Milan, Rebic è tuo: grinta e velocità a disposizione di Giampaolo

Il croato arriva in prestito biennale in cambio di André Silva: rinato a Francoforte, dopo aver fallito con le maglie di Fiorentina e Verona adesso è pronto per lasciare il segno anche in Serie A.

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Proprio in chiusura di calciomercato arriva il colpo in attacco che il Milan attendeva da tempo e diventato una necessità dopo le prime due uscite in Serie A: sconfitti a Udine, vittoriosi di misura in casa contro il neopromosso Brescia, i rossoneri hanno palesato nei primi 180 minuti di campionato grandi difficoltà nella costruzione della manovra e nella finalizzazione, problemi che potrebbero aver risolto con l'acquisto di Ante Rebic.

26 anni il prossimo 21 settembre, quello dell'attaccante croato era un nome che aveva preso a circolare con insistenza nell'ambiente negli ultimi giorni e che indubbiamente arricchisce la rosa a disposizione di mister Giampaolo, non fosse altro che per le modalità con cui il giocatore è stato prelevato dall'Eintracht Francoforte. Il club tedesco ha infatti accettato uno scambio di prestiti (biennale) con il Milan, accogliendo in rosa il portoghese André Silva, promessa non mantenuta acquistata nell'estate del 2017.

Incapace di lasciare il segno in Serie A - così come nel successivo prestito al Siviglia, che pure sembrava cominciato nel migliore dei modi - André Silva cercherà di rilanciarsi in Germania e a ispirarlo potrebbe essere proprio la parabola di Ante Rebic, che in Bundesliga ha saputo risollevare una carriera che a un certo punto era sembrata inesorabilmente in declino. La continuità di utilizzo e una fiducia ritrovata nei propri mezzi hanno invece portato a una clamorosa riscossa, suggellata dai gol, dall'intesa con il ragazzo prodigio Jovic e dai Mondiali di Russia 2018 giocati da protagonista.

Ante Rebic
La Coppa di Germania 2017/2018 è l'unico trofeo vinto finora in carriera da Ante Rebic, decisivo nella finale con il Bayern Monaco grazie a una doppietta nel 3-1 finale per l'Eintracht Francoforte.

Milan, tre anni dopo Rebic vuole lasciare il segno in Serie A

Proprio così, perché nella Croazia capace di arrivare fino alla finale con la Francia di Modric, Rakitic e Mandzukic c'è stato spazio anche per Ante Rebic, che appena due anni prima arrivava all'Eintracht Francoforte con l'etichetta di vera e propria meteora della Serie A: acquistato per 4,5 milioni di euro dalla Fiorentina nel 2013, l'allora 19enne attaccante che si era messo in mostra nel RNK Spalato nelle intenzioni del ds Pradé prometteva di non far rimpiangere Ljajic e Jovetic e arrivava insieme al bomber tedesco Mario Gomez.

Incapace di trovare spazio, dopo una stagione condita da appena 5 gare giocate Rebic fu spedito in prestito in Germania, nel Lipsia che pur studiando da grande giocava ancora in seconda serie: 11 presenze senza gol né squilli particolari, quindi il ritorno in Italia e una stagione divisa tra la Fiorentina e un nuovo prestito al Verona: in totale la miseria di 23 presenze e appena 3 gol - il secondo e ultimo in Serie A datato 1° novembre 2015, Fiorentina-Frosinone 4-1 - negli anni che avrebbero dovuto consacrare il giovane talento croato.

Ceduto in prestito all'Eintracht Francoforte nell'estate del 2016, Rebic è protagonista di un'annata poco brillante, dato che pur trovando finalmente continuità in campo continua a segnare poco: eppure ci dev'essere qualcosa che convince i dirigenti tedeschi, che riscattano quella che sembra una promessa ormai sfumata e gli concedono una seconda chance. Scelta indovinata, dato che finalmente il talento che aveva conquistato l'attenzione della Fiorentina comincia a correre sempre più veloce, a segnare, a mostrare una sempre maggiore confidenza nei propri mezzi.

Che sono notevoli: Rebic può giocare come attaccante esterno e come seconda punta, ha controllo di palla e velocità, un fisico capace di reggere l'urto della maggior parte dei difensori. Pur non dotato di qualità tecniche da fuoriclasse, con il pallone tra i piedi può sempre inventare qualcosa e ha grinta e resistenza da vendere. A molti osservatori ricorda l'illustre connazionale Alen Boksic, di certo la seconda stagione a Francoforte è decisamente convincente: arrivano infatti 9 gol, tra cui la doppietta che stende il Bayern Monaco nella finale di Coppa di Germania e che gli vale la chiamata da parte del ct Zlatko Dalic per i Mondiali di Russia 2018.

Nella rassegna iridata è uno dei migliori dei suoi, capaci di arrivare a un passo dalla vittoria finale: gioca 6 partite su 7, segna un bel gol all'Argentina con la complicità di Caballero, si distingue per la costanza di corsa e la capacità di farsi sentire in entrambe le fasi di gioco: non fosse per internet pochi appassionati di calcio italiani riconoscerebbero nel giocatore la fugace comparsa vista con le maglie di Fiorentina e Verona. 

Nella stagione 2018/2019 il rendimento di Ante Rebic è cresciuto ulteriormente: sono arrivati 10 gol, molti di pregevole fattura, una nuova qualificazione alle coppe europee e la semifinale di Europa League. La partenza in estate di Jovic, acquistato dal Real Madrid, deve aver convinto il croato che l'Eintracht ormai era troppo piccolo per lui. Forse è per questo che ha puntato i piedi per essere ceduto, finendo per essere accontentato proprio in extremis, o forse è perché a un club come il Milan è sempre difficile dire di no.

Probabile che in tutto abbia inciso anche il ricordo degli anni tra Firenze e Verona: dopo averlo ignorato e infine scartato, la Serie A potrebbe essere costretta a ricredersi e a conoscere un nuovo Ante Rebic. Se saprà mantenere la costanza di rendimento mostrata nelle ultime stagioni e limare qualche eccesso d'irruenza - in carriera 53 cartellini gialli e 7 rossi, un'esagerazione per una punta - Giampaolo potrebbe aver trovato l'attaccante capace di affiancare Piatek, sostituirlo all'occorrenza o agire da esterno tanto nel 4-3-3 quanto in un eventuale 4-2-3-1. 

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