Lukaku e la dieta della rinascita al Manchester United: e all'Inter?

A marzo il belga uscì da una crisi di rendimento intervenendo sull'alimentazione: per raggiungere al più presto il 100% della forma, però, il nuovo numero 9 nerazzurro si concentrerà soltanto sugli allenamenti.

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Arrivato da meno di una settimana dopo una trattativa che è durata tutta l'estate, primo rinforzo richiesto da Antonio Conte all'indomani del suo arrivo in panchina e chiamato a cancellare il ricordo di un bomber come Mauro Icardi, Romelu Lukaku sembra aver già conquistato il mondo Inter. Il poderoso centravanti belga, che al Manchester United era finito ai margini del progetto di rinascita stilato da Ole Gunnar Solskjaer, è determinato a dimostrare in Serie A tutto il suo valore e si sta allenando duramente per recuperare la forma perduta.

Autore di un poker al debutto in nerazzurro, avvenuto pochi giorni dopo il suo arrivo a Milano nell'amichevole vinta 8-0 contro la Virtus Bergamo, Lukaku ha impressionato per la capacità di integrarsi con la squadra e dialogare con i compagni appena conosciuti e soprattutto per una potenza fisica che ha pochi eguali al mondo e che potrebbe permettergli di dominare le difese della massima serie italiana, trascinando l'Inter verso quella rinascita che sotto la guida di Antonio Conte i tifosi auspicano arrivi già a partire da questa stagione.

Proprio la straordinaria potenza fisica, unita alle buone qualità tecniche e alla capacità di svariare su tutto il fronte offensivo come un centravanti moderno, a dispetto della mole, rende Romelu Lukaku un giocatore tanto importante quanto unico e allo stesso tempo rende necessaria una particolare attenzione sull'alimentazione del belga, capace nel passato recente di superare un momento di smarrimento anche grazie a una dieta su misura che tuttavia non sarà ripetuta a Milano.

Romelu Lukaku

Lukaku: "Milano? Bella, ma non ha importanza: sono venuto qui per vincere"

Tra l'inizio di gennaio e la fine di febbraio, all'indomani dell'esonero di Mourinho e dell'arrivo sulla panchina del Manchester United di Solskjaer, Lukaku aveva attraversato un momento di forte crisi a livello personale: incapace di lasciare il segno in zona gol, appariva lento e appesantito. Improvvisamente arrivarono sei gol in tre gare, tre doppiette consecutive tra cui quella pesantissima che permise ai Red Devils di eliminare il PSG in Champions League dopo la sconfitta dell'andata all'Old Trafford.

Fu allora che il Daily Mail raccontò di come il cambio di rendimento del belga fosse il frutto di un cambio di dieta: salutata a malincuore la pasta, Lukaku l'aveva sostituita con un'omelette di carne e formaggio che pareva avesse portato risultati evidenti, anche se lo stesso Solskjaer aveva sottolineato come il cambiamento più importante fosse avvenuto a livello tattico con lo spostamento del centravanti dentro l'area di rigore avversaria.

Che dipendesse dalla dieta oppure dal nuovo atteggiamento tattico dei Red Devils non importa, dato che le due splendide reti rifilate al PSG furono anche le ultime di una stagione conclusa con altre 8 presenze senza gol e qualche panchina e tribuna di troppo. Il segnale evidente che né il Manchester United né Solskjaer ritenevano più Romelu Lukaku un punto fermo della squadra: a distanza di appena due anni dal suo arrivo per circa 85 milioni di euro, il belga era pronto a lasciare l'Old Trafford.

Indicato da subito da Antonio Conte come l'attaccante ideale per la sua idea di 3-5-2, Lukaku è stato accostato all'Inter ancora prima che il calciomercato aprisse i battenti. La trattativa che lo ha portato a indossare il nerazzurro è stata lunga e complicata, ravvivata dal tentato inserimento della Juventus e infine decisa dalla ferma volontà del giocatore, che si è impuntato per lasciare Manchester e raggiungere Milano.

Accolto con tutti gli onori, Lukaku non si è ovviamente presentato al massimo della forma: i blandi allenamenti sostenuti con un club in cui ormai si sentiva un corpo estraneo e l'imponente struttura fisica, che richiede tempi lunghi per raggiungere la piena efficienza, hanno reso necessari allenamenti extra e sedute personalizzate. Il belga corre alla Pinetina, lotta contro il tempo per presentarsi al via del campionato tirato a lucido.

Senza dieta però, dato che a differenza di quanto sostenuto da un grande ex United come Gary Neville Romelu Lukaku non è affatto grasso: il suo fisico è più o meno quello attuale, perdere troppo peso rischierebbe di compromettere la sua notevole potenza fisica, l'arma che gli permette di dominare quasi qualunque difensore in circolazione. Il nuovo numero 9 dell'Inter si dedicherà esclusivamente agli allenamenti, non sottoponendosi a nessuna dieta particolare, anche se come confessa in un video rilasciato su Twitter alla piattaforma Otro i primi giorni sono stati contraddistinti dalla presenza a tavola della sola insalata, certo non il piatto italiano per eccellenza. 

Poco importa a Lukaku: costato 75 milioni di euro, in cerca di quel salto di qualità che a 26 anni potrebbe proiettarlo nella ristretta cerchia dei più grandi in circolazione, il belga non è qui per fare il turista, impressione ribadita dalla risposta a chi gli chiedeva come fosse Milano. 

Milano è bella, ma non importa. Non sono venuto qui per viverci, sono venuto per aiutare la squadra a vincere qualcosa.

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