Champions League, l'analisi del girone del Napoli: stavolta si può fare

I partenopei sono stati inseriti nel gruppo con il Liverpool campione d'Europa, il Salisburgo e il Genk: squadre insidiose ma piene di giovani senza esperienza.

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Un girone all'apparenza agevole, ma attenzione a sottovalutarlo. Il Napoli questa volta può raggiungere gli ottavi di Champions League. Non è la favorita per la vittoria del Gruppo E, ma per la qualificazione sì. Anzi, se la squadra di Ancelotti non dovesse arrivare fra le prime due sarebbe un fallimento, una delusione, perché mai fra i partenopei e le avversarie di terza e quarta fascia c'era così tanta differenza tecnica.

Nella passata stagione il Napoli se l'è dovuta vedere con Liverpool, PSG e Stella Rossa. Due anni fa con Manchester City, Shakthar Donetsk e Feyenoord (ucraini e olandesi non erano squadroni ma comunque club con una certa esperienza). Nel 2013 il Napoli venne eliminato dalla Champions League pur avendo totalizzato 12 punti in un girone con Arsenal, Borussia Dortmund e Marsiglia. Questa volta c'è meno equilibrio.

La squadra di Ancelotti non è la favorita del gruppo E, perché il Liverpool campione d'Europa in carica è indubbiamente più forte, ma i partenopei hanno dimostrato l'anno scorso di potersela giocare con i Reds. Le altre due squadre inserite nel raggruppamento sono però nettamente inferiori: Salisburgo e Genk.

Il Napoli è stato inserito nel gruppo E di Champions League
Il Napoli è stato inserito nel gruppo E di Champions League

Champions League, l'analisi del girone del Napoli: il Liverpool

Con Klopp il Liverpool rende al massimo: l'anno scorso ha sfiorato la vittoria in Premier League con 97 punti, ha vinto la Champions League e, in questa stagione, è ancora a punteggio pieno in campionato (3 vittorie su 3) e ha trionfato in Supercoppa europea. Sul mercato la scelta è stata quella di confermare la squadra della passata stagione, proprio per puntare sulla continuità e per confermare la fiducia a tecnico e rosa. L'anno scorso però il Napoli ha sfiorato il colpaccio ad Anfield (grande parata di Alisson su Milik a una manciata di secondi dalla fine). I Reds sono favoriti, ma nella singola partita il Napoli può giocarsela. Difficile indicare un giocatore che sia più pericoloso degli altri, ma Salah, in questi anni, ha dimostrato di essere perfetto nel ruolo di finalizzatore. Nella sua prima stagione con i Reds ha realizzato 44 gol complessivi, alla seconda è calato fino a quota 27, segnando però il gol dell'1-0 nella finale con il Tottenham. In questa edizione della Premier ha già segnato 3 reti in 3 partite. Arginato lui, il Liverpool segna con più difficoltà. Ma è superfluo dire che non si possono snobbare Mané e Firmino...

Così in campo: (4-3-3) Alisson; A.Arnold, Matip Van Dijk, Robertson; Henderson, Fabinho, Wijnaldum; Salah, Firmino, Mané. All. Klopp.

Salah è il punto di riferimento offensivo del Liverpool
Salah è il punto di riferimento offensivo del Liverpool

Champions League, il Salisburgo: una squadra rivoluzionata

Anche contro il Salisburgo, proprio come contro il Liverpool, il Napoli ha giocato nella passata stagione europea. I partenopei hanno eliminato gli austriaci agli ottavi di Europa League vincendo 3-0 all'andata e perdendo 3-1 al ritorno. Il Salisburgo però, a differenza del Liverpool, rispetto a un anno fa è una squadra completamente diversa: sono stati ceduti Dabbur, Schlager, Lainer, Wolf e Samassékou. È cambiato anche l'allenatore: da Rose (passato al Borussia Moenchengladbach) a Marsch, arrivato dalla società gemella di New York. Un tecnico meno offensivo, più attento alla fase difensiva. La squadra è più bilanciata tatticamente, meno spavalda. Servirà però un po' di tempo per ritrovare gli automatismi che hanno portato il Salisburgo a incantare in Europa. Attenzione però a sottovalutare la squadra: per quanto inesperta è piena di talenti interessanti. Il più promettente è senza dubbio Szoboszlai, centrocampista cercato per tutta l'estate da diversi top club europei (era sul famoso pizzino dimenticato al ristorante da Paratici poco meno di un anno fa). Ha deciso di rimanere per giocare la Champions League da protagonista e crescere ancora.

Così in campo: (4-4-2) Stankovic; Farkas, Ramalho, Onguene, Ulmer; Minamino, Szoboszlai, Junuzovic, Okugawa; Haland, Daka. All. Marsch.

Champions League, il Genk: talento e imprevedibilità

Sono anni che il Genk sta costruendo bene. Trova giovani promettenti che lancia e rivende a cifre altissime (per la media del campionato belga). Da Koulibaly a De Bruyne fino a Courtois, sono tanti i giocatori partiti da Genk. L'anno scorso il club ha dominato il campionato belga vincendo sia la fase a girone che poi i play off. Prima della passata stagione si era laureato campione di Belgio solo in tre occasioni. Segno che la squadra sta crescendo. Nelle prime 5 giornate del campionato attuale ha però un po' stentato (3 vittorie e 2 pareggi). Segno che mantenere il livello alto non è semplice, ma nella singola partita il Genk può essere una buccia di banana pericolosa. Il giocatore più interessante attualmente in rosa è Berge, centrocampista classe 1998. Per fisico e interpretazione del ruolo ricorda il laziale Milinkovic, esploso proprio col Genk. In Champions League può mettersi in vetrina.

Così in campo: (4-3-3) Vukovic; Maehle, Cuesta, Dewaest, Uronen; Heynen, Berge, Piotrowski; Ito, Samatta, Nygren. All: Mazzu.

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