Napoli, Lozano show contro la Juve: Ancelotti deve trovargli spazio

Al messicano è bastato un tempo per impattare nella nuova realtà. Esterno o seconda punta, il tecnico gli cerca una collocazione definitiva.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Juventus - Napoli è stata una delle partite spot di questo secondo weekend di Serie A. Il match tra bianconeri e azzurri ha offerto tanti spunti di discussione ed è quasi un peccato che sia stato risolto da un'autorete tragicomica, di quelle che a un giocatore capitano probabilmente una volta sola in carriera. Inevitabile quindi che a prendersi la copertina della serata sia stato, suo malgrado, Kalidou Koulibaly: il suo goffo autogol ha spianato la strada alla squadra di Martusciello rendendo vana una rimonta che avrebbe avuto effettivamente del clamoroso. Di strade spianate e copertine però se n'è parlato anche in Messico, dove a prendersi la scena è stato Hirving Lozano.

Al Chucky è bastato un solo tempo per far cadere ai propri piedi compagni e avversari: mandato in campo all'inizio della ripresa al posto di uno spento Insigne, Lozano ha preso per mano la squadra provando a portarla fuori dall'incubo nel quale il Napoli era precipitato durante la prima ora di gioco. Sotto di tre gol, la truppa di Ancelotti avrebbe potuto rischiare di capitolare in maniera ben più pesante, ma l'ingresso del messicano ha dato ordine e raziocinio a una squadra spenta e confusionaria. Le sue giocate hanno permesso di creare i presupposti per la prima rete, poi - con un colpo dei suoi - il nazionale tricolor ha segnato il gol che, di fatto, ha rimesso il Napoli in carreggiata.

Pezzi di bravura tecnica, certo, ma anche la grande volontà di far vedere fin da subito le proprie abilità, con buona pace di chi pensava ci volesse un po' di tempo per vederlo ambientarsi al meglio. D'altronde di problemi simili non ne ha mai avuti né al Pachuca, dove ha iniziato a giocare a calcio, né al PSV, in un campionato completamente differente da quello in cui era abituato a muoversi. In Olanda ha imparato a essere più pragmatico specchiandosi meno nelle proprie abilità. Che ci sono, sia chiaro, e sono particolarmente tangibili dalla metà campo in su, ma non possono essere le uniche qualità sulle quali costruirsi una carriera.

Lozano Napoli Ancelotti
Tra i verdetti del weekend di Serie A c'è senza dubbio il grande impatto di Hirving Lozano sul Napoli: il messicano, entrato a inizio secondo tempo per Insigne, ha messo in difficoltà la Juventus contribuendo alla parziale rimonta partenopea

Gol e giocate da applausi: il Napoli scopre Lozano

Glielo ha inculcato Philip Cocu, suo allenatore al PSV, quando durante gli allenamenti lo prendeva da parte per spiegargli l'enorme importanza dei movimenti senza palla o, dopo alcune prestazioni scialbe, per catechizzarlo a dovere riguardo la gestione delle risorse mentali. In Olanda Lozano ha preso qualche cartellino di troppo, cosa che al club di Eindhoven non è piaciuta, eppure - con il meticoloso lavoro di tutti i giorni - il calciatore si è affinato anche sotto questo punto di vista. I risultati li stiamo vedendo oggi: una volta, mandato in campo allo sbaraglio in una partita come quella dell'Allianz Stadium, probabilmente non avrebbe inciso. Adesso invece è già un fattore, di quelli che giustamente reclamano spazio.

Dove? Ancelotti ci sta pensando: contro la Juventus ha preso la posizione ricoperta nel primo tempo da Fabian Ruiz, sistemandosi a pochi metri da Mertens e facendo da perfetto collegamento tra i reparti di centrocampo e attacco. Le sue statistiche parlano di un gol, segnato nell'unico tentativo verso la porta difesa da Szczesny, 18 palloni toccati e una precisione di passaggio nella metà campo offensiva che ha sfiorato l'80%, vincendo un totale di 8 contrasti e perdendo 3 palloni. Una partita discreta per rompere il ghiaccio con la Serie A e lanciare un messaggio al proprio tecnico, che in conferenza stampa ha ribadito un concetto già molto chiaro:

Ho una rosa completa e profonda e con l’inizio della Champions, cominceranno le rotazioni e tutti avranno l’opportunità di partire titolari. Bisogna farsi trovare pronti, perché giocando ogni tre giorni ho bisogno di giocatori freschi e reattivi.

Esterno o seconda punta: Ancelotti ne studia la collocazione

Seconda punta, ma non solo. Provando ad analizzare le parole di Ancelotti è chiaro che da Lozano, più che dagli altri, il mister si attenda quel qualcosa in più in grado da far compiere al Napoli il tanto agognato salto di qualità. L'idea originale rimane quella di affiancarlo a Mertens, Llorente o Milik nel ruolo di seconda punta, tenendolo vicino alla porta avversaria per creare scompiglio negli ultimi sedici metri, ma anche l'esterno potrebbe a breve diventare una soluzione. Destra o sinistra? Dipende da chi dovrà rifiatare: al PSV Lozano si adattava molto bene sia nel 4-3-3 che nel 4-2-3-1, dove giocava spesso largo per sfruttare le sue skills di primissima qualità, dal dribbling ai cambi di direzione nello stretto.

Di certo si è capito come sia uno in grado di impattare rapidamente sull'economia del gioco della squadra, una costante sin da quando ha iniziato la carriera. Il suo debutto in Messico, avvenuto all'età di 19 anni, venne bagnato con un gol all'esordio in campionato e una doppietta alla "prima" assoluta con la maglia della selezione under 20 messicana. Lo stesso è accaduto in Olanda, dove col PSV ha segnato alla prima presenza sia in Eredivisie che in Coppa d'Olanda, mentre con la nazionale maggiore ha battezzato Confederation Cup e Mondiale.

Un predestinato, come raccontato da Andrea Fassi, ex direttore tecnico e dirigente del Pachuca, società nella quale Lozano ha mosso i primi passi assieme a un altro baby prodigio locale, quell'Erik Gutierrez che lo aveva raggiunto per un breve periodo a Eindhoven:

Quando aveva 18 anni mi chiese di essere aggregato alla prima squadra, assicurandomi che se mi fossi fidato di lui non mi avrebbe deluso. Non ho mai visto uno con la sua tenacia, infatti accettai e gli diedi il permesso: fu quello l'anno del famoso gol segnato al Club America.

Da quel giorno di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. L'ultima tappa del Chucky, soprannome ereditato da una bambola assassina di un famoso film messicano, è Napoli: arrivato con grandi aspettative, tanto che pare essere stato preferito a James Rodriguez, ha subito dato dimostrazione che gli oltre 40 milioni di euro investiti su di lui potrebbero essere stati i meglio spesi dell'epoca partenopea recente. Il suo gol alla Juventus, nonostante la sconfitta finale, lascia speranza ai tifosi azzurri. Che, dopo la sosta per le nazionali, si augurano di vederlo in campo dal primo minuto.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.