The Wrestler - Brock Lesnar, Bestia nel ring WWE e campione in UFC

Prodigio nella lotta libera, mostro inarrestabile nel wrestling e campione nell'ottagono, The Beast è uno dei nomi di maggior successo della storia degli sport da combattimento.

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Il nome di Brock Lesnar è molto probabilmente quello di maggior successo nel mondo degli sport di combattimento, almeno nel nuovo millennio. Il colossale lottatore nativo del Sud Dakota infatti è una delle ultime superstar vere e proprie rimaste nell’era moderna del wrestling, che però non è l’unica disciplina in cui si è dimostrato dominante.

Lesnar infatti è approdato nella WWE estremamente giovane ma con un pedigree di tutto rispetto nella lotta libera, presentandosi alle porte della federazione di Stamford da 2 volte All America NCAA, 2 volte All American NJCAA e un titolo dei pesi massimi conquistato nel 2000.

La decisione di entrare nel mondo del pro wrestling a soli 23 anni cambierà la vita di quello che è un vero e proprio prodigio del business, capace in pochi anni di lasciare un segno indelebile nella storia della compagnia. Capace di combinare doti naturali straordinarie con un formidabile fiuto per il business e quel pizzico di egoismo che molti grandi sportivi hanno, Brock Lesnar è indubbiamente uno degli atleti simbolo degli ultimi 20 anni, anche oltre lo sport-intrattenimento.

Paul Heyman e Brock Lesnar
Brock Lesnar insieme a Paul Heyman

Gli esordi di Lesnar in WWE e il sodalizio con Paul Heyman

Brock Lesnar si avvicina in WWE nel 2000 quando entra nella federazione di sviluppo Ohio Valley Wrestling: in un anno e mezzo metterà in mostra capacità fisiche mostruose per un uomo della sua stazza abbinate alle sue capacità tecniche dovute al background in lotta greco-romana.

Il tag team con Shelton Benjamin si fa notare in OVW ma nel 2002 il wrestler non si sentirà valorizzato e incomincerà ad accarezzare l'idea di andar via e tornare a praticare la lotta libera. Prima arriverà un colloquio con la dirigenza in cui esternerà i suoi dubbi: il management lo porterà in alcuni dark match (incontri non trasmessi negli show televisivi) e in questo periodo comincerà il sodalizio lavorativo che cambierà la sua carriera.

Il primo impatto con i producer del main roster fu interlocutorio, con molti membri dello staff che propongono per lui delle gimmick che ne limitassero l’atletismo. A cambiare tutto sarà Paul Heyman: l’ex patron della ECW conosceva Lesnar sin dai tempi delle sue vittorie nella lotta libera e chiese a Vince McMahon di occuparsi della sua crescita. Le qualità mostrate nei dark match successivi convinceranno il padrone della WWE ad affiancare Heyman a Lesnar, convinto di aver trovato una nuova stella come rivelato dal manager a Inside The Ropes.

Alcuni producer volevano costringere Brock a rimanere immobile nel ring, una cosa ridicola: parliamo di un campione NCAA, un atleta straordinario. Venne da me, convinsi McMahon a lasciarmi produrre i suoi match e lo feci fino a poco prima di Wrestlemania 18 nel 2002: nei suoi incontri non fece che massacrare i suoi avversari. Io dovevo tornare in tv al fianco di Chris Benoit ma poi questo piano saltò e Vince decise di farmi lavorare con Lesnar.

Dal suo debutto subito dopo Wrestlemania 18, per Lesnar inizierà una delle run di debutto più incredibili mai viste nella storia della WWE. A soli 25 anni dominerà la federazione vincendo subito il King of The Ring, battendo addirittura Hulk Hogan e conquistando il titolo WWE a Summerslam sconfiggendo The Rock e diventando il più giovane campione della storia fino a quel momento.

Il rocket push per Lesnar non si fermerà più, con “The Next Big Thing” che diventerà il volto della federazione nei 2 anni dopo il suo esordio vincendo la Royal Rumble 2003, lottando nel main event di Wrestlemania 19 e conquistando per tre volte il titolo massimo prima del suo addio alla compagnia nel 2004 dopo l’incontro con Goldberg. Questa decisione fu presa perché a 27 anni, il nativo del Sud Dakota aveva bisogno e desiderio di provare nuove sfide.

Brock Lesnar in UFC
Brock Lesnar ai tempi della UFC

Il successo in UFC

Il passo successivo per Lesnar fu il football americano, sport che ha sempre voluto praticare a livello professionistico ma la sua avventura in NFL non inizierà neanche perché i Minnesota Vikings (che lo ingaggeranno a fine luglio) lo rilasceranno dopo appena un mese e poche partite di preseason giocate.

The Next Big Thing deciderà quindi di tornare nel ring lottando in Giappone, dove conquisterà anche il prestigioso titolo dei pesi massimi IWGP nella New Japan Pro Wrestling ma dopo 2 anni ci sarà il suo approdo nel mondo delle arti marziali miste. Una breve esperienza in K-1 lo porterà subito nella UFC in cui debutterà con una sconfitta per mano di Frank Mir.

La vittoria nel suo match successivo contro Heath Herring lo catapulterà subito (fra le polemiche) in un incontro per il titolo dei pesi massimi UFC vinto contro Randy Couture nel 2008 e mantenuto per quasi 2 anni prima della sconfitta subita da Cain Velasquez. Alla fine del 2011 arriva un altro risultato negativo contro Alistair Overeem, in quello che sarà il suo ultimo match nell’ottagono prima del ritorno in WWE.

Brock Lesnar in uno show in Arabia Saudita
Brock Lesnar è tornato in WWE nel 2012

Il ritorno in WWE: la nascita di "The Beast"

Lesnar ritorna trionfalmente nel mondo del wrestling nel 2012, apparendo nella puntata di RAW post Wrestlemania all’American Airlines Arena di Miami e attaccando John Cena fra il delirio del pubblico presente.

La nuova versione del nativo del Sud Dakota è però molto diversa da quella vita 10 anni prima: al suo debutto Brock era impressionante per stazza, agilità, forza fisica nonostante facesse parte di una compagnia che già pullulava di grandi atleti, al suo ritorno “The Beast” (come sarà soprannominato da quel momento in poi) è un profilo che si porta dietro una credibilità diversa e mai vista prima in WWE dovuta al suo successo nel mondo delle arti marziali miste.

La federazione sarà nuovamente terra di conquista per lui, ormai unica grande “attrazione” a Stamford. La velocissima e potentissima macchina da ring vista nei primi anni del 2000 aveva lasciato spazio a un fighter che non dava scampo ai suoi avversari grazie alla sua forza fisica e resistenza impareggiabile.

Ancora una volta Lesnar sarà trattato come un wrestler speciale, come dimostrato nella shockante vittoria contro Undertaker a Wrestlemania 30 che pone fine alla striscia di imbattibilità del Dead Man.

Ancora oggi, con Paul Heyman al suo fianco, Brock Lesnar continua a essere uno dei volti della federazione. Nonostante una schedule molto ridotta (non lotta mai negli show settimanali ma soltanto in alcuni pay per view), La Bestia è rimasto uno dei pochi nomi considerabili dei draw all’interno della WWE: è l’unico, al momento, ad aver vinto per 3 volte il titolo Universale e non appare mai se non per partecipare a rivalità di primissimo piano.

Il patron della UFC, Dana White, ha spiegato che un suo ritorno nell’ottagono è ormai da escludere, anche per via della squalifica per doping arrivata nel 2016. Ma Durante tutta la sua carriera Brock Lesnar ha dimostrato di essere capace di tutto, reinventarsi ma soprattutto sapere come rimanere in cima: che si tratti di lotta libera, wrestling o UFC, The Beast è sempre stato protagonista (senza contare che ha sempre ottenuto il massimo anche dal punto di vista economico) sfruttando al massimo un talento smisurato unito a una mentalità che forse non lo rende il più amato dai fan, ma di sicuro uno dei personaggi di maggior successo che ha mai allacciato gli scarponi.

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