Argentina, nervi tesi e zero gol: il primo Superclasico di De Rossi

L'antipasto della doppia semifinale di Libertadores termina tra le polemiche dei padroni di casa: "Il Boca ha giocato da piccola squadra". Buona prestazione dell'ex giallorosso.

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Uno stadio gremito, la "prima" nella casa del nemico storico, battibecchi e sfottò ancora legati agli avvenimenti dello scorso mese di dicembre, quando il Sudamerica ha archiviato un'edizione di Copa Libertadores tra le più memorabili di sempre. Al Superclasico di Superliga sono mancate solo le emozioni in campo: reti bianche, tanto nervosismo e qualche botta di troppo sono infatti stati gli ingredienti principali di un match che, dal punto di vista tecnico, aveva poco da dire. I Millonarios, penalizzati dalle cessioni degli ultimi anni, rimangono sempre una squadra competitiva ma più per i meriti del manico in panchina, mentre gli Xeneizes - decimati dalle assenze per infortunio - si sono dovuti presentare in campo addirittura con un'inedita coppia d'attacco composta dal giovanissimo venezuelano Hurtado e dal mestierante Soldano.

Da tutto ciò non poteva che uscire uno 0-0, ma il match - come spesso accade quando si parla di Superclasico - ha riservato anche un contorno di primissimo livello, per merito in primis della tifoseria di casa che, dopo aver inscenato un meraviglioso spettacolo prepartita, ha provato a spingere la compagine di Gallardo alla vittoria. Subito dopo il fischio finale i media argentini si sono concentrati sulla contestazione dei supporter di casa al Boca Juniors, accusato di aver giocato una prestazione da provinciale. E, in effetti, andando ad analizzare la partita impostata dal tecnico Alfaro non è che esistano altri chiavi di lettura, tanto è vero che il Monumental - per "salutare" gli ospiti all'uscita del campo - hanno intonato un coro di scherno al grido di "equipo chico".

Una piccola squadra? Estremizzazione, ovviamente, che non trova riscontro nelle ultime uscite del Boca Juniors come quelle in Libertadores, dove Tevez e compagni hanno più volte dato prove di forza. Proprio l'Apache è stato il giocatore più vicino a gelare lo stadio della Banda, calciando una punizione dalla traiettoria velenosa nel finale di match, un unico sussulto all'interno di una gara senza fiammate particolari. E il River Plate? La squadra di Gallardo ha fatto la partita, ma in maniera confusionaria: di occasioni nitide non ne sono arrivate molte, se si eccettua il gol divorato da Santos Borré di fronte ad Andrada.

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Franco Armani, portiere del River Plate: l'estremo difensore dei Millonarios si è scagliato contro l'atteggiamento rinunciatario del Boca Juniors, definita una "squadra piccola" per aver fatto le barricate al Monumental

Superclasico, Izquierdoz al vetriolo contro Armani: "La prossima la giochiamo senza portiere"

Il pareggio del Monumental non è andato giù ai giocatori del River Plate. In particolare, nel postpartita il portiere Franco Armani ci ha tenuto a fornire la propria analisi della partita. Secondo il numero uno dei Millonarios, l'atteggiamento del Boca Juniors è stato quasi irrispettoso nei confronti del significato storico di un evento del genere:

Noi siamo scesi in campo per proporre, loro hanno perso tempo dal primo minuto e spezzato il gioco continuamente con falli a ripetizione. Sono venuti sperando in un nostro errore ma non hanno messo nulla di loro, cercavano solo l'occasione da sfruttare. Ma noi sapevamo che avrebbero avuto questo atteggiamento.

Parole forti, pronunciate al termine di una partita durante la quale i padroni di casa hanno provato con continuità a scardinare le difese ospiti. Ma gli Xeneizes non ci stanno, ribattendo alle accuse di Armani con le parole del difensore José Izquierdoz:

Loro possono pensare quello che vogliono ma noi nelle ultime 10 partite abbiamo subito un solo gol. Qualche merito lo ha anche Andrada, certo, ma se vogliono la prossima volta possiamo giocare senza portiere per facilitarli.

E una prossima volta ci sarà a breve, visto che a ottobre le due squadre si ritroveranno contro nelle semifinali di Libertadores. A tal proposito, visti anche gli ultimi fatti di cronaca legati al Superclasico, Gallardo ha provato a spegnere le polemiche:

Il Boca ha giocato sulla difensiva perché è una squadra che ci rispetta, ma tra un mese sarà tutta un'altra storia. Piuttosto, noi dobbiamo analizzare il fatto di non essere riusciti a segnare nonostante le occasioni create. Dobbiamo fare di più: è stata una buona prova ma senza gol, una cosa che non ci possiamo permettere.

La partita di De Rossi: 70 minuti di quantità per scacciare le polemiche

Grosso del merito va comunque all'impostazione data da Alfaro ai suoi. Il tecnico del Boca Juniors ha mandato in campo un 4-4-2 molto organizzato, improntato principalmente sui raddoppi e sulle ripartenze laterali, con linee strette in fase di non possesso e interventi mirati a spezzettare il gioco. Il River Plate è una squadra che tende a sfidarti sulle fasce, che l'ex allenatore dell'Arsenal ha rinforzato piazzando il giovane Nicolas Capaldo a-la-Nandez come laterale adattato e Alexis Mac Allister come finto esterno sull'out opposto, andando a intasare tutte le zone nelle quali i Millonarios avevano intenzione di guerreggiare.

In tutto ciò spicca la partita di Daniele De Rossi: a poche ore dalla fine del "suo" derby, quello di Roma, il mediano classe 1983 ha fatto il suo debutto ufficiale in un Superclasico giocando 70 minuti di discreto livello. Piazzato da spartiacque davanti alla difesa, in costruzione si è occupato di spalleggiare Marcone, mentre nei momenti di maggior pressione avversaria è scalato qualche metro più indietro quasi in mezzo ai centrali, un meccanismo molto usato in Sudamerica e riconducibile alla famosa salida lavolpiana. Poi, a 20 minuti dalla fine della partita, ha lasciato il posto a Emanuel Reynoso, permettendo ad Alfaro di accentrare nuovamente Capaldo e passare al 4-2-3-1.

Poco prima, De Rossi si era reso protagonista di un simpatico siparietto con Enzo Perez, col quale si è intrattenuto per qualche attimo in uno dei pochi momenti di stanca della partita. I due si sono scambiati qualche parola e hanno riso assieme, ma nemmeno i media argentini hanno saputo svelare l'arcano. In ogni caso, sono state spente una volta per tutte le tante polemiche dilagate in settimana in seguito alle dichiarazioni di una vecchia gloria del River come Beto Alonso, che aveva definito De Rossi un "picapiedra" (letteralmente uno spaccapietra, termine usato per definire un calciatore che sa solo picchiare). Daniele, contrariamente a quattro suoi compagni, non è stato nemmeno ammonito, sfruttando la sua grande esperienza per gestire gli attimi più concitati del match, macchiati da diverse sviste arbitrali. Ma questa è un'altra storia, di quelle che si ripetono a ogni Superclasico. E, tra un mese, si replica.

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