MotoGP, Jorge Lorenzo-Ducati: questo matrimonio non s'ha da fare

La trattativa tra Ducati e Jorge Lorenzo salta sul nascere dopo il muro alzato dalla Honda. Nel box della Rossa monta un certo malumore con Jack Miller che starebbe adesso pensando di passare per ripicca in KTM.

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Il week-end di MotoGP in Austria ha avuto non solo Andrea Dovizioso come grande protagonista, ma anche il grande assente Jorge Lorenzo. Il pilota Repsol Honda sta ancora proseguendo con il periodo di riabilitazione dopo l'infortunio ad Assen, che lo ha costretto a saltare le ultime tre gare. Ma il suo nome ha letteralmente invasato il paddock sin dal giovedì della conferenza stampa al Red Bull Ring, con la notizia di un possibile passaggio in Ducati Pramac già dal 2020, prima della scadenza di contratto con la casa giapponese.

Il cinque volte iridato ha inteso quanto sia difficile instaurare un feeling con la RC213V disegnata a immagine e somiglianza di Marc Marquez. Nessuna voce in capitolo sullo sviluppo del motore, ben poche concessioni sulle altre sezioni della moto. A quanto pare il viaggio in Giappone compiuto agli inizi di giugno non ha sortito gli effetti sperati, il malumore è rimasto e, quando ha provato a cercare il limite, è caduto rovinosamente. Condividere il box con il Cabroncito non è facile, ci ha provato, ma la situazione è già insostenibile.

A Brno Gigi Dall'Igna ha contattato Albert Valera, manager di Jorge Lorenzo, per fargli presente dell'eventuale disponibilità della Desmosedici satellite di Jack Miller, in scadenza di contratto. L'incontro non è passato inosservato e ha creato un grande clamore, dal momento che il maiorchino era legato a HRC da un altro anno di contratto. Infatti Alberto Puig, interrogato sull'argomento, ha finto di non sapere nulla, ma sottolineando che gli accordi scritti andassero rispettati. Tra Honda e il pilota spagnolo non c'è una precisa clausola rescissoria, ma in caso di divorzio anticipato sarà la parte offesa a stabilire l'ammontare del risarcimento. Un'opzione che sicuramente non conviene al pentairidato.

Jorge Lorenzo in sella alla Honda MotoGP
Jorge Lorenzo pilota HRC

MotoGP, Ducati e Lorenzo divisi e scontenti

Ducati e Jorge Lorenzo speravano che Honda concedesse il beneplacito per l'addio, ma a conti fatti perché servire sul piatto d'argento un vantaggio al diretto avversario? Il team manager Puig ha alzato un muro difficile da valicare e l'affare è saltato nell'arco di 24 ore. Ma non senza strascichi per la casa di Borgo Panigale e il pilota. Nel box Ducati diventa difficile nascondere un certo malumore, dopo la notizia di un interessamento all'ex alfiere. Tra Gigi Dall'Igna e Andrea Dovizioso, tra il Dovi e Lorenzo i rapporti sono tutt'altro che buoni. Allora perché cercare a tutti i costi l'elemento della discordia? Un passo falso (l'ennesimo) in fase di contrattazione per il team della Rossa.

Prevedibile che Ducati ci riprovi il prossimo anno in vista della stagione MotoGP 2021, con Andrea Dovizioso (e/o Danilo Petrucci) che potrebbe dire addio al team emiliano dopo un matrimonio di otto anni. Ma intanto la 'vittima sacrificale' Jack Miller non è rimasto a guardare impassibile. Nel week-end austriaco ha respinto il rinnovo presentatogli da Pramac alzando l'asticella delle richieste, forte di un interessamento da parte di KTM che intanto ha annunciato il divorzio anzitempo da Johann Zarco. A questo punto inizia un tira e molla che dovrebbe concludersi entro la prossima gara a Silverstone, con il rischio per Ducati di perdere un ottimo pilota per la squadra satellite.

Ad uscire sconfitto da questa 'telenovela' è anche Jorge Lorenzo, adesso costretto a fare buon viso a cattivo a gioco fino alla fine del prossimo anno. Qualche errore è stato commesso anche dal suo manager Albert Valera, incapace di smentire sul nascere le voci di un dialogo con gli avversari della Ducati. Come se non bastasse ha provato a sondare anche il terreno in Yamaha Petronas SRT, per consentire al suo cliente di tornare in sella alla sua amata M1. Ma il team malese avrebbe risposto picche, in quanto preferisce puntare sui giovani. Del resto l'anno scorso fu proprio Jorge a rifiutare di passare al team satellite Yamaha. Adesso è tardi per tornare indietro.

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