Chelsea, settimana da incubo per Abraham: ma il futuro è dalla sua

Palo all'esordio in Premier contro il Manchester United, rigore fallito nella Supercoppa UEFA contro il Liverpool: lo sfortunato attaccante classe 1997 merita comunque fiducia e può prendersi i Blues.

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Che il calcio sia a volte una questione di dettagli, che le fortune e le sfortune di un calciatore a volte possano dipendere da pochi istanti, da centimetri, è cosa nota a tutti: l'ultimo ad aver imparato sulla propria pelle questa dura lezione è Tammy Abraham, attaccante che nel Chelsea indossa la maglia numero 9 e protagonista di un inizio di stagione che avrebbe potuto essere da sogno e invece è stato, fino a oggi, un vero e proprio incubo.

Prodotto delle giovanili dei Blues londinesi, reduce da un'annata trascorsa all'Aston Villa che lo ha visto mettere a segno 26 reti in 42 partite - playoff compresi - e trascinare i Villans alla promozione in Premier League, Abraham è tornato al Chelsea in estate per recitare, complice il blocco del mercato in entrata imposto al club di Abramovich dalla FIFA, un ruolo da protagonista nel club in cui è cresciuto.

Una fiducia confermata dal manager Frank Lampard, che al debutto in Premier League lo ha premiato con una maglia da titolare nella sfida persa 4-0 contro il Manchester United. Una gara che avrebbe potuto avere tutt'altra storia se dopo appena 4 minuti un tiro scoccato proprio da Abraham non si fosse infranto sul palo della porta difesa da De Gea, strozzando in gola l'urlo del giovane centravanti, protagonista in negativo tre giorni più tardi della finale di Supercoppa UEFA persa contro il Liverpool: il suo errore nella decisiva lotteria dei rigori ha consegnato il trofeo agli uomini di Klopp.

Tammy Abraham a terra
Dopo aver colpito un palo contro il Manchester United, Tammy Abraham ha fallito il rigore decisivo contro il Liverpool nella sfida valida per la Supercoppa UEFA.

Chelsea, il rigore sbagliato non cambia la fiducia di Lampard nei confronti di Abraham

Una settimana, o per meglio dire tre giorni, da incubo: se contro il Manchester United Frank Lampard aveva gettato Abraham immediatamente nella mischia, sostituendolo in corso d'opera con il ben più esperto Olivier Giroud, a Istanbul il tecnico dei Blues ha operato la scelta contraria. Partito con il francese, autore peraltro del gol del momentaneo vantaggio londinese, lo ha sostituito al 74esimo, sull'1-1, per lasciare spazio a quell'attaccante classe 1997 su cui nutre grande fiducia.

Una fiducia decisamente meritata: 22 anni il prossimo 2 ottobre, robusto fisicamente ma allo stesso tempo rapido e capace di svariare su tutto il fronte offensivo, Tammy Abraham si è imposto fin da giovanissimo all'attenzione del calcio inglese quando nella stagione 2016/2017 segnò la bellezza di 23 reti con la maglia del modesto Bristol City in seconda serie. Un exploit davvero importante per un ragazzo di appena vent'anni e alla sua prima esperienza come professionista.

Fallito l'esame Premier League con un prestito allo Swansea poco fortunato - dove comunque arrivarono 8 gol - l'attaccante, nato a Londra da padre nigeriano e madre inglese, si è ampiamente rifatto scendendo un'altra volta in Championship e trascinando il glorioso Aston Villa alla promozione a suon di gol. Estremamente dotato nel gioco aereo, Tammy Abraham abbina a questa qualità arrivata in dono da madre natura (è alto 190 centimetri) una grande rapidità, intelligenza tattica e fiuto del gol.

Le 26 reti segnate con i Villans erano un biglietto da visita sufficiente per Frank Lampard, arrivato sulla panchina del Chelsea al posto di Maurizio Sarri e chiamato a costruire una squadra senza poter fare mercato. Abraham meritava una nuova occasione a Londra, se l'è guadagnata e non saranno certo due partite sfortunate a cambiare le cose: il futuro è dalla sua parte.

Peraltro è importante analizzare le prestazioni messe in campo dal ragazzo al di là degli episodi-chiave: in due partite non giocate per intero, peraltro contro il più costoso difensore al mondo (Maguire) e quello che da molti viene considerato il più forte (Van Dijk) Abraham si è mosso molto bene, impegnando a fondo i ben più noti ed esperti avversari diretti. Contro il Manchester United sono arrivati il palo in avvio di gara e un mancato tap-in, vero, ma anche diverse iniziative interessanti prima del crollo del Chelsea causato dagli errori di Zouma.

Anche contro il Liverpool, rigore sbagliato a parte - un piattone centrale effettivamente da dimenticare - Abraham è stato bravo a entrare in partita fin da subito: ha duellato con Van Dijk, si è guadagnato il rigore del 2-2 trasformato poi da Jorginho, ha servito un assist a Mount che avrebbe meritato maggior sorte. Insomma, considerando che stiamo parlando di un ragazzo che ancora deve compiere 22 anni si può senza dubbio affermare che il futuro sarà roseo, tanto per Tammy quanto per il Chelsea di Lampard.

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