Lyles, Fraser Pryce e Norman stelle al Memorial Van Damme di Bruxelles

Shelly Ann Fraser e Dina Asher Smith sui 100 metri femminili e Michael Norman e Fred Kerley sui 400 metri maschili

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

La IAAF Diamond League 2019 vivrà il suo ultimo atto Venerdì 6 Settembre con la seconda finale nello Stadio Re Baldovino di Bruxelles, dove sono previsti come ogni anno oltre 40000 spettatori. L’Insurance AG Memorial Ivo Van Damme è dedicato al grande campione del mezzofondo belga Ivo Van Damme, morto in un tragico incidente stradale nel Dicembre 1976 solo pochi mesi dopo aver vinto due medaglie d’argento sugli 800 e sui 1500 metri alle Olimpiadi di Montreal 1976. Il meeting della capitale belga è diventato nel corso degli anni uno degli eventi sportivi più amati del Belgio. L’atmosfera elettrizzante creata dal pubblico sempre molto affezionato ai campioni e super competente ha fatto diventare il Memorial Van Damme uno dei meeting più popolari del circuito. 

Al termine della serata verranno incoronati i 16 vincitori delle finali in programma con il trofeo dei Diamanti. I vincitori riceveranno un assegno da 50000 dollari e la wild card per partecipare ai Mondiali di Doha. Tredici vincitori della Diamond League 2018 difenderanno il titolo vinto l’anno scorso nelle loro rispettive gare. Gli unici assenti sono l’ivoriana Murielle Ahouré sui 100 metri, la statunitense Brianna McNeal sui 100 ostacoli e la sudafricana Caster Semenya negli 800 metri. 

Bruxelles si è caratterizzata nel corso degli anni per le innovazioni come i percussionisti del Burundi, che tengono il ritmo durante le gare di mezzofondo, i fuochi d’artificio e il concerto finale. Anche quest’anno la notte del Van Damme si concluderà con il tradizionale spettacolo musicale di Nathalie Meeskens e Sjarel Van Domburg. Grande animatore della serata sarà il popolare presentatore e cantante belga Koen Wauters. 

Nelle settimane di avvicinamento al Memorial Van Damme Bruxelles ha ospitato diversi appuntamenti promozionali di atletica con gare inserite nel circuito Urban Memorial nel centro della capitale d’Europa e di altre città del Belgio. 

Tre leggende dell’atletica Lord Sebastian Coe (attuale presidente della IAAF e primatista del mondo nel miglio nel 1981 a Bruxelles), Willi Banks (primatista del mondo del salto triplo dal 1985 al 1995 con 17.97m) e Gail Devers (due volte campionessa dei 100 metri e tre volte iridata dei 100 ostacoli) entreranno a far parte della Hall of Fame del Memorial Van Damme durante una cena alla vigilia del meeting.

Presentiamo le stelle del Memorial Ivo Van Damme, che verrà trasmesso in diretta su Sky Sport Arena (canale 204 di Sky) dalle 20 alle 22 di Venerdì 6 Settembre

200 metri maschili: Lyles punta alla doppietta 100-200 metri

Noah Lyles è pronto a volare sui 200 metri sulla pista dello Stadio Re Baldovino per inseguire il doppio diamante di questa stagione dopo il successo sui 100 metri in 9”98 nella prima finale della Diamond League di Zurigo di settimana scorsa. Nella storia della Diamond League nessun velocista è mai riuscito a vincere il diamante sui 100 e sui 200 metri nella stessa stagione. Lyles detiene due dei migliori tre tempi stagionali sui 200 metri (19”50 a Losanna, 19”65 a Parigi e 19”72 a Roma) e ha vinto il titolo statunitense a Des Moines in 19”78. Il velocista originario della Virginia é il quarto duecentista più veloce di sempre dopo Usain Bolt, Yohan Blake e Michael Johnson e ha corso in carriera otto prestazioni al di sotto dei 19’80”. Sulla pista di Buxelles Lyles vinse i 200 metri nell’edizione del 2017 in 19”90 aggiudicandosi il primo dei due trofei dei diamanti sui 200 metri della sua carriera. 

La pista di Bruxelles è famosa per le straordinarie performance cronometriche realizzate da Usain Bolt (19”57 nel 2009), da Yohan Blake (autore del record del meeting di 19”26 nel 2011) e da Walter Dix (19”53 sempre nel 2011). Ben 23 tempi al di sotto dei 20 secondi sono stati realizzati sulla pista di Bruxelles. Lyles potrebbe puntare all’obiettivo di scendere al di sotto del personale di 19”50 realizzato a Losanna. 

Il cast presenta altri quattro sprinter con un personale stagionale al di sotto dei 20 secondi: i canadesi André De Grasse e Aaron Brown, il turco Ramil Gulyev (campione mondiale di Londra 2017 ed europeo di Berlino 2018) e l’equadoregno Alex Quinonez. 

De Grasse (argento sui 200 metri e bronzo sui 100 metri e nella staffetta 4x100 alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016), si è classificato primo a Ostrava in 19”91 e terzo a Losanna in 19”92 e ha vinto i 100 metri al meeting di Berlino in 9”97 nello scorso fine settimana. Brown ha vinto due gare di Diamond League a Shanghai in 20”07 e a Stoccolma in 20”06 e ha stabilito il record personale correndo in 19”95 a Losanna. Nell’ultima edizione dei Campionati canadesi Brown ha realizzato la doppietta vincendo i 100 metri in 10”03 (9”96 in batteria) e i 200 metri in 20”03 e ha battuto De Grasse sulla distanza più breve. 

Gulyev ha sfiorato di quattro centesimi di secondo il record europeo di Pietro Mennea in occasione della vittoria ai Campionati Europei di Berlino in 19”76. Nelle gare di Diamond League ha vinto a Doha in 19”99 sulla pista del Khalifa Stadium dove si svolgeranno i Mondiali e si è classificato quinto a Losanna e secondo a Parigi con lo stesso tempo di 20”01. 

Quinonez si è classificato secondo a Losanna stabilendo il record personale con 19”87, terzo a Roma in 20”17 e quarto a Parigi in 20”25 e ha vinto la finale dei Giochi Panamericani di Lima in 20”27. 

Da seguire anche il trinidegno Jereem Richards, che ha vinto il bronzo ai Mondiali di Londra 2017 e si è classificato secondo ai Giochi Panamericani di Lima in 20”38 e primo ai Campionati di Trinidad and Tobago in 20”14. 

Completano il cast il panamense Alonso Edward, tre volte vincitore della Diamond League nel 2014, 2015 e 2016 e argento ai Mondiali di Berlino 2009 in 19”81 alle spalle di Usain Bolt, e il colombiano Bernardo Baloyes (20”08 di personale stagionale). 

100 metri femminili: Sfida per il diamante tra Fraser Pryce e Asher Smith

I 100 metri promettono di essere la gara più elettrizzante dell’intero programma delle gare femminili per la sfida tra la due volte campionessa olimpica di Pechino 2008 e Londra 2012 Shelly Ann Fraser Pryce e la tripla medaglia d’oro europea di Berlino 2018 Dina Asher Smith. 

Fraser Pryce, diventata madre di Zyon due anni fa, ha il miglior tempo tra le iscritte con il 10”73 realizzato ai Campionati giamaicani di Kingston e ha vinto le due gare di Diamond League sui 100 metri disputate in questa stagione a Losanna in 10”74 e a Londra in 10”78. Nelle altre gare disputate ha vinto i 100 metri al meeting di Padova in 11”00 e i 200 metri ai Giochi Panamericani di Lima in 22”43 e si è classificata terza sui 200 metri a Birmingham. “The Pocket Rocket” va a caccia del quinto diamante della sua carriera dopo la doppietta sui 100 e sui 200 metri nel 2013 e le affermazioni sui 100 metri nel 2012 e nel 2015. Sulla pista di Bruxelles la fuoriclasse caraibica ha firmato una delle pagine più belle della sua carriera nel 2013 in occasione della vittoria in 10”72, record del meeting eguagliato dalla connazionale Elaine Thompson nell’edizione del 2016. 

Asher Smith ha realizzato il personale stagionale con 22”08 sui 200 metri nella prima finale della Diamond League di Zurigo e ha vinto due gare a Doha in 22”26 e a Stoccolma in 22”18. La sprinter britannica ha un personale stagionale di 10”91 stabilito a Losanna, ha vinto il titolo nazionale a Birmingham in 10”96 e si è classificata seconda a Roma in 10”94 e a Londra in 10”92. Lo scorso anno ha stabilito le migliori prestazioni mondiali del 2018 sui 100m con 10”85 e sui 200m con 21”89. 

La due volte campionessa mondiale dei 200 metri Dafne Schippers è da sempre una delle atlete più applaudite dal pubblico proveniente dalla vicina Olanda.  Nelle passate partecipazioni al Memorial Van Damme l’olandese volante ha vinto i 200 metri in 22”12 nel 2015 e si è classificata seconda sui 100 metri nel 2016. Ha vinto il Diamond Trophy sui 200 metri nel 2016, anno in cui vinse la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro sui 200 metri. 

Il cast delle finaliste comprende anche l’ ivoriana Marie Josée Ta Lou (vice campionessa mondiale dei 100 e dei 200 metri di Londra 2017 e attuale leader della classifica generale della Diamond League), la nigeriana Blessing Okagbare (argento nel salto in lungo e bronzo sui 200 metri ai Mondiali di Mosca 2013  vincitrice sui 100 metri a Rabat in 11”05 e a Stanford sui 200 metri in 22”05), la statunitense Aleia Hobbs (campionessa nazionale a Des Moines nel 2018 e vincitrice nella tappa cinese della Diamond League a Shanghai in 11”03) e Gina Luckenkemper (la sprinter tedesca più veloce degli ultimi 26 anni con il 10”95 realizzato ai Mondiali di Londra 2017 e medaglia d’argento sui 100 metri e di bronzo nella staffetta 4x100 agli Europei di Berlino 2018) e la canadese Crystal Emmanuel (finalista ai Mondiali di Londra 2017 sui 200 metri).  

400 metri maschili: Rivincita dei Campionati statunitensi tra Kerley e Norman

Il vecchio record del Memorial Van Damme detenuto dal grande Michael Johnson con 44”06 dall’edizione del 1998 potrebbe essere messo in serio pericolo dalle giovani star statunitensi Michael Norman e Fred Kerley, che tornano a sfidarsi 40 giorni dopo l’emozionante testa a testa nella finale dei Campionati statunitensi di Des Moines. Nella città dello Stato dello Iowa Kerley ha trionfato in 43”64 migliorando il record personale di sei centesimi rispetto al precedente primato di 43”70 realizzato in occasione della stagione NCAA 2017. Nonostante il secondo posto Norman è sceso a sua volta sotto il muro dei 44 secondi con 43”79, terzo miglior tempo della sua carriera dopo il primato di 43”45 realizzato lo scorso Aprile alle Mt. Sac Relays di Torrance e il 43”61 che gli regalò il titolo NCAA nel 2018. Norman e Kerley occupano attualmente il quarto e il settimo miglior tempo delle liste mondiali all-time. 

Norman è stato l’unico a battere Noah Lyles sui 200 metri al Golden Gala 2019 correndo in 19”70 e ha vinto le due gare di 400 metri della Diamond League di Stoccolma in 44”53 e di Stanford in 44”62. Norman è allenato dal campione olimpico dei 400 metri di Barcellona Quincy Watts e da Caryl Smith Gilbert, head coach della University of Southern California. 

Kerley difende il titolo della Diamond League sui 400 metri vinto lo scorso anno a Zurigo in 44”80 dopo precedenti successi a Roma e a Birmingham. Nella Diamond League 2019 Kerley si è imposto a Shanghai in 44”81 e si è classificato terzo alle spalle di Norman a Stanford in 45”33. Kerley è allenato dal coach Kevin Tyler dopo essere stato seguito dall’ex campione mondiale indoor dei 400 metri Alleyne Francique.

Sarà in gara anche l’altro statunitense Nathan Strother, terzo ai Campionati nazionali di Des Moines in 44”29 e qualificato per i Mondiali di Doha. Gli altri statunitensi in gara sono Khamari Montgomery, campione NCAA 2019 in 44”23 ma escluso dalla finale dei Campionati statunitensi di Des Moines, e Obi Igbokwe, quarto al meeting di Birmingham in 45”53. 

Da seguire anche i giamaicani Akeem Bloomfield e Nathon Allen, secondo e terzo ai Campionati NCAA 2018 rispettivamente in 43”94 e in 44”13. Bloomfield ha vinto le due tappe della Diamond League a Londra in 44”40 e a Birmingham in 45”04 e ha un personale di 19”81 sui 200 metri stabilito a Londra nel 2017. 

Uno degli atleti locali più attesi della serata è il belga di origini indiane Jonathan Sacoor, campione del mondo under 20 a Tampere nel 2018 con il record personale di 45”03 nella finale dei 400 metri dove l’azzurro Edoardo Scotti si classificò al quarto posto. Durante una stagione 2018 indimenticabile Sacoor vinse il titolo europeo della staffetta 4x400 in 2’59”47 insieme ai fratelli Kevin, Jonathan e Dylan Borlée e i 400 metri del Memorial Van Damme in 45”59 il giorno prima del suo diciannovesimo compleanno. Una settimana fa Sacoor ha vinto il titolo belga dei 400 metri in 45”31. 

Molto interessante anche la gara B non valida per l’assegnazione del diamante perché vedrà al via i fratelli Kevin e Dylan Borlée, figli di Jacques Borlée, medaglia di bronzo sui 200 metri agli Europei Indoor di Budapest 1983. Kevin ha vinto l’argento agli Europei di Berlino 2018 battendo il gemello Jonathan, l’oro agli Europei di Barcellona 2010 e  si è classificato terzo ai Mondiali di Daegu 2011 e quarto nell’edizione successiva della rassegna iridata di Mosca 2013. Gli altri protagonisti sono il britannico Matthew Hudson Smith, oro agli Europei di Berlino 2018 e campione nazionale a Birmingham nel 2019 in 45”15, il trinidegno Machel Cedenio, quarto ai Giochi Olimpici di Rio 2016 e campione del mondo della staffetta 4x400 a Londra 2017, e il botswano Isaac Makwala, oro ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018 e uno dei pochi atleti ad essere sceso sotto i 20 secondi con 19”77 e sotto i 44 secondi sui 400 metri con 43”72. 

Salto in alto femminile: Sfida tra le regine Maria Lasitkene e Nafi Thiam

Si preannuncia come una sfida tra la russa Maria Lasitskene e la beniamina del pubblico belga Nafissatou Thiam. Lasitskene, due volte campionessa mondiale sia a livello outdoor sia a livello indoor, ha dominato la Diamond League nel 2015 e nelle ultime due stagioni e punta al poker di diamanti e guida le liste mondiali 2019 con il 2.06m realizzato a Ostrava. La fuoriclasse russa è imbattuta da 17 gare e ha superato la barriera dei 2 metri in quindici occasioni nel corso del 2019. In Diamond League ha vinto a Stoccolma (1.92m), Oslo (2.01m), Stanford (2.04m), Losanna (2.02m) e a Montecarlo (2.00m). A Bruxelles si è imposta due volte nel 2015 con 2.01m e nel 2017 con 2.02m. 

La rivale più accreditata della russa è la campionessa olimpica, mondiale ed europea dell’eptathlon Nafissatou Thiam, soprannominata dai giornali belgi la reine du Van Damme (la regina del Van Damme). La belga di Namur (cittadina che dista a circa 60 km da Bruxelles) ha vinto la gara di eptathlon del famoso meeting francese di Talence stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 6819 punti (seconda migliore prestazione della sua carriera dopo il fantastico personale di 7013 punti realizzato al meeting di Goetzis nel 2017). In quell’occasione ha stabilito la migliore prestazione all-time del salto in alto in una gara di eptathlon saltando 2.02m (seconda migliore prestazione mondiale dell’anno). Lo scorso 18 Agosto Nafi ha vinto la gara del salto in lungo stabilendo il record belga assoluto con l’eccellente misura di 6.86m nella tappa della Diamond League di Birmingham nel giorno del suo venticinquesimo compleanno precedendo di un centimetro l’altra eptatleta Katarina Johnson Thompson e la campionessa mondiale ed europea indoor Ivana Spanovic. Grazie alla vittoria di Birmingham Thiam si sarebbe qualificata per la finale della Diamond League del salto in lungo in programma a Bruxelles, ma ha optato per il salto in alto, specialità nella quale vanta due successi al Memorial Van Damme nel 2016 con 1.93m e nel 2018 con 1.89m. Dopo la vittoria nell’edizione del 2016 l’eptathleta nata da madre belga e da padre senegalese fu premiata dal Principe del Belgio Filippo e dalla famiglia reale poche settimane dopo il trionfo olimpico a Rio de Janeiro in una cerimonia molto emozionante. Il duello tra Thiam e Lasitskene potrebbe portare le due atlete a battere il record del meeting detenuto da Anna Chicherova con 2.05m. 

Da seguire anche la bulgara Mirela Demireva, seconda agli Europei di Amsterdam e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, e il trio ucraino formato da Yulia Levchenko (vice campionessa mondiale a Londra con 2.01m e argento agli Europei Indoor di Glasgow 2019 con 1.99m alle spalle di Lasitskene), Yaroslava Mahuchik (la più giovane atleta capace di vincere una gara di Diamond League in occasione della vittoria a Doha con 1.96m, seconda a Stanford con 2.00m e campionessa europea under 20 a Gavle con 1.92m nel 2019) e Iryna Gerashchenko (argento alle Universiadi di Napoli 2019 con 1.91m e vincitrice al meeting di Bellinzona con 1.94m). Arriva in crescita di condizione la polacca Kamila Lichwinko, bronzo ai Mondiali di Londra 2017 con 1.99m prima di un anno di pausa per maternità. 

Ci sarà tanta attesa da parte degli appassionati italiani per il ritorno in Diamond League dell’azzurra Elena Vallortigara, che ha realizzato 1.91m a Bellinzona nella prima gara dopo tre mesi di pausa per una distorsione alla caviglia. La saltatrice vicentina allenata a Siena da Stefano Giardi ha conosciuto il momento più bello della sua carriera in occasione del salto da 2.02m realizzato nella tappa della Diamond League di Londra del 2018. 

Completano il cast la bielorussa Karyna Taranda Demidik, campionessa mondiale under 20 a Tampere 2018 e seconda al meeting di Losanna alle spalle di Lasitskene con 2.00m, la svedese Erika Kinsey, prima al meeting di Hengelo con 1.96m, l’australiana Nicola McDermott, terza a Ostrava con 1.96m e a Montecarlo con 1.94m, la rappresentante di Santa Lucia Laverne Spencer, oro ai Giochi del Commonwealth 2018, e la croata Ana Simic, terza agli Europei di Zurigo 2014

Salto triplo maschile: Rivincita della super sfida di Parigi tra Taylor e Claye

Il due volte campione olimpico e mondiale Christian Taylor punta a conquistare il settimo trofeo dei diamanti della sua carriera. In caso di vittoria Taylor eguaglierebbe il record di sette diamanti detenuto dall’astista francese Renaud Lavillenie. Il fuoriclasse statunitense ha dominato tutte le edizioni dal 2012 al 2017 ma ha perso l’imbattibilità proprio nella finale di Bruxelles dello scorso anno quando dovette accontentarsi del secondo posto alle spalle di Pedro Pablo Pichardo, che si impose con la misura di 17.49m e difenderà il suo titolo a Bruxelles. 

Taylor rinnova l’eterno duello con l’amico-rivale Will Claye, che si è imposto nell’ultimo straordinario confronto diretto di due settimane fa allo stadio Charlety di Parigi con 18.05m (seconda migliore prestazione di sempre dopo il 18.14m realizzato sempre nel 2019 a Long Beach). La vittoria di Claye a Parigi è stata una sorta di rivincita nei confronti di Taylor, che lo aveva sempre battuto ai Mondiali di Daegu 2011, Pechino 2015 e Londra 2017 e alle Olimpiadi di Londra 2012 e di Rio de Janeiro 2016. 

Taylor si è aggiudicato i due scontri diretti stagionali con Claye e Pichardo con 17.93m a Szekesfehrvar e 17.82m a Montecarlo. Pichardo ha battuto Taylor con 17.53 agli Anniversary Games di Londra. 

Due altri atleti statunitensi in grado di inserirsi nelle prime posizioni sono Donald Scott e Omar Craddock, primo e terzo ai Campionati statunitensi di Des Moines rispettivamente con 17.74m e 17.55m. Craddock ha vinto il titolo panamericano a Lima con 17.42m e si è classificato terzo a Parigi con 17.28m. 

Attenzione anche al portacolori del Burkina Faso Fabrice Zhango, che ha portato il record personale a 17.50m ai Campionati francesi di Saint Etienne dove gareggiava come ospite e vanta un personale indoor di 17.58m realizzato a Parigi Bercy.  

Con questa qualità di atleti il vecchio record del meeting detenuto da Jonathan Edwards con 17.60 dall’edizione del 1995 potrebbe avere le ore contate. 

Tra gli ospiti d’onore allo Stadio Re Baldovino ci sarà l’ex primatista mondiale Willie Banks, il primo atleta a chiedere il battito ritmato con le mani per accompagnare la rincorsa degli atleti. Nel 1985 realizzò il record del mondo con 17.97m ad Indianapolis e rimase primatista mondiale fino al 1995 quando Jonathan Edwards lo migliorò di un centimetro. 

100 ostacoli femminili: Williams e Harrison all’attacco del vecchio record del meeting

La primatista mondiale Kendra Harrison e la leader mondiale stagionale Danielle Williams potrebbero far vacillare il record del meeting detenuto dal lontano 1986 dalla bulgara Yordanka Donkova con 12”42. 

Williams ha dominato le due tappe inglesi della Diamond League di Londra in un fantastico 12”32 e a di Birmingham in 12”46 precedendo nella seconda occasione Harrison e si è imposta anche a Doha ed è favorita per vincere il primo Diamond Trophy della sua carriera. L’unica a battere l’ostacolista giamaicana in questa stagione è stata Kendra Harrison, che si è imposta nel testa a testa con la caraibica a Montecarlo con il personale di 12”43, tempo poi avvicinato in occasione della vittoria in 12”44 ai Campionati statunitensi di Des Moines. La fuoriclasse del Kentucky si è imposta anche a Stoccolma in 12”52. 

L’altra qualificata statunitense per i Mondiali di Doha in gara nella finale di Bruxelles è Nia Ali, seconda a Des Moines in 12”55 e agli Anniversary Games di Londra in 12”57. Cercheranno una rivincita Sharika Nelvis e Christine Clemons, che non si sono qualificate per Doha dopo essersi classificate rispettivamente al quarto e all’ottavo posto ai Campionati statunitensi. Clemons ha vinto a Oslo in 12”69 e si è classificata terza a Montecarlo in 12”62 e terza a Berlino in 12”69. 

La gara di Bruxelles presenta tante medagliate delle ultime grandi rassegne internazionali: la bielorussa Elvira Herman e la tedesca Cindy Roleder, prima e terza ai Campionati Europei di Berlino 2018, la nigeriana Tobi Amusan, campionessa ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018 e terza al meeting di Birmingham alle spalle di Williams e Harrison). Per il Belgio sarà presente Anna Zagré, quarta agli Europei di Zurigo 2014 e campionessa nazionale settimana scorsa in 13”10 davanti a Nafi Thiam. 

110 ostacoli maschili: Gara aperta tra Roberts, Shubenkov e Ortega

Si preannuncia una sfida per il diamante molto incerta tra la grande novità della stagione Daniel Roberts, Orlando Ortega e il campione uscente Sergey Shubenkov. 

Shubenkov ha iniziato bene la stagione con le vittorie di Roma e Rabat ma l’infortunio subito nel meeting marocchino in seguito alla collisione con Omar McLeod ha compromesso la stagione del siberiano. Il due volte campione europeo e mondiale difende il successo della passata edizione del meeting di Bruxelles quando si impose in 12”97 firmando uno dei quattro tempi al di sotto del muro dei 13 secondi del 2018. Sulla velocissima pista belga Aries Merritt realizzò il record del mondo tuttora imbattuto con il fantastico tempo di 12”80 nel 2012. 

Ortega è stato il migliore nell’arco della stagione della Diamond League con le vittorie di Stanford in 13”24 e di Losanna in 13”05 e il secondo posto di Parigi in 13”14. Nelle ultime gare lo spagnolo si è imposto anche ai Campionati Europei per nazioni di Bydgoszcz in 13”38, al meeting di Madrid in 13”32 e ai Campionati nazionali in 13”33. 

Roberts ha debuttato nella Diamond League in questa stagione dopo la scintillante stagione NCAA e ha vinto la prima gara nel circuito dei diamanti a Parigi in 13”08. Inoltre ha vinto il titolo statunitense a Des Moines in 13”23 prendendosi la rivincita nei confronti di Grant Holloway, che lo aveva preceduto nella Finale NCAA di Austin. 

Il cast dei finalisti comprende il britannico Andy Pozzi (campione del mondo indoor 2018 a Birmingham), il giamaicano Ronald Levy (oro ai Giochi del Commonwealth 2018 a Gold Coast), il cinese Xie Wenjun (primo ai Campionati asiatici di Doha e secondo al meeting di Shanghai in 13”17), lo statunitense Freddie Crittenden (secondo ai Giochi Panamericani di Lima e quarto ai Campionati statunitensi di Des Moines) e il sudafricano Antonio Alkana (primatista africano con 13”11). 

Salto con l’asta femminile: Stefanidi cerca la quarta vittoria consecutiva

La campionessa olimpica, mondiale ed europea Ekaterini Stefanidi va a caccia del quarto diamante consecutivo ma non avrà vita facile contro tre astiste in grande forma come la russa Anzhelika Sidorova, la canadese Alysha Newman e la statunitense Katie Nageotte e Sandi Morris. Su nove gare disputate di salto con l’asta femminile in questa stagione di Diamond League ci sono stati sei vincitrici diverse. 

Morris ha un grande ricordo di Bruxelles perché sulla pedana dello Stadio Re Baldovino è diventata la seconda astista della storia capace di superare i 5 metri nell’edizione del 2016, poche settimane dopo l’argento olimpico a Rio con 4.85m (stessa misura ma con un numero maggiore di errori rispetto a Stefanidi). In quella serata memorabile Morris entusiasmò il pubblico anche per la sua performance canora durante il concerto finale post-meeting. La musica è la grande passione di Sandi insieme agli animali (colleziona rettili e possiede un serpente).

Vanta ottime credenziali la campionessa europea indoor di Glasgow 2019 Anzhelika Sidorova, che ha vinto la gara disputata alla stazione di Zurigo con l’eccellente misura di 4.87m arrivando a quattro centimetri dal record personale di 4.91m stabilito durante la stagione indoor a Madrid. 

Alysha Newman ha battuto il record canadese con 4.82m due volte in occasione della prima vittoria della sua carriera in Diamond League a Parigi e ha eguagliato questa misura anche a Zurigo. Newman debuttò in Diamond League a Bruxelles nel 2016. In un’intervista con il magazine IAAF Track and Field in onda su Sky Sport Newman ha raccontato il suo viaggio avventuroso del 2016 per raggiungere Bruxelles in piena notte dopo aver perso le aste durante il viaggio aereo. 

Nageotte ha vinto la prima gara di Diamond League a Losanna con 4.82m e si  è classificata seconda ai Campionati statunitensi di Des Moines con 4.80m alle spalle di Sandi Morris. Nell’ultima gara disputata si è imposta al meeting di Bellinzona con 4.77m. 

In gara ci sarà anche la trentottenne statunitense Jenn Suhr, campionessa olimpica a Londra 2012 e primatista mondiale indoor con 5.03m. Il cast presenta una sorta di finale iridata anticipata che comprende la cubana Yarisley Silva (campionessa mondiale a Pechino 2015 e vincitrice ai Giochi Panamericani davantia Nageotte), la britannica Holly Bradshaw (argento agli Europei Indoor di Glasgow con 4.75m e campionessa britannica nel 2019 a Birmingham con 4.73m a fine Agosto), la giovane venezuelana Robeilys Peinado (bronzo ai Mondiali di Londra 2017), la svedese Angelica Bengtsson (prima al Golden Gala di Roma con il record nazionale di 4.76m e bronzo agli Europei di Amsterdam 2016), la cinese Li Ling (seconda a Shanghai con 4.72m) e la svedese Michaela Mejier (4.72m di personale). 

Salto in lungo femminile: Mihambo insegue la sesta gara oltre i 7 metri in questa stagione

La campionessa europea di Berlino 2018 Malaika Mihambo ha dominato la stagione realizzando cinque delle migliori dieci performance delle liste mondiali del 2019 e ha saltato oltre il magico muro dei 7 metri in cinque gare. Ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell’anno con il fantastico salto da 7.16m ai Campionati tedeschi all’Olympiastadion di Berlino e si è imposta al Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz con 7.11m ventoso, a Roma (7.07m), a Dessau (7.05m), a Londra (7.02m) e al meeting di Berlino con 6.99m. Ha battuto due volte la statunitense Brittney Reese negli scontri diretti di Roma e Londra. Reese, campionessa olimpica a Londra 2012 e quattro volte campionessa mondiale outdoor, ha vinto ai Campionati statunitensi di Des Moines con 7.00m.

La “regina” di Colombia Caterine Ibarguen torna in gara dopo l’infortunio subito ai Giochi Panamericani di Lima. Lo scorso anno la campionessa olimpica del salto triplo di Rio de Janeiro vinse il salto in lungo a Bruxelles completando una straordinaria doppietta il giorno dopo essersi imposta nel salto triplo a Zurigo. In caso di vittoria Ibarguen porterebbe a casa il settimo Diamond Trophy della sua carriera. 

L’altro grande nome in gara è quello dell’eptatleta britannica Katarina Johnson Thompson, che si è qualificata per la prima volta per una finale di Diamond League nel salto in lungo grazie all’eccellente secondo posto al meeting di Birmingham con 6.85m alle spalle di Nafi Thiam. Nelle ultime due straordinarie stagioni KJT ha vinto tre medaglie d’oro ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018 e agli Europei Indoor di Glasgow 2019 nel pentathlon, l’argento agli Europei di Berlino 2018 nell’eptathlon dietro a Thiam e il famoso meeting di prove multiple di Gotzis nel 2019 nell’eptathlon con 6813 punti (secondo miglior score mondiale dell’anno). 

L’altra medagliata in gara è l’ucraina Maryna Bekh Romanchuk, argento agli Europei di Berlino e vincitrice alle Universiadi di Napoli 2019 con 6.84m. Il cast è completato dalla britannica Lorraine Ugen (leader mondiale del 2018 con 7.05m e argento europeo indoor a Belgrado 2017 ma ancora alla ricerca del minimo per i Mondiali di Doha), la russa Yelena Sokolova (7.07m di personale), l’australiana Brooke Stratton (argento ai Giochi del Commonwealth 2018) e l’eptahleta belga Hanne Maudens (terza nell’eptathlon agli Europei Under 23 a Gavle 2019). 

5000 metri femminili: Gara da sogno con Obiri, Hassan e Klosterhalfen

La campionessa del mondo in carica dei 5000 metri Hellen Obiri, la primatista mondiale del miglio Sifan Hassan e la vice campionessa europea indoor Konstanze Klosterhalfen guidano un cast da favola, che assomiglia molto alla finale dei prossimi mondiali di Doha come livello tecnico. Obiri ha vinto le ultime due finali della Diamond League nel 2017 e nel 2018 e insegue la tripletta. A Bruxelles si impose due anni sui 5000 metri facendo segnare un ottimo 14’25”88 poche settimane dopo il trionfo iridato a Londra. In questa stagione la fuoriclasse keniana ha vinto il titolo mondiale di corsa campestre ad Ahrus e due gare di Diamond League a Doha sui 3000 metri in 8’25”60 e a Londra in 14’20”36. Ai Mondiali di Doha disputerà anche i 10000 metri dopo aver centrato la qualificazione grazie al secondo posto ai recenti Trials di selezione keniani. 

Sifan Hassan punta alla doppietta di diamanti dopo essersi aggiudicata il successo sui 1500 metri nella finale di Zurigo in 3’59”08. L’olandese di origini etiopi ha stabilito il record del mondo del miglio a Montecarlo con 4‘12”33 e i primati europei sui 3000 metri con 8’18”49 a Stanford e sui 5000 metri a Londra con 14’22”12. Hassan arrivò in Olanda nel 2008 a 15 anni dall’Etiopia e iniziò a correre dopo aver lavorato come infermiera. 

Nella finale della Diamond League di Zurigo Hassan ha battuto la giovane tedesca Konstanze “Koko” Klosterhalfen, sua compagna di allenamento al Nike Oregon Project. Klosterhalfen ha riscritto la storia del mezzofondo tedesco battendo il vecchio record nazionale di Irina Mikitenko dei 5000 metri con un sensazionale 14’26”76 ai Campionati tedeschi di Berlino. In una stagione memorabile la filiforme ragazza di Bonn ha stabilito anche il record nazionale dei 3000m a Stanford con 8’20’07, ha vinto la prima gara di Diamond League della sua carriera sul miglio a Birmingham con 4’19”98 e ha corso in 3’59”02 a Zurigo. 

Da seguire la keniana Agnes Tirop (bronzo ai Mondiali di Londra sui 10000 metri e seconda agli Anniversary Games nella capitale britannica in 14’20”68). Tirop ha battuto Obiri a Stoccolma e ai recenti Trials dei 10000 metri validi come prova di selezione per i Mondiali. Le altre finaliste in grado di lottare per le prime posizioni sono l’etiope Letesenbet Gidey (due volte campionessa mondiale under 20 di corsa campestre e terza a Doha sui 3000m con 8’20”27), Beatrice Chepkoech (primatista mondiale dei 3000 siepi e vincitrice nella finale della Diamond League a Bruxelles su questa distanza), la canadese Gabriela Debues Stafford (primatista nazionale sul miglio a Montecarlo con 4’17”87 e compagna di allenamento di Laura Muir) e Margaret Chelimo (vincitrice al meeting di Hengelo in 14’37”22 davanti a Hassan). 

1500 metri maschili: Manangoi, Cheruiyot, Musagala e i fratelli Ingebrigtsen

Timothy Cheruiyot insegue il tris di diamanti dopo essersi aggiudicato le finali del 2017 a Bruxelles e del 2018 a Zurigo. Il giovane fuoriclasse keniano ha vinto tutte le sei gare disputate su tutte le distanze ed è l’unico ad essere sceso sotto i 3’30” in questa stagione ben due volte con 3’28”77 a Losanna e 3’29”97 a Montecarlo. Cheruiyot rinnoverà il duello con l’amico e compagno di allenamento Elijah Manangoi, l’unico in grado di batterlo nel corso di questa stagione in occasione della prima tappa della Diamond League di Doha. I due keniani non avranno vita facile contro l’ugandese Ronald Musagala, vincitore di due tappe della Diamond League a Birmingham e  Parigi. Musagala, accreditato di un personale di 3’30”58 realizzato due volte a Montecarlo e Parigi, proverà ad emulare il connazionale Joshua Cheptegei, il primo ugandese nella storia della Diamond League a vincere il diamante grazie al successo sui 5000m a Zurigo. 

L’Europa punta tutto sui fratelli norvegesi Jakob e Filip Ingebrigtsen. Jakob Ingebrigtsen, doppio campione europeo sui 1500 e sui 5000 metri a Berlino 2018, ha stabilito il record europeo juniores sui 1500 metri in occasione del secondo posto a Losanna alle spalle di Cheruiyot con 3’30”16 e il personale sui 5000m in 13’02”03 a Londra, ma è stato battuto dal fratello Filip a Parigi. I fratelli Ingebrigtsen sono allenati dal padre Gjert e la loro storia assomiglia a quella del rapporto dei fratelli belgi Borlée, che sono seguiti dal padre Jacques. Un documentario a puntate molto popolare in Norvegia racconta le imprese della famiglia Ingebrigtsen. Gli altri nomi più importanti sono il polacco Marcin Lewandowski (campione europeo indoor su 1500m davanti a Jakob Ingebrigtsen), il primatista mondiale indoor Samuel Tefera e il gibutiano Ayanleh Souleiman (secondo a Parigi in 3’30”66 e terzo a Losanna in 3’30”79). 

3000 siepi maschili: El Bakkali e Kigen favoriti

Il record del mondo tuttora imbattuto di Saif Saeed Shaheen (7’53”63) è stato realizzato a Bruxelles nel 2004 e la pista del Roi Boudouin ha sempre regalato sette performance al di sotto degli 8 minuti in questa gara. 

Soufyan El Bakkali e Benjamin Kigen potrebbero andare all’attacco della migliore prestazione mondiale dell’anno (8’04”82 di El Bakkali a Montecarlo). Il marocchino ha vinto altre due gare a Doha (8’07”22) e a Parigi (8’06”64) e guida la classifica generale con 24 punti, tre in più rispetto a Kigen, che si è classificato secondo a Montecarlo in 8’05”12 e a Parigi in 8’07”09 ma ha battuto El Bakkali ai recenti Giochi Africani di Rabat. Il campione olimpico e mondiale Conseslus Kipruto (vincitore a Bruxelles nel 2016 in 8’03”74 e nel 2017 in 8’04”73) disputerà la seconda gara post infortunio dopo essersi classificato quinto a Parigi in 8’13”75. Kipruto non è nella stessa forma del 2018 quando vinse la finale di Zurigo correndo con una scarpa sola fin dai primi giri dopo una collisione. 

L’Etiopia schiera Getnet Wale e Chala Beyo, primo e secondo a Rabat rispettivamente in 8’06”01 e 8’06”48.

800 metri femminili: Possibile doppietta statunitense con Wilson e Green

Gli Stati Uniti sono in pole position per la vittoria con Ajée Wilson, medaglia di bronzo ai Mondiali di Londra 2017 e dominatrice delle ultime gare stagionali a Stoccolma (2’00”87), Montecarlo (1’57”73), ai Campionati statunitensi di Des Moines (1’57”72) e a Birmingham (2’00”76). Wilson potrebbe completare la doppietta statunitense negli 800 metri dopo la vittoria di Donovan Brazier a livello maschile a Zurigo. Le principali avversarie sono le connazionali Hanna Green (seconda ai Campionati statunitensi in 1’58”19 e prima a Parigi in 1’58”39) e Raevyn Rogers (terza ai Campionati statunitensi in 1’58”84), la giamaicana Natoya Goule (seconda a Montecarlo in 1’57”90 e a Parigi in 1’58”59), la ex keniana ora battente bandiera del Barhein Nelly Jepkosgei (prima a Rabat in 1’59”50 e a Losanna in 1’59”54) e la figlia d’arte scozzese Lynsey Sharp (prima a Londra in 1’58”61 e seconda a Birmingham in 2’01”09) e l’ugandese Winnie Nanyondo (terza a Parigi in 1’58”83). 

Lancio del disco maschile: Nuovo capitolo della sfida tra Stahl e Dacres

Si sfidano di nuovo i due colossi Daniel Stahl e Fedrick Dacres, che hanno dominato la stagione a suon di lanci oltre i 70 metri. Lo svedese è in vantaggio per 6-2 negli 8 scontri diretti con il giamaicano. Stahl ha vinto tre gare della Diamond League a Doha (70.56m), a Stoccolma (69.57m) e a Londra (68.56m). Il ventisettenne nato da padre svedese e madre finlandese è stato battuto solo una volta nella Diamond League dal giamaicano Dacres, che a Rabat ha realizzato il record del circuito con 70.88m. Stahl ha già vinto una volta a Bruxelles nel 2016. Lo svedese ha battuto il record nazionale con 71.86m a Bottnayrd e ha vinto i recenti campionati svedesi di Karlstad con 69.23m. Nelle ultime due grandi rassegne internazionali si è dovuto “accontentare” della medaglia d’argento sia ai Mondiali di Londra 2017 sia agli Europei di Berlino 2018 alle spalle del lituano Andrius Gudzius, ottavo nell’attuale classifica aggiornata della Diamond League e presente a Bruxelles. Gudzius ha vinto il titolo nazionale a fine Luglio con 67.73m e si è classificato secondo a Berlino con 64.51m. 

Dacres difende il titolo della Diamond League vinto lo scorso anno sempre a Bruxelles con 68.67m. 

Arriva in buone condizioni di forma il campione del mondo di Pechino 2015 Piotr Malachowski, che di recente ha vinto al Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz e al meeting di Berlino e ha realizzato la migliore prestazione stagionale con 67.23m a Szekesfehravar. 

La starting list si arricchisce di altri nomi di prestigio come il tedesco Robert Harting (campione olimpico a Rio de Janeiro 2016), l’iraniano Ehsan Hadadi (argento olimpico a Londra 2012 e campione asiatico a Doha nel 2019), l’austriaco Lukas Weisshaindinger (bronzo agli Europei di Berlino 2018 e terzo al meeting di Rabat con il personale stagionale di 68.14m), il norvegese Ole Stunes Isene (67.78m di record personale realizzato in questa stagione), 

Lancio del disco femminile: Rivincita tra Perez e Perkovic

Sandra Perkovic ha monopolizzato il lancio del disco nelle ultime stagioni ma quest’anno le cubane Yaimé Perez e Denia Caballero hanno interrotto il monopolio della croata dividendosi le vittorie nelle quattro gare disputate in Diamond League. Perez vinse la finale della Diamond League 2018 disputata a Bruxelles con 65.00m. In questa stagione si è imposta a Rabat (68.28m) e a Birmingham (64.87m) e ai Giochi Panamericani di Lima e ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno con 69.37m a Sotteville. Caballero si è imposta a Stoccolma (65.10m) e a Parigi (66.91m). 

Perkovic, vincitrice di sei Diamond Trophies dal 2012 al 2017, è in crescita di condizione e ha vinto al meeting IAAF World Challenge di Zagabria con 67.78m davanti al pubblico di casa. La croata è terza nelle liste mondiali stagionali con la misura di 68.58m realizzata nella First League del Campionato Europeo per nazioni di Varazdin. 

La lista dei finalisti è completata dal trio tedesco formato da Kristin Pudenz (campionessa tedesca a Berlino 2019), Claudine Vita (seconda alle Universiadi di Napoli 2019 e quinta nelle liste mondiali stagionali con 66.64m) e Nadine Muller (argento a Daegu 2011 e bronzo a Pechino 2015), dalla veterana Melina Robert Michon (argento olimpico a Rio 2016) e dalla statunitense Valarie Allman (67.15m di personale stagionale a Chula Vista). 

Getto del peso maschile: I giganti Crouser, Walsh e Romani nella Place de la Brouckère

Come nelle passate edizioni anche quest’anno Il Van Damme vivrà un importante antipasto con la disputa della gara di getto del peso maschile valida per l’assegnazione dei Diamond Trophies. L’appuntamento con i giganti del peso è fissato per Giovedì 5 Settembre nella centralissima Place de Broukère vicino alla Borsa di Bruxelles e alla Grand Place. L’obiettivo degli organizzatori è portare il Memorial Van Damme nel centro della città avvicinando all’atletica gli spettatori più occasionali. 

Si preannuncia grande spettacolo per la presenza di otto atleti con un personale stagionale oltre la barriera dei 22 metri e otto dei primi undici delle liste mondiali stagionali. La sfida tra il campione olimpico in carica di Rio de Janeiro 2016 Ryan Crouser e il campione mondiale indoor e outdoor Tom Walsh calamiterà l’attenzione del pubblico in un’atmosfera elettrizzante con la musica pop- rock a fare da accompagnamento. Crouser guida le liste mondiali stagionali con l’eccellente misura di 22.74m realizzata a Long Beach in California e ha vinto la tappa della Diamond League di Doha con 22.13m, i Campionati statunitensi di Des Moines con 22.62m e il Galà dei Castelli di Bellinzona con 22.28m. 

Walsh ha stabilito il personale stagionale con 22.44m a Parigi e ha confermato le ottime condizioni di forma vincendo le ultime due gare disputate a Thum con 22.05m e a Zagabria con 21.98m. 

Darrell Hill vinse la finale di Bruxelles due anni fa battendo il record del meeting di 22.44m, che potrebbe essere in pericolo. Il terzetto dei pesisti statunitensi qualificati ai Mondiali di Doha è completato da Joe Kovacs, campione del mondo a Pechino 2015 e secondo ai Campionati statunitensi di Des Moines con 22.11m. 

Ottime credenziali anche per il brasiliano Darlan Romani, che ha battuto Crouser e Walsh al Prefontaine Classic di Stanford con il record sudamericano di 22.61m e si è aggiudicato l’oro ai Giochi Panamericani di Lima con 22.07m. L’Europa sarà rappresentata dal polacco Konrad Bukowiecki (vincitore al Golden Gala di Roma con 21.97m e doppio oro alle Universiadi di Napoli e agli Europei Under 23 di Gavle) e dal ceco Tomas Stanek (bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018 e un personale di 22.01m stabilito nel 2018). 

400 ostacoli femminili (gara non valida per l’assegnazione del Diamond Trophy): Folorunso e Pedroso in gara

Le azzurre Ayomide Folorunso e Yadis Pedroso si sfidano per la prima volta in questa stagione. Folorunso torna a gareggiare per la prima volta dopo il quarto posto al Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz. L’allieva di Maurizio Pratizzoli è scesa per la prima volta sotto i 55 secondi in occasione della medaglia d’oro alle Universiadi di Napoli dove ha fermato il cronometro in 54”75, decimo miglior tempo mondiale dell’anno e secondo miglior crono italiano di sempre a 21 centesimi di secondo dal record italiano di Yadis Pedroso, che disputerà la seconda gara post infortunio dopo l’incoraggiante 56”03 realizzato al meeting di Rovereto. Le avversarie delle azzurre sono la giamaicana Janieve Russell (oro ai Giochi del Commonwealth 2018 e migliore atleta tra le iscritte con 53”46), la portacolori delle Barbados Tia Adane Belle (54”18 di personale nel 2019), la canadese Sage Watson (bronzo ai Giochi Panamericani) e la belga Hanna Claes (quarta agli Europei di Brelino 2018 nei 400 ostacoli e nella staffetta 4x400). 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.