Michael Owen: "Andare al Newcastle? Un errore di cui mi pento"

L'ex Pallone d'Oro nella sua nuova autobiografia, "Reboot", torna sul passaggio ai Magpies, vero e proprio punto di svolta in negativo della sua carriera: "Non è un grande club e ai tifosi non devo alcuna giustificazione".

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Il mondo si accorge di Michael Owen in una data e in un orario preciso: il giorno è il 30 giugno 1998, in Italia sono le 20:16 e il 18enne attaccante del Liverpool, una sola stagione da professionista alle spalle, spacca in due Argentina-Inghilterra, gara valida per gli ottavi di finale dei Mondiali di Francia. Lanciato da Beckham, elude con un controllo in corsa l'esperto Chamot, quindi brucia in velocità un sorpreso Ayala e conclude con una saetta che incenerisce Roa e porta in vantaggio i Leoni di Sua Maestà.

Prima di lui hanno segnato su rigore Batistuta e Shearer, dopo arriverà il nuovo pareggio di Zanetti e la vittoria argentina ai calci di rigore, ma quello che resta di una partita tesa e spettacolare sono l'espulsione di Beckham e soprattutto il bellissimo gol di un ragazzo prodigio che in un lampo ha conquistato l'attenzione di un mondo che sicuramente finirà per inchinarsi ai suoi piedi, convinzione suffragata dalla successiva conquista del Pallone d'Oro nel 2001, anno in cui trascina il Liverpool alla vittoria di Coppa UEFA, Coppa di Lega, FA Cup e Supercoppa Europea.

Quello che è stato dopo è noto a tutti: la promessa non è stata completamente mantenuta, il trasferimento al Real Madrid invece di permettere a Owen di brillare ha finito per offuscarlo, il ritorno in Inghilterra al Newcastle ha segnato l'inizio di una discesa verso la normalità, anche a causa di una lunga serie di problemi fisici, che si è conclusa nel 2013 con il ritiro dopo una fugace apparizione allo Stoke City, preceduta da tre anni più che anonimi al Manchester United.

Michael Owen si presenta ai tifosi del Newcastle

Michael Owen sul periodo al Newcastle: "Scelta sbagliata, non è un grande club"

Adesso, sei anni dopo avere appeso gli scarpini al chiodo, Michael Owen torna a parlare con la sua nuova autobiografia, "Reboot", che segue la prima ("Off the Record") e che vede l'ex Pallone d'Oro riflettere senza peli sulla lingua sulla sua carriera, sui momenti esaltanti e sulle scelte sbagliate. Poche, a dire il vero, ma determinanti per invertire l'ascesa di una carriera che sembrava destinata a trasformarlo in uno dei più grandi di sempre. Il passaggio al Real Madrid? Forse, anche. Ma per il campione l'errore più grande è stato trasferirsi al Newcastle nell'estate del 2005.

Il trasferimento al Newcastle è la cosa di cui mi pento davvero, avrei dovuto dare retta al mio istinto fin dal primo momento. Non ci volevo andare, il mio cuore sognava un ritorno al Liverpool. L'allenatore del Newcastle Graeme Souness mi chiamava ogni due settimane mentre ero in Spagna, e non posso negare di avere apprezzato le attenzioni che mi riservava. Mi chiamava e mi diceva cose del tipo "Michael, vedo che non sei partito titolare nell'ultima partita. Penseresti di venire qui da noi?"

Dopo una sola stagione al Real Madrid, nonostante le 45 presenze stagionali collezionate - spesso come subentro - Owen si sente stretto nel club dei Galacticos e apre a un ritorno in Inghilterra. Ed è in quel momento che avviene la scelta che ancora oggi l'ex calciatore rimpiange.

Non credo di avere incoraggiato Souness, ma con il senno di poi avrei potuto gestirlo in maniera diversa fin dall'inizio. Invece di dire che se fossi tornato in Inghilterra lo avrei fatto soltanto per il Liverpool dissi che avrei valutato le offerte. E se devo confessare il più grande rimpianto della mia carriera è questo, aver detto certe cose in quel momento. In estate il presidente Perez mi chiamò e mi disse che il Newcastle aveva fatto un'offerta per me: "Se vuoi andare puoi andare, se vuoi restare puoi restare". "Ma io voglio andare al Liverpool!" gli dissi, e lui mi rispose che non era possibile a meno che non avessero pareggiato l'offerta. Fu una pugnalata, avevo davanti a me due scelte e nessuna delle due mi piaceva particolarmente.

Michael Owen con la maglia dell'Inghilterra in azione contro l'Argentina
Dal 1998 al 2008 Michael Owen ha messo insieme 89 presenze e 40 gol con la maglia dell'Inghilterra.

Un errore, un passo indietro in un club non all'altezza, una scelta sbagliata fatta nel momento sbagliato. Owen vuole dire soltanto la sua verità, anche se è consapevole che certe parole faranno parlare, generando inevitabilmente una polemica.

Non avevo dubbi sul fatto che sarebbe stato un passo indietro nella mia carriera, e per quanto possa non far piacere ai tifosi del Newcastle fu questo quello che sentii in quel momento. Ma tutto avvenne a una velocità incredibile, anche se diventavo sempre più freddo all'idea. Il Newcastle mi pagava bene, se avessi pensato soltanto ai soldi sarei stato felice. Finii per rassegnarmi all'idea, e anche se nessun tifoso del Newcastle sarà felice di sentirlo dire questo libro parla della verità, onestamente. Ma non è dipeso dal Newcastle, avrei trovato un motivo valido per non firmare in quel momento per nessun club che non fosse il Liverpool. 

Eppure la storia sarebbe potuta andare diversamente. Nonostante le perplessità iniziali, infatti, Owen si sente un eroe appena arrivato a Newcastle, l'acquisto più caro nella storia del club, le urla di una tifoseria calorosa e appassionata. Un idilio che però dura poco.

Mi feci male contro il Watford, e quando tornai a casa accesi "Match of the Day" per vedere le partite. Fu così che ascoltai i tifosi del Newcastle, i miei tifosi, cantare "che spreco di soldi". Questo ha cambiato le cose per me, non ho mai più cercato di ingraziarmeli e compiacerli. Anzi, ero risentito, pensavo che non avevo alcun motivo per giustificarmi con i fo***ti tifosi del Newcastle. Per quanto ci siano stati anche dei momenti da ricordare in seguito, tutto è stato compromesso da quel giorno. Io ho buona memoria, una memoria di ferro.

Michael Owen con la maglia del Liverpool
Prima di trasferirsi al Real Madrid e quindi al Newcastle, l'inizio della fine della sua carriera, Michael Owen si era imposto giovanissimo nel Liverpool segnando 158 gol in 274 partite tra il 1996 e il 2004.

Ed ecco infine l'affondo al club in cui Owen ha giocato per 4 stagioni, mettendo insieme appena 80 presenze e 30 reti. 

Il presidente Shepherd se ne uscì con "riporterei Owen a Anfield io stesso". Era il numero uno ma anche un tifoso, e come tutti i tifosi ha fatto l'errore di credere il proprio club più grande e importante di quello che è. Un delirio cieco che vale soprattutto per il Newcastle, è un grande club soltanto nel senso che ha un grande stadio e una tifoseria numerosa. Sul campo storicamente non hanno successo, anzi, nei fatti si potrebbe dire che è vero il contrario. E non hanno mai vinto molto negli ultimi tempi. 

Un vero e proprio atto di accusa contro il Newcastle e più in generale contro le logiche del calcio e dei tifosi, incapaci di considerare il proprio club in maniera oggettiva e pronti ad abbandonare il campione alle prime difficoltà. Un sassolino nella scarpa che l'ex calciatore ha deciso di togliersi, tornando su quello che è stato l'inizio del suo lento e inesorabile declino. Da quel giorno d'estate del 2005 niente è stato più come prima, e anche se certe gemme resteranno impresse per sempre, il nome di Michael Owen non smetterà mai di causare rimpianti nell'animo degli appassionati, a causa di quello che poteva essere e che invece non è stato.

Questo caso si è poi portato dietro una coda polemica con protagonista una leggenda dei Magpies come Alan Shearer, che ha sarcasticamente commentato le dichiarazioni di Owen dicendo che anche a Newcastle hanno odiato quegli anni ma erano loro che pagavano. Il Golden Boy ha risposto.

Non sei così leale al Newcastle come dici, ricordo bene che provasti ad andartene quando Robson ti mise in panchina: eri sul punto di firmare col Liverpool.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.