Identità: Newcastle, The Toon e il suo mondo a parte

Una tifoseria da sold-out già con gli abbonamenti, un forte legame tra città, calcio e perfino birra. Il nord-est dell’Inghilterra è ancora in bianco e nero.

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La Premier League è un pianeta calcistico particolare. Londra, Liverpool e Manchester hanno in mano quasi la metà del campionato, Sheffield e Birmingham hanno una squadra in prima divisione ma sono reduci da due derby in Championship e le altre realtà devono sgomitare dopo un passato glorioso ma lontano, rischiando di rimanere fuori dallo spettacolo del calcio inglese. C’è chi, però, fa un percorso a parte e dimostra che la passione va oltre il risultato. Newcastle è uno scorcio controverso nel football d’Oltremanica.

The Toon, così è chiamato il più importante centro del nord-est. Così lontano dall’Inghilterra più gettonata e conosciuta, che spesso tratta con distacco e diffidenza le regioni al di là delle Midlands, ma così vicino a quella cultura di massa britannica sporcata, in positivo o in negativo, dalla globalizzazione tipica di Londra e dalla netta spaccatura per la Brexit: il 49,3% ha optato per il “leave”, il 50,7% ha scelto “remain”.

Il calcio non fa eccezione. Una squadra ferita da una caduta verticale dalla Champions League alla Championship nel giro di un decennio. Una proprietà, quella di Mike Ashley, che divide l’ambiente tra i sostenitori, pochi, del magnate degli articoli sportivi e coloro che, molto più numerosi, ne chiedono a gran voce l’addio. Ma Newcastle è un’altra cosa e non si ferma alle dirigenze.

Per amore del Newcastle, ma contro il suo presidente. Un legame viscerale tra cittadini, calcio e non solo
Per amore del Newcastle, ma contro il suo presidente. Un legame viscerale tra cittadini, calcio e non solo

Il Newcastle come forza trainante di una città

St. James’ Park ha mantenuto intatto il suo seguito, incrementandolo paradossalmente dopo le recenti retrocessioni in Championship. Nell’anno dell’ultima promozione in Premier League, i possessori di un season ticket sono arrivati a quota 50mila, lasciando pochissimi tagliandi per chi volesse vedere una singola partita della squadra. In trasferta, poi, il settore ospiti è andato sistematicamente sold-out dalla prima all’ultima gara dei Magpies, le gazze, lontano dal proprio stadio. La situazione non è cambiata granché in massima serie, con un’affluenza sempre massiccia nonostante la classifica mai troppo serena.

Eppure i successi nazionali distano praticamente un secolo, mentre le campagne europee si sono interrotte più o meno in corrispondenza dell’addio di Alan Shearer. Simbolo della Nazionale inglese, ma soprattutto nato a Newcastle, ha una statua all’esterno di St. James’ Park a suggellare il rapporto tra la città e i pochi simboli eletti. Con lui Bobby Robson, Andy Cole e Kevin Keegan, in una cerchia elitaria nella quale è difficile entrare.

Una difficoltà che passa dalla matrice identitaria su cui fa leva il Newcastle stesso. È la squadra nettamente più a nord della Premier League e l’unico club a giocare nei paraggi è il Sunderland, grande rivale dei bianconeri, ma attualmente in League One. Andando verso sud, la prima squadra che si incrocia è il Burnley e non è un caso che si tratti di un altro habitat particolare per il legame tra calcio e cittadini. Questa distanza dai grandi centri del centro e del sud dell’Inghilterra rappresenta quasi uno scudo che protegge il proprio modo di essere e di vivere il calcio, ma non solo.

NUFC
Con i rivali del Sunderland in League One, il Newcastle è l'unica squadra del nord-est in Premier League

L’altra faccia dell’Inghilterra

A Newcastle si parla un inglese sporcato dalle influenze scozzesi, l’accento è più marcato, la forza lavoro è più concentrata sul settore industriale rispetto a quello più commerciale e la squadra, spesso, diventa la forza centripeta su cui fa leva un territorio complicato e distante dall’Inghilterra “da cartolina”.

Hanno anche una propria birra, che si è trasformata in un simbolo popolare e autarchico per staccarsi dalle grandi multinazionali. La Newcastle Brown Ale ha sponsorizzato per anni il club, diventando un ponte fondamentale tra il club, la città e il posto di lavoro di tanti abitanti.

La presenza di un marchio così importante amplifica anche la tradizione dei pub, che a Newcastle tocca picchi di livello. Se in gran parte dell’Inghilterra c’è un unico luogo di ritrovo in prossimità dello stadio, The Toon vanta più punti di riferimento nelle strade: The Strawberry, Newcastle Arms, Rosie’s e Percy Arms sono i pilastri della cultura calcistica dei Magpies prima, durante e dopo i match.

Shearer
Alan Shearer esulta dopo un gol col Newcastle. Sulla maglia campeggia il logo della Newcastle Brown Ale

Il cinema e le favole

Il Newcastle si lega indissolubilmente anche al cinema. “Goal!” è uno dei film cult con il calcio sullo sfondo: Santiago Munez è un giovane ragazzo messicano che ha attraversato la frontiera approdando negli Stati Uniti, per poi essere notato da un osservatore dei bianconeri. La sua scalata in Premier League passa dalle prime difficoltà in squadra, ma anche dagli aspetti più contrastanti della città: strade pericolose e bambini che sognano con un pallone tra i piedi, ma anche locali extra-lusso e feste riservate ai calciatori più in vista.

Alla fine, un suo gol vale la qualificazione in Champions League all’ultimo secondo e il riscatto dopo un percorso familiare difficile, complicato anche dalla morte di suo padre. Una favola di un ragazzo che trova il trampolino di lancio in un club apparentemente lontano dai riflettori, ma sempre presente sullo scenario del calcio inglese.

Una favola che ben si sposa con Newcastle nelle vesti di città e agglomerato urbano. Un ambiente che per la sua squadra è disposto a tutto, in nome del suo passato e di quello che rappresenta il club nella vita di tutti i giorni, aspettando il momento della rinascita e del ritorno tra i big. Nel frattempo, si difende la propria identità al cospetto di corazzate, sceicchi e neo-tifosi influenzati dal mercato internazionale. Forse anche con un pizzico di rimpianto, dopo la mancata cessione di Mike Ashley al magnate Khaled bin Zayed Al-Nahyan, fratellastro di Mansour, a capo del Manchester City.

Newcastle
Newcastle come città unita su tutti i fronti: squadra, battaglie sociali, identità

 

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