Champions League sempre più ricca: crescono i ricavi, l'Italia sorride

La cosiddetta formula "4x4" ha permesso ai club italiani di aumentare i fatturati azzerando i rischi di investimento. Juventus big d'Europa, "prima" per l'Atalanta.

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Juventus, Napoli, Inter e Atalanta. Giovedì, alle ore 18, le quattro rappresentanti italiane conosceranno finalmente il loro destino in Champions League. La riforma varata un paio di stagioni fa ha permesso all'Italia di riportare quattro compagini alla fase a gruppi della più importante manifestazione mondiale per club. A stabilire questo primato, portato principalmente dal blasone e dal fascino delle squadre che vi partecipano, anno dopo anno sta contribuendo in maniera sensibile anche il fattore economico. Non è infatti un mistero che partecipare a questo torneo porti benefici non solo sportivi: infatti, come testimoniato dalle ultime rilevazioni, confrontarsi con il meglio del calcio mondiale permette ai club di far respirare le proprie casse.

Non è una caso che la Champions League sia stata spesso fatta oggetto di riforme: chi vuole il posto assicurato si scontra con chi chiede equità e la possibilità di emergere in un sistema che, edizione dopo edizione, si sta sempre più chiudendo a riccio su sé stesso. Dal 2024 ci sarà la grande riforma tanto discussa in questi mesi, con l'ECA e la UEFA che più volte si sono sedute a tavolino per limare i dettagli di quella che, a tutti gli effetti, sarà una competizione totalmente rinnovata. Non mancano ovviamente le voci fuori dal coro, in primis - per l'Italia - quella del presidente del Torino Urbano Cairo, che si è più volte espresso contro questo tipo di rivoluzione.

Difficile però fermare il progresso. Chi ha soldi è intenzionato a incassarne sempre di più e, guarda caso, l'indotto economico che la UEFA è stata capace di creare attorno a questo torneo fa gola a tutti. Pensiamo per esempio alla Juventus: negli ultimi quattro anni i bianconeri si sono spinti due volte fino alla finale, poi persa rispettivamente contro Barcellona e Real Madrid, ma è il quarto di finale contro l'Ajax la partita che più di tutte ha permesso alla Juventus di festeggiare. Un paradosso, si dirà, ed effettivamente parrebbe proprio così, ma se da una parte il risultato sportivo - leggasi eliminazione - non può che indispettire i tifosi della Vecchia Signora, dall'altra spingersi fino a quel punto ha permesso alla Juventus di puntellare ulteriormente verso l'alto il proprio fatturato.

Champions League ricavi Serie A Juventus
L'Ajax festeggia il passaggio del turno sulla Juventus, avvenuto durante i quarti di finale della scorsa edizione di Champions League: i bianconeri, eliminati sul campo, hanno festeggiato con 94 milioni di euro come ricavi

Champions League, quanto conta partecipare: l'impero economico della Juventus

Con i 94 milioni di euro circa della scorsa edizione, la Juventus ha portato a 450 milioni i ricavi del quinquennio della gestione tecnica marchiata Massimiliano Allegri. Cifre mostruose, soprattutto se comparate agli incassi degli altri club italiani: non è un caso infatti che la forbice in Serie A si sia allargata proprio negli ultimi anni, quando i bianconeri - parentesi Napoli a parte - non hanno mai trovato un rivale credibile sulla propria strada. Lo stesso discorso vale per le altre big d'Europa, dalle tre spagnole al Bayern Monaco, passando per le top d'Inghilterra e il PSG, che nel gruppo delle pretendenti intenzionate a sedersi al tavolo delle grandi rappresenta un po' la novità.

Nonostante i molti investimenti fatti dallo sceicco Al Khelaifi, per ora la compagine parigina non è ancora riuscita ad avere riscontri positivi in campo internazionale, ma in Ligue 1 ha scavato un fosso che difficilmente, almeno nel breve, qualcuno riuscirà a colmare. Tornando un attimo alla Juventus, i numeri da capogiro fatti registrare in questi anni hanno permesso al club di innestare un circolo virtuoso che ha portato non solo all'acquisto di Cristiano Ronaldo, ma anche all'ascesa inarrestabile di un'azienda che - in fatto di ricavi - dalla stagione 1992/93 in poi ha fatto peggio solo di Real Madrid, Barcellona e Bayern.

Diverso è il discorso da fare per le compagini inglesi: essendoci in Premier League una ripartizione dei diritti tv più equa e meno sbilanciata verso le big, la lotta al titolo è più livellata rispetto a quella che siamo abituati a vedere negli altri quattro top campionati continentali, ma contestualmente va anche rimarcato come - in ogni caso - siano le squadre più ricche a scalare le classifiche dei fatturati. Infatti, se prendiamo come esempio la vittoria estemporanea del Leicester, notiamo come le Foxes abbiano sì approfittato della comparsata in Champions League per assestarsi nella massima serie inglese, senza però riuscire minimamente a ripetersi.

Guadagni stimati per le italiane: buon tesoretto per l'Atalanta

Partecipare alla fase a gruppi di Champions League è fondamentale per progettare la propria crescita sportiva. Lo spettacolo è assicurato e i ricavi garantiti, visto che il prodotto è venduto in tutto il mondo e gli sponsor fanno a gara per accaparrarsi anche solo dieci secondi di pubblicità durante i match. Se poi si riesce a centrare anche la qualificazione agli ottavi di finale, ecco che lo spettacolo è garantito: già dall'inizio della seconda fase si possono vedere partite tra cosiddette big, il che porta a rinsaldare quel circolo virtuoso menzionato in precedenza. In questo triennio, che finisce nel 2021, il montepremi annuo distribuito alle 32 squadre ha toccato gli 1,95 miliardi di euro, circa il 60% del fatturato totale (3,3 miliardi).

Chi vince mette nelle casse oltre 100 milioni, ma anche chi si ferma prima - esplicativo in tal senso è l'esempio della Juventus - ha di che essere soddisfatto. La scorsa edizione non è andata malissimo nemmeno alle altre italiane: la Roma, fermatasi agli ottavi di finale contro il Porto, ha incassato tra i 56 e i 57 milioni di euro, mentre il Napoli e l'Inter - entrambe eliminate alla fase a gruppi - hanno rispettivamente superato e sforato quota 50 milioni di euro.

Quest'anno al posto della Roma ci sarà l'Atalanta, le cui entrate stimate tra fisso, ranking storico e un minimo di marketpool, toccano già oggi una base di circa 23 milioni di euro. Le altre, proprio grazie al ranking storico (rimpolpato da molte partecipazioni consecutive) si assesteranno su cifre più alte: la Juventus toccherà quota 60 milioni di euro, il Napoli dovrebbe superare i 40 e l'Inter avvicinarcisi in maniera decisa. Per questo essere sicuri di portare quattro squadre alla fase a gironi dà vita a una competizione spietata: la differenza con una qualificazione all'Europa League è abissale e, in certi casi, permette ad alcune società di accedervi rinforzandosi in maniera mirata, visto che concretamente basta arrivare nelle prime quattro posizioni per entrare in un processo di crescita al quale nessuno vuole comprensibilmente rinunciare.

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