passato al Genoa dove ha trovato Andreazzoli, più che disponibile a lanciarlo nella mischia da titolare. Qualora dovesse fare una grande stagione, ecco che un posticino per lui potrebbe anche essere trovato.

Tra i nomi meno gettonati, infine, troviamo Kevin Lasagna e Roberto Inglese. Il primo è molto stimato da ct ma non è propriamente una prima punta, ruolo che a Udine ha comunque ricoperto, mentre il secondo è un centravanti di manovra, bravo a dialogare coi compagni e ad aprire loro tanti spazi. Con il grande affollamento che l'Italia ha sugli esterni, la candidatura di Inglese non è da scartare a priori. Di certo, però, c'è che siamo lontani dai tempi d'oro, quelli dove la vera difficoltà risiedeva nella scelta delle esclusioni causa troppa abbondanza. Ma l'Europeo 2020 è alle porte: guardarsi indietro non serve nulla.

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