Brescia, Balotelli: "Non ho paura di fallire. Nazionale? Dipende da me"

Super Mario è entusiasta della scelta di tornare in Italia e racconta un retroscena sulla trattativa: "Quando l'ha saputo mia mamma, ha pianto. Mio papà era di qui...".

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Non ha bisogno di presentazioni, non lui, non lì. Mario Balotelli è tornato in Italia, ha deciso di sposare il progetto del Brescia neopromosso. Giocherà in quella che è la sua città, in quella che considera casa sua. Il presidente Massimo Cellino lo ha preso per creare entusiasmo (sono già 10mila gli abbonamenti venduti nel corso dell'estate), lui ha deciso di accettare la proposta per ritrovare un po' di serenità. L'affare insomma sembra essere tale per tutti.

L'operazione è stata resa possibile anche dal Decreto Crescita che agevola i club italiani nelle trattative per i giocatori azzurri provenienti dall'estero. Balotelli è un talento in fuga dall'Italia quando la Serie A si è ridimensionata, ora finalmente si sono verificate le condizioni per tornare.

A volerlo in Italia è stato anche Roberto Mancini, che sogna ancora di poterlo riportare in nazionale. Dipenderà ovviamente dalle prestazioni del nuovo numero 45 del Brescia, ma anche Mario punta con decisione all'Europeo, come confermato oggi nella conferenza stampa di presentazione.

Mancini mi ha fatto gli auguri per il compleanno. Voglio andare all'Europeo a fine anno. Ho scelto Brescia perché può darmi molto più delle altre squadre essendo la mia città. Io pure qui posso dare di più che altrove.

Mario Balotelli è stato presentato oggi come nuovo giocatore del Brescia
Mario Balotelli ai tempi del Marsiglia

Balotelli e la Nazionale: "Adesso dipende da me, prima invece..."

Troppo spesso Balotelli è stato vittima di insulti razziali. Non un caso che sia in Italia che in Europa Super Mario abbia sempre cercato di sensibilizzare le persone su tale tema. Dopo gli anni all'estero Balo ora proseguirà la propria battaglia in Italia, con la speranza però che non ci sia una vera guerra da combattere.

Mi auguro che non si ripetano episodi di razzismo come già accaduto in passato. Ma non posso cominciare pensando a questo.

Il presidente Cellino si è detto fiducioso del rendimento di Balotelli, che ha acquistato proprio per le sue doti tecniche e non per l'inevitabile effetto positivo che tale operazione ha sul marketing e sull'immagine del Brescia. Affinché Mario possa far bene però serve che non si creino aspettative esagerate intorno a lui. Per questo il presidente ha chiesto a giornalisti e piazza di aiutare il ragazzo a restare con i piedi per terra. E durante la conferenza di presentazione è emerso proprio il lato umano di Balotelli, contento di esser arrivato a Brescia anche per motivi di cuore:

A livello calcistico ho vissuto più all'estero che in Italia. Quando ho detto a mia mamma che c'era la possibilità di venire a giocare a Brescia si è messa a piangere, anche mio papà sarebbe stato felice. Aspetto il derby con l'Atalanta, che sono tanti anni che non c'era, ma sono importanti tutte le partite. Ho incontrato il presidente in Inghilterra e ne abbiamo parlato con Raiola. Per me non è stato difficile scegliere questa piazza. Sto bene, sono sereno, non penso che sia la mia ultima occasione. Non ho paura di fallire, voglio far crescere questa squadra.

A Sky Sport poi ha aggiunto: 

Sono veramente felice di essere al Brescia. C'è stata una trattativa col mio agente, me ne ha parlato e io sono stato subito entusiasta. Io ho subito detto sì e le cose sono andate avanti. Questa è una scelta di cuore. Mia mamma era commossa quando l'ha saputo. Avere il figlio che gioca nella città dov'è nato suo padre la rende felice. Avermi vicino dopo tanti anni per lei è bello. Qui a Brescia ho sempre ricevuto affetto, ma mai come in questi giorni. Io sono carico, voglio giocare. In Francia ho fatto bene. Spero di giocare a Brescia il più a lungo possibile. Peccato per la squalifica che devo scontare, ma la prendo come una cosa positiva per essere al 200% quando tornerò

Ancora sulla Nazionale:

Sono venuto a Brescia perché è la mia città, ma anche perché mi voglio riprendere la Nazionale, è chiaramente un mio obiettivo. Prima che arrivasse Mancini non dipendeva da me il ritorno in Nazionale, adesso dipende da me. So che che qui a Brescia c'è una squadra forte. Sono così forti che faranno essere più forte anche me. Io leader? Ci sono tanti tipi di leader, penso di esserlo sempre stato. Poi è ovvio che quando cresci hai più influenza su un gruppo, ancor di più se è giovane. Dal Nizza in poi mi è successo spesso di stare in un gruppo giovane. Penso però di esserlo sempre stato in un modo o nell'altro. Fuori magari si ha sempre un'altra idea, di un Balotelli matto. Ma se vi capitasse di chiedere informazioni su di me ai miei compagni di squadra, non troverete nessuno che mi odia

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