Juventus, la carica di Danilo: "So cosa significa la Champions"

Il terzino brasiliano si presenta con grande entusiasmo e carica i compagni: "Dovremo dare sempre il massimo, io intendo riprendermi anche la Nazionale e sono nel club giusto al momento giusto."

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28 anni compiuti da pochi giorni, terzino destro capace di giocare anche come esterno di centrocampo e a sinistra, il brasiliano Danilo è uno dei tanti volti nuovi che sono arrivati in estate a rinfrescare la rosa della Juventus campione d'Italia. Ufficializzato una settimana fa, il suo arrivo a Torino è stato accompagnato da un certo scetticismo nonostante una carriera che parla chiaro e che lo ha visto indossare le maglie di Porto, Real Madrid, Manchester City e Brasile.

Parte della tifoseria bianconera e degli addetti ai lavori si è sbilanciata, affermando che Danilo non vale Cancelo, il terzino portoghese finito al City nell'ambito dell'operazione che ha portato alla Juventus in cambio il terzino brasiliano e 28 milioni di euro. Il quale aveva chiuso la sua prima stagione in bianconero in calando ma mai come Danilo, finito ai margini dei Citizens dopo un errore a fine gennaio che aveva portato alla sconfitta contro il Newcastle e fatto infuriare Guardiola.

Meglio metterci una pietra sopra e guardare al futuro: Danilo saluta il suo nuovo club presentandosi alla stampa dopo averlo già fatto con i tifosi su Instagram, social dove con un post ha definito la Juventus un grande club, che vive di risultati e che sente già come casa sua. A 28 anni, dopo numerose ascese e qualche ricaduta, il terzino brasiliano che stregò Real e City vuole riprendersi un posto da protagonista nel calcio che conta e la maglia della Nazionale.

Danilo in azione con il Brasile
28 anni compiuti da pochi giorni, Danilo vanta 23 presenze con la maglia del Brasile.

Juventus, Danilo è pronto: "Guardiola e Sarri hanno idee molto simili"

La prima domanda riguarda ovviamente le prime impressioni che il giocatore ha avuto all'indomani del suo arrivo alla Juventus, scelta in cui è stato determinante anche un confronto avuto con l'amico fraterno - e nuovo compagno sulla fascia opposta - Alex Sandro.

Le prime impressioni sono ottime, ho avuto un benvenuto molto caloroso e mi sono sentito bene fin da subito, grazie a queste sensazioni darò il meglio in campo. Ho parlato con Alex Sandro più volte ed è stato molto importante per me, mi ha parlato nei dettagli del club, di come si lavora tutti i giorni. Per me è un piacere giocare con un amico come lui, siamo amici stretti da più di 10 anni e sicuramente la sua presenza ha influenzato la mia scelta.

L'impatto con Maurizio Sarri è stato molto positivo per Danilo, che già conosceva e apprezzava quello che sarà il suo tecnico in bianconero.

Sarri ha uno stile di gioco molto particolare, gli piace avere la palla, comandare il gioco e lo abbiamo visto con il Chelsea e con il Napoli. Erano squadre complicate da affrontare, ma è il gioco che piace a me e credo che non avrò difficoltà ad adattarmi. So che la fase difensiva in Italia è importante ma anche se ho 28 anni sono molto aperto mentalmente e pronto a imparare ulteriormente dopo ogni allenamento.

È noto che prima di firmare con la Juventus Danilo si è confrontato anche con Cristiano Ronaldo, ex compagno al Real Madrid che lo ha spinto a raggiungerlo in Italia, concretizzando una situazione che già in passato si era presentata in diverse occasioni poi sfumate per un motivo o per l'altro.

Ho parlato anche con Cristiano Ronaldo, abbiamo scherzato, volevo la 7 ma era già occupata! (Ride) Mi ha detto che era un club magnifico, mi ha ricevuto con allegria, mi ha fatto sentire a casa. E sapere di giocare a fianco di un campione come lui è un'ulteriore motivazione a dare il massimo. Anche in passato c'erano stati discorsi con la Juve, ma le cose succedono sempre al momento giusto e questo è adesso, nel giusto club.

A chi gli fa notare che la tradizione dei brasiliani alla Juventus non è ricchissima Danilo risponde che è convinto che quest'anno le cose cominceranno a cambiare.

Se non è un club con una grande tradizione brasiliana dobbiamo cambiare le cose, certo dobbiamo farlo rispettando anche tutte le altre nazionalità. Questa componente brasiliana sarà importante, spero con Alex Sandro e Douglas Costa di contribuire a una bella stagione.

Inevitabile pensare a Dani Alves, a lungo il miglior terzino destro del mondo e già transitato da Torino per vestire la maglia bianconera. Il paragone è inevitabile.

Ogni terzino destro brasiliano si ispira e deve ispirarsi a Dani Alves, è un grande professionista, ha vinto tantissimo ma è capace di avere sempre grandi motivazioni. Io ho affrontato la Juve quando c'era lui e ho notato che aveva una grande influenza sulla squadra, è un giocatore che ispira e motiva.

Il nuovo terzino bianconero glissa invece sul deteriorarsi del rapporto con Guardiola che ha portato a una sua esclusione sistematica dalla formazione del City nel finale della passata stagione e al conseguente addio.

Credo che ogni momento sia importante per formarti come atleta e come persona. Sono stato al Porto, al Real e al Manchester City: anche se non sempre ho giocato quanto avrei voluto è stato importante per farmi diventare la persona che sono e il calciatore che sono, quello che ho vinto mi ha aiutato e mi aiuterà anche per il futuro alla Juventus.

Una scelta, quella di mettersi il passato alle spalle e concentrarsi esclusivamente su presente e futuro, simboleggiata anche dal numero scelto, il 13.

Ho scelto il 13 perché non c'erano molti numeri disponibili e anche perché credo molto nella numerologia, parla della morte ma rappresenta il contrario, significa rinnovamento e cambiamento verso ciò che ci aspetta.

Cosa si aspetta Sarri da lui? Danilo risponde con semplicità, affermando che gli ha chiesto esattamente quello che chiederà a chiunque altro.

Ho parlato con lui al mio arrivo e durante gli allenamenti, non mi ha chiesto niente di speciale rispetto a quello che fa un terzino. Essere attento in fase difensiva, non lasciare spazi e in avanti giocare libero, esprimendo tutto il mio potenziale. Niente di particolare rispetto a quello che dice a tutti gli altri.

Indubbiamente il leader della Juventus, anche se bianconero da solo un anno, è Cristiano Ronaldo. I cronisti chiedono a Danilo cosa gli abbia detto CR7 della squadra, anche stavolta Danilo dribbla con eleganza.

Ho sentito Cristiano molto motivato e molto felice, e se un giocatore così forte è motivato è il primo passo per arrivare alle grandi vittorie. Ha parlato molto bene della Juventus, come se fosse una famiglia, una cosa che mi ha attirato molto perché io mi identifico in questo stile. Credo sia la cosa più importante di cui mi ha parlato.

L'obiettivo è riprendersi il Brasile adesso, un obiettivo che deve per forza passare dai successi con il club.

La Selecao sarà sempre un mio obiettivo finché mi riterrò adatto a rappresentare il mio Paese. Ovviamente la convocazione dipende da come gioco nel club, ho saltato la Coppa America perché giocavo poco nel City e non posso fare una colpa a Tite. Io lavorerò sempre con il club per giocare bene e più possibile, così la Nazionale verrà da se. Per prima cosa voglio fare bene qui, adattarmi e poi vedremo cosa succederà.

Una riflessione anche sul calcio giocato in Serie A e sulla necessità di dare attenzione alla fase difensiva.

Il calcio italiano è molto tattico, noi difensori dobbiamo essere al 100% in ogni gara. Sicuramente sotto questo aspetto Sarri può aiutarmi molto a migliorare, ma anche io posso aiutare i miei compagni a fare meglio: se non commetti errori le chance di vincere aumentato di molto.

Per la Juventus la Champions è ormai un'ossessione. Danilo, che ha vinto la competizione due volte con il Real Madrid, ha un consiglio importante per i suoi nuovi compagni.

Non ho ancora parlato di questo obiettivo in particolare, io so cosa significa la Champions per i giocatori, è una competizione che ti regala un brivido speciale. Il mio consiglio è affrontare ogni partita e ogni competizione con la stessa serietà, non ho mai visto un club che affronta le gare in modo diverso perché ti porta ad alti e bassi. Essere costanti ci aiuterà.

L'ultima domanda riguarda le differenze tra Guardiola e Sarri e quanto sarà difficile per Danilo passare dal sistema tattico di uno a quello dell'altro. Una sfida che il brasiliano non considera poi tale, dato che il calcio è uno solo e il linguaggio tattico usato dai due tecnici è lo stesso. 

Non voglio fare paragoni perché ogni allenatore ha le sue specialità e le sue caratteristiche. Credo comunque che la loro idea di calcio sia molto simile, entrambi sono offensivi e amano comandare il gioco ed è una cosa che si adatta al mio tipo di calcio. Credo che un grande allenatore non si veda solo sul campo, ma anche per la bravura di gestire il gruppo: in questi giorni ho visto Sarri divulgare le sue idee con passione, abbracciare i giocatori, credo che sia una cosa molto bella e positiva per tutto il club.

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