Calciomercato, scambio Icardi-Dybala: perché si può fare e perché no

Numerose le ragioni che potrebbero portare allo scambio tra Inter e Juventus, motivazioni tecniche, ambientali ed economiche. Tuttavia la strada continua a restare in salita a causa delle tensioni tra i due club.

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Il colpo più chiacchierato di tutto il calciomercato italiano potrebbe davvero diventare realtà nel giro di pochi giorni, cambiando in modo sostanziale gli equilibri della Serie A: Inter e Juventus potrebbero davvero decidere, con la chiusura delle trattative ormai alle porte, di scambiarsi i cartellini di Mauro Icardi e Paulo Dybala, due dei migliori attaccanti in circolazione che pure oggi come oggi sono come dei separati in casa con i rispettivi club.

Entrambi argentini, entrambi classe 1993 (Maurito è di febbraio, Paulo di novembre) ed entrambi dotati di qualità importanti seppur differenti tra loro, Icardi e Dybala sono reduci da una stagione da dimenticare e da un'estate in cui hanno tentato invano di convincere il proprio allenatore.

Il nerazzurro non è mai stato nei piani di Conte anche per via di ferme indicazioni da parte della società, il bianconero invece avrebbe anche potuto convincere Sarri, ma la necessità di fare cassa da parte del club ha finito per portarlo a essere il pezzo pregiato del calciomercato in uscita.

Paulo Dybala

Calciomercato, tutti i motivi per cui lo scambio Dybala-Icardi conviene a Inter e Juventus

Lo scambio conviene a tutte le parti interessate per la mancanza di vere alternative e per ragioni tecniche, ambientali e di bilancio. Soprattutto per queste ultime, come spiegato nei giorni scorsi sulle pagine de Il Sole 24 Ore dall'esperto di economia sportiva Marco Bellinazzo: spostare Dybala a Milano e Icardi a Torino farebbe bene tanto all'Inter quanto alla Juventus.

Paulo Dybala e Mauro Icardi

Le ragioni economiche

Il mercato estivo della Juventus ha portato alla corte di Maurizio Sarri numerosi giocatori di spessore, fondamentali per rinnovare una squadra in parte logora, bisognosa di adattarsi alla filosofia del nuovo tecnico - decisamente diversa da quella del predecessore Massimiliano Allegri - e per tentare con ancora maggiore convinzione l'assalto a quella Champions League che ormai da tempo è l'obiettivo principale del club bianconero.

Tutto ciò ha ovviamente avuto un costo, non elevatissimo dal punto di vista delle spese - gli 85 milioni spesi per Matthijs de Ligt e i 18 sborsati al Sassuolo per Demiral sono stati bilanciati dagli arrivi a zero di Ramsey e Rabiot - ma non bilanciato da un mercato in uscita deludente: la Juventus fino a oggi non è riuscita a piazzare i numerosi esuberi in rosa, da Higuain a Matuidi passando per Rugani, Khedira e Mandzukic. 

Per questo Paulo Dybala è finito sul mercato: la Joya, reduce da una stagione deludente agli ordini di Allegri, continua ad essere considerato un calciatore importante ma allo stesso tempo è diventato sacrificabile in nome del bilancio. Come spiega Bellinazzo, alla voce "costo del lavoro" la Juventus segna una spesa annua pari a circa 500 milioni, conseguenza del grande numero di top player presenti in rosa e titolari di contratti pesantissimi dal punto di vista dell'ingaggio.

Cristiano Ronaldo ma non solo: per convincerlo a sposare la causa bianconera, Paratici ha offerto a De Ligt un contratto da giocatore di prima fascia e lo stesso è stato fatto con Rabiot e Ramsey, che sono arrivati a costo zero ma avranno un peso non indifferente sulle casse del club. A questi bisoogna aggiungere gli stipendi di Higuain, Dybala, Pjanic, Douglas Costa e Emre Can, tutti superiori ai 5 milioni annui, e quelli degli esuberi che ancora non hanno trovato sistemazione.

Sommando circa 120 milioni di costi operativi viene fuori una spesa difficilmente sostenibile nel medio-lungo periodo dal club bianconero, che pur essendo cresciuto economicamente dovrebbe raggiungere nel corso di questa stagione - è sempre Bellinazzo a raccontarlo - ricavi operativi pari a circa 500 milioni al netto delle plusvalenze. Per questo motivo è importante cedere un pezzo pregiato come Dybala e farlo entro la chiusura del calciomercato estivo.

Discorso simile per l'Inter, che è uscita dal regime di settlement agreement imposto dalla UEFA per il fair play finanziario ma deve costantemente monitorare spese e ricavi per non incappare in future sanzioni: cedere Icardi con una valutazione pari a circa 75 milioni di euro porterebbe una plusvalenza impressionante nelle casse nerazzurre, che acquistò l'argentino nel 2013 dalla Sampdoria per appena 13 milioni.

Le ragioni tecniche e ambientali

Escludendo le importantissime questioni economiche, vero motivo per cui uno scambio che i due club inizialmente hanno rifiutato potrebbe andare invece in porto, ci sono anche ragioni tecniche e ambientali per cui Inter e Juventus potrebbero trarre giovamento dalla buona riuscita dell'affare. I bianconeri cercano un centravanti vero, forte e affidabile, i nerazzurri una seconda punta di qualità da affiancare a Romelu Lukaku.

Vero è che i nerazzurri hanno appena chiuso per Alexis Sanchez, che arriverà in prestito secco dal Manchester United, così come è vero del resto che nella Juventus gioca come centravanti un certo Gonzalo Higuain, recordman assoluto di gol in una stagione di Serie A e che sotto la guida del mentore Sarri potrebbe tornare a fare sfracelli nelle aree di rigore avversarie. Bisogna però considerare che né il cileno né il Pipita, a oggi, offrono le necessarie garanzie per due club che puntano al massimo in Italia e in Europa.

Allontanato - sempre per ragioni di bilancio - all'indomani dell'arrivo di Cristiano Ronaldo, Higuain si è perso la scorsa stagione tra due fallimentari prestiti al Milan e al Chelsea e anche prima non era mai sembrato in bianconero l'uomo capace di fare la differenza a livello continentale. Discorso simile per Sanchez, che ha ampiamente deluso nei 18 mesi trascorsi al Manchester United, che lo aveva prelevato a peso d'oro dall'Arsenal e che se ne è liberato con una facilità addirittura sospetta.

Paulo Dybala
Alla Juventus dal 2015, Paulo Dybala ha giocato in bianconero 182 partite andando a segno in 78 occasioni.

Detto che la situazione di Icardi, da mesi vero e proprio corpo estraneo all'Inter, è nota, anche quella di Dybala alla Juventus rischia di destabilizzare non poco l'ambiente: deluso dall'essere stato messo sul mercato, il numero 10 bianconero difficilmente potrà trovare spazio se al termine del mercato sarà ancora agli ordini di Sarri. I due argentini, pur avendo qualità indiscusse, sono veri e propri esuberi nei rispettivi club e potrebbero invece essere valori aggiunti scambiandosi la maglia. 

Oltretutto, al momento sembra che non esistano piste alternative: Dybala piaceva al PSG, che però prima deve risolvere la questione Neymar e che comunque non attira più di tanto il giocatore, che vuole restare nel calcio che conta. Potrebbe anche finire al Napoli, che lo avrebbe considerato come obiettivo alternativo proprio a Icardi: il quale continua il braccio di ferro con l'Inter rifiutando qualsiasi destinazione pure a costo di dover trascorrere un anno intero tra panchina e tribuna. 

Mauro Icardi
Nelle 12 occasioni in cui ha giocato contro la Juventus Mauro Icardi ha segnato complessivamente 8 gol.

I motivi del no

Perché non chiudere allora un affare che converrebbe a tutti? Uno scambio Dybala-Icardi, con la valutazione di entrambi i giocatori fissata sui 75-80 milioni di euro, permetterebbe tanto all'Inter quanto alla Juventus di generare una plusvalenza importantissima a livello di bilancio e di aggiungere al proprio arsenale un giocatore forte e funzionale al progetto. Numeri alla mano gli argentini si equivalgono per età e qualità complessive, pur giostrando in posizioni diverse del campo.

Il motivo è presto detto e risale ai rapporti decisamente animati tra i due club, che risalgono ai tempi di Calciopoli e non si sono mai distesi, e tra quelli altrettanto tesi tra i due rispettivi uomini-mercato, il ds bianconero Fabio Paratici e l'ad nerazzurro Beppe Marotta. Dopo aver lavorato a lungo insieme e con ottimi risultati, rilanciando la Juventus tra le grandi d'Italia e d'Europa, i due si sono separati polemicamente un anno fa all'indomani del "trasferimento del secolo" che ha portato Cristiano Ronaldo a Torino.

Fabio Paratici e Beppe Marotta
Dopo aver lavorato insieme alla Sampdoria e alla Juventus, rilanciando alla grande il club bianconero, Fabio Paratici e Beppe Marotta si sono lasciati tra le polemiche.

È stato allora che sono venute fuori le storie tese tra il maestro e l'ormai ex allievo, che ha preso il posto del mentore in bianconero. Un rapporto finito male che non poteva non avere ripercussioni anche sul lavoro e che nel caso del possibile scambio tra Icardi e Dybala rischia di bloccare tutto sul nascere. La Juventus infatti punta ormai da tempo Maurito ma intende prenderlo con il minimo sforzo, inserendo nell'affare magari Mandzukic ma non certo la Joya, che preferirebbe invece cedere all'estero.

Una strategia a cui l'Inter non intende piegarsi. L'intenzione del club è chiara da tempo, Icardi andrà a Torino soltanto se Dybala farà il percorso inverso, alternativamente alla Continassa possono mettersi l'animo in pace: se Maurito rifiuterà altre destinazioni resterà a guardare per un anno, anche a costo di un'importante perdita economica. La domanda da porsi, a meno di una settimana dalla chiusura del mercato, è questa: le questioni di principio trionferanno sulla logica? O sarà il contrario? A breve la risposta.

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