Inter, Sanchez e Biraghi forze fresche: Conte studia come sfruttarli

Il tecnico leccese saluta i due nuovi arrivi e pensa a un loro impiego già a Cagliari. Il cileno esalta i tifosi e Zamorano garantisce: "Dà il meglio quando si sente amato".

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Ci sono voluti quasi 3mila giorni ma alla fine il momento è arrivato: a circa 8 anni dalla sua ultima partita in Serie A, Alexis Sanchez torna in Italia. Lo fa dalla porta principale, sposando l'ambizioso progetto dell'Inter di Steven Zhang. La voglia di emergere e di avvicinare, seppure a piccoli passi la Juventus, ha portato la proprietà cinese a fare investimenti importanti sul mercato estivo. Soprattutto davanti, dove - oltre alla conferma di Lautaro Martinez - è stato preso Romelu Lukaku. Poi, vista (quasi) consensuale separazione da Mauro Icardi e il voltafaccia di Edin Dzeko, ecco che i nerazzurri hanno deciso di virare secchi sul cileno.

La giornata di mercoledì è stata lo spartiacque decisivo: il suo arrivo a Milano ha scandito l'inizio di una giornata passata tra visite mediche di rito, ottenimento di documenti vari e, infine, prima delle firme arrivate in serata c'è stato spazio anche per un piccolo abbraccio con i tifosi. Solo un assaggio di quello che, dopo la sosta, potrebbe essere San siro: l'impianto milanese ha già avuto modo di mostrare tutta la sua emozione in occasione dell'esordio contro il Lecce, quando dall'inizio alla fine ha acclamato Lukaku come se di fronte ci fosse il nuovo salvatore della patria. Lo stesso accadrà probabilmente con Sanchez, che fisicamente sta bene e potrebbe già essere convocato da Conte per la trasferta di Cagliari.

Lo stesso allenatore nerazzurro avrebbe fretta di capire anche quando si chiuderà l'altro affare in entrata, quello che prevede l'arrivo - o, per meglio dire, il ritorno - di Cristiano Biraghi. Figlio della Primavera interista, ha girovagato per l'Italia prima di imporsi con la maglia della Fiorentina, dalla quale è andato via in cambio del cartellino del brasiliano Dalbert. Se per Sanchez ci si è accordati su un prestito gratuito con ingaggio solo minimamente pagato dall'Inter, il laterale sinistro si è legato al club con un quinquennale da 2 milioni netti a stagione, qualora Marotta decidesse - l'estate prossima - di riscattarlo per 12 milioni di euro. Sia Sanchez che Biraghi sono due pedine fondamentali per l'idea di calcio di Conte.

Inter Sanchez Biraghi
Cristiano Biraghi in azione con la Fiorentina: il laterale sinistro ha trovato l'accordo con l'Inter firmando un quinquennale a 2 milioni netti a stagione

Arrivano Biraghi e Sanchez: Conte studia la nuova Inter

L'ex ct azzurro ha sempre detto di volere a propria disposizione gente motivata, in grado di allungare le rotazioni sia dal punto di vista qualitativo che numerico. Detto, fatto: nonostante qualche complicazione sorta nel momento in cui andavano piazzati gli esuberi, la dirigenza pare averlo accontentato. E, se si presenterà un'ulteriore occasione, verrà fatto ancora qualcosa a centrocampo. Nel frattempo sarà molto importante capire come i due volti nuovi verranno inseriti nello scacchiere tattico cucito dal tecnico attorno alla squadra. Biraghi sembra il profilo giusto per interpretare il ruolo di quinto a sinistra, entrando in competizione con Asamoah. Il ghanese, sebbene sia uno dei giocatori più affidabili in rosa, non ha più nelle gambe la forza di affrontare un'intera stagione da titolare.

Dando per scontato che Dalbert e Dimarco non hanno mai offerto le adeguate garanzie, ecco che il classe 1992 originario di Cernusco sul Naviglio diventa un'opzione molto importante per la fascia laterale mancina. Inoltre, è curioso notare come l'Inter stia man mano fortemente rimpolpando la colonia di italiani in rosa, cosa storicamente abbastanza inusuale per la società nerazzurra. Biraghi è un laterale completo, il cui livello di fase difensiva supera quello di fase offensiva, rendendolo un calciatore particolarmente equilibrato. Negli ultimi anni però è migliorato molto anche quando è chiamato a spingere. Con i viola non ci ha messo molto a diventare una pedina insostituibile, conquistandosi anche la meritata chiamata in Nazionale.

L'intesa con Lukaku e l'incoronazione di Zamorano: "Giocatore straordinario, lo ameranno"

A rubargli la scena però è inevitabilmente Alexis Sanchez. Erano da anni che l'Inter non perfezionava un colpo del genere, andando ad aggiungere al suo attacco - in un colpo solo - versatilità, rapidità e un discreto feeling per il gol. Il cileno arriva da un anno e mezzo abbastanza travagliato, ma in Copa America ha dimostrato di poter fare ancora la differenza. Inoltre, a Milano reincrocierà il proprio destino con quello di Lukaku, col quale aveva instaurato un buonissimo rapporto in Inghilterra, dentro e fuori dal campo. I due sono stati impiegati insieme 37 volte con un bilancio di 22 gol e 14 assist reciproci, un bottino niente male se consideriamo i problemi di ambientamento del cileno.

Che, come si diceva, può fare veramente tutto: nel 3-5-2 di Conte probabilmente agirà da seconda punta, spaziando dietro al belga o andando a comporre una coppia più "leggera" con Lautaro Martinez. Sulla carta dovrebbe associarsi al meglio con entrambi, visto che in passato - durante le sue esperienze a Udine e all'Arsenal - è stato spesso schierato come prima punta. Un centravanti atipico, certo, che però ha un discreto fiuto per il gol. Inoltre, qualora l'Inter dovesse varare altri moduli durante la stagione, difficilmente Sanchez avrà dei problemi a ritagliarsi uno spazio. Lo conferma anche Ivan Zamorano, suo connazionale e grande ex nerazzurro:

Può fare tutto: nel Cile gioca di fianco a Edu Vargas ma sa muoversi anche da falso nueve o da centravanti. Il suo punto forte sono gli inserimenti: più si allontana dalla porta e più diventa pericoloso. Tutti lo adorano e lui dà il meglio quando si sente in vetrina. Cosa gli dirò? Che quando arrivi all'Inter non sei solo un giocatore, ma diventi interista.

Parole tanto forti quanto sentita, che arrivano dirette da uno dei centravanti più forti dell'epoca recente nerazzurra. Sanchez sarebbe contento di ripercorrerne anche solo un minimo di carriera, ma per farlo bisognerà lavorare duro e mettersi a completa disposizione di Conte. Che, a sua volta, non vede l'ora di poterlo mandare in campo. L'intesa con Lukaku è già affinata e questo non farà che accellerare le operazioni di inserimento. Poi, come, sempre, sarà il campo a dare il verdetto finale.

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