L'annuncio di David Blatt: "Ho la sclerosi, ma non mollerò mai"

Il coach statunitense, ex Treviso e ora all'Olympiacos, lo ha rivelato in un drammatico comunicato sul sito del club greco. Ha vinto un'Eurolega e ha allenato LeBron James.

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Con LeBron James il rapporto non fu dei migliori, soprattutto nel secondo anno alla guida dei Cleveland Cavaliers, ma ora David Blatt ha ben altri problemi per la testa e soprattutto ben altro nemico da combattere. L'annuncio della sclerosi multipla che lo ha colpito, una battaglia per la vita, è piombato nelle redazioni di tutto il mondo come un fulmine a ciel sereno e ha suscitato l'immediata e concorde solidarietà anche di tanti "nemici" sul campo.

Statunitense, col doppio passaporto israeliano, Blatt ha 60 anni e prima di diventare uno dei più famosi allenatori di basket del mondo, i parquet li ha calcati a lungo da giocatore. Nato a Boston nel 1959, ha giocato a Princeton ma a 22 anni si è trasferito in Israele dove ha militato in sei squadre diverse, anche se mai nel Maccabi Tel Aviv.

Era un basket diverso quello dei suoi tempi da giocatore, basti pensare che nei primi anni della sua carriera non esisteva nemmeno il tiro da 3 punti, introdotto a livello internazionale solo nel 1984. Ma lui, alto più di 1,90, fu un precursore dei playmaker moderni, così distanti dai "piccoletti" di una volta.

David Blatt Russia
David Blatt ha guidato per 6 anni la Nazionale della Russia

David Blatt rivela di essere malato di sclerosi

Ritiratosi nel 1993, intraprese la carriera di allenatore sempre in Israele, prima come vice e poi come head coach del Maccabi Tel Aviv fra il 2001 e il 2003. Seguirono poi alcune esperienze all'estero, prima a San Pietroburgo - cui abbinò la guida della Nazionale con la stella di David - e poi in Italia: in due anni sulla panchina della Benetton Treviso vinse 1 scudetto, l'ultimo dei veneti, 1 Supercoppa e 1 Coppa Italia. Fra il 2006 e il 2012 ha guidato la Nazionale della Russia senza però abbandonare le squadre di club: Efes Pilsen, Dinamo Mosca, Aris Salonicco e di nuovo il Maccabi Tel Aviv.

Nel 2014, alla guida del club israeliano dà un grosso dispiacere ai tifosi dell'Olimpia Milano, superando l'Armani nei quarti di Eurolega e andando, poi, a vincere a sorpresa la principale competizione continentale. Chiamato nella stagione successiva in NBA a guidare i Cavs di LeBron James, li porta dritti in finale, dove vengono sconfitti dai Warriors di Curry. Un rapporto complesso con LeBron, insieme a un'altra sonante sconfitta contro Golden State, gli costano l'esonero nel gennaio 2016. A luglio torna in Europa, prima al Daroussafaka e nell'ultima stagione all'Olympiakos Pireo. È di oggi il drammatico annuncio, una lettera, pubblicato sul sito del club greco:

Qualche mese fa mi è stata diagnosticata una sclerosi a placche progressiva primaria (PPMS). Si tratta di una malattia che ha forme diverse e si manifesta in diversi modi, attaccando il sistema immunitario e cambiando quindi la qualità della tua vita e la capacità di fare anche le cose più semplici ed elementari.

David Blatt LeBron James
David Blatt e LeBron James: un momento sereno in un rapporto difficile

Il piano di battaglia

Uno shock che il coach ammette senza remore, ma superata la prima fase di sconforto, spiega come ha deciso di reagire:

Mi sono rifatto alla mia filosofia di allenatore, basata su tre pilastri. 1. Qual è il problema? 2. Perché si è presentato? 3. Come posso risolverlo?

Appurato che il quesito numero 2 non ha risposta, Blatt ha constatato che il problema consiste principalmente in debolezza delle gambe e perdita di equilibrio ed è passato direttamente alla fase 3, quella del combattimento:

Non esistono cure, ma per fortuna non è mortale. Ci vuole coraggio, determinazione e la forza per non mollare mai. Ho quindi iniziato una serie di esercizi di ginnastica e nuoto per rinforzare la mia muscolatura e la sua flessibilità. Ho fatto un piano di battaglia, adattandomi alle nuove circostanze, imparando che cosa comporta questo male e trovando persone con cui condividere il problema e che possa aiutarmi, senza nascondermi. 

"Non mollerò mai"

David Blatt ha poi ringraziato la dirigenza e lo staff medico del club greco che gli permettono di combattere anche grazie al lavoro e ha chiarito che non mollerà mai:

Lamentarsi è solo uno spreco di energie, e visto che chiedo ai miei giocatori di essere sempre la miglior versione di loro stessi, non posso che fare altrettanto da parte mia. La mia condizione non è uno scherzo, ma c’è chi sta peggio di me. Devo essere d’esempio per tutti e continuare a vivere la mia vita nel miglior modo possibile e non mollare, non mollare mai.

L'esempio di Tabarez

Malattia diversa ma stessa forza d'animo che da anni mostra un altro grande della panchina - del calcio, stavolta - come Oscar Washington Tabarez che, colpito dalla sindrome di Guillain-Barré, una neuropatia degenerativa piuttosto invalidante, continua a guidare con fierezza e con ottimi risultati la Nazionale uruguaiana. A Blatt non possiamo che augurare con tutto il cuore vittorie ancora maggiori di quelle del Maestro e soprattutto, ciò che davvero conta, il successo in quella che oggi è la battaglia della sua vita.

Oscar Washington Tabarez
Oscar Washington Tabarez non ha mai smesso di lavorare, nonostante la neuropatia

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