De Ligt: "Sarri mi aveva avvisato: in panchina per un mese"

Colpo di mercato della Juventus, il giovane difensore prelevato dall'Ajax racconta al quotidiano olandese il suo impatto con l'Italia e la Serie A e le sue aspettative per il presente e per il futuro.

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Il brutto infortunio capitato a Giorgio Chellini gli ha consegnato prima del tempo una maglia da titolare: dopo i 90 minuti trascorsi in panchina a Parma nell'esordio stagionale della Juventus, Matthijs de Ligt farà il suo esordio in Serie A questa sera contro il Napoli. Una gara importante, che se certo non può valere lo Scudetto, con settembre che si appresta a cominciare, resta comunque una gara importantissima e che a livello mentale può significare molto per entrambe le squadre.

Titolare subito a causa dell'infortunio di capitan Chiellini, vero: ma sul fatto che Matthijs de Ligt sarebbe stato uno dei protagonisti della stagione juventina appena cominciata nessuno aveva dubbi. Capitano dell'Ajax capace di vincere Eredivisie, Coppa d'Olanda e di sfiorare la finale di Champions League, punto fermo dell'Olanda arrivata all'ultimo atto della UEFA Nations League, il giovanissimo difensore - ha compiuto vent'anni il 12 agosto ma è già considerato un top player, il colpo di mercato estivo della Juventus.

E allora perché partire dalla panchina? A raccontarlo è lo stesso De Ligt al quotidiano olandese De Telegraaf: perché era previsto, perché questo era il piano stilato insieme a Maurizio Sarri, perché serve tempo per capire a fondo il calcio italiano e perché in fondo è anche giusto così se davanti hai due campioni come Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini - l'intervista è stata fatta prima dell'infortunio occorso al capitano bianconero.

Matthijs de Ligt
Giovanissimo capitano dell'Ajax capace di vincere Eredivisie e Coppa d'Olanda e di sfiorare la finale di Champions League, Matthijs de Ligt si è trasferito in estate alla Juventus.

De Ligt vuole prendersi la Juve: "Posso migliorare ancora"

Dopo aver bruciato le tappe in modo impressionante Matthijs de Ligt può anche concedersi il lusso di sollevare per un momento il piede dal pedale, aspettare, guardare e imparare da alcuni dei più forti specialisti nel ruolo. Non è certo mancanza di ambizione, semmai l'umiltà che gli permette di misurare le sfide e quel senso di squadra, di far parte di un gruppo, imparato all'Ajax di cui non a caso è stato capitano quando era poco più che maggiorenne e alla sua seconda stagione da professionista.

Mi sorprendono le critiche che leggo sul fatto che non gioco, è normale che un ragazzo che si è appena trasferito in uno dei più importanti club d'Europa non reciti da subito un ruolo da protagonista. Prima di trasferirmi qui ho parlato a lungo con Sarri, mi ha detto cosa si aspettava da me e mi ha anche avvertito che il primo mese sarebbe stato duro e importante per me, una cosa che vale per ogni difensore che si trova a lavorare con lui. 

La sovrabbondanza di reparto - prima dell'infortunio di Chiellini erano cinque i centrali bianconeri - non spaventa comunque De Ligt, che è comunque convinto delle sue grandi qualità.

Giorno dopo giorno le cose migliorano, mi sento più forte e in forma. Dobbiamo disputare tante competizioni importanti, è un bene avere cinque ottimi difensori. Io devo soltanto pensare a me stesso e chiedermi ogni giorno se sono stato capace di fare il massimo. Gli allenamenti sono molto intensi, diversi da quelli che facevo all'Ajax: l'attenzione è posta particolarmente sulla coordinazione tra i reparti, devi sempre guardare i tuoi compagni, la coesione è fondamentale. Questo mi aiuta nella mia crescita come calciatore, mi rende più completo. Il modo di intendere la difesa da parte di Sarri non è molto diverso dallo stile praticato in Olanda, da me vuole quello che ho sempre fatto all'Ajax.

Nonostante sia stato uno dei protagonisti assoluti dell'ultima stagone, Matthijs de Ligt non ha fretta e si prende il suo tempo, cercando di imparare e di conoscere l'Italia e Torino insieme alla fidanzata Anneke. 

Recentemente abbiamo fatto un viaggio nelle montagne qui intorno e abbiamo visitato tre paesini, mi hanno detto che in tutto sono un centinaio per cui dovremo tornarci. Anneke studia l'italiano tre ore al giorno per cinque giorni alla settimana, io un'ora e mezzo: lei è la mia ragazza e anche la mia migliore amica, mi dona pace e stabilità, vogliamo entrambi adattarci il prima possibile all'Italia. 

De Ligt lascia infine intendere che è ben lontano dal raggiungere il suo massimo potenziale e che questo percorso potrà essere completato a Torino.

Le visite mediche quando sono arrivato sono durate un'ora e mezzo, c'è attenzione per ogni dettaglio. Mi hanno mostrato con un macchinario che non sono ancora al massimo, mi ha affascinato e motivato perché adesso so che il duro lavoro sarà premiato. Allenarsi con giocatori come Cristiano Ronaldo e gli altri big aiuta, sono insegnanti perfetti, ti spiegano come avere cura del tuo corpo: grazie ai loro consigli e alle sessioni di allenamento è soltanto una questione di tempo prima che io raggiunga il 100%. 

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