MotoGP, il pagellone di Spielberg: Dovizioso e Ducati "suonano" Marquez

Con un valzer di staccate e la sinfonia del motore Desmosedici, Andrea batte Marc con la Honda, ripetendo l'impresa 2017. Petrucci in difficoltà, non tiene il passo del compagno di squadra.

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Le verdi e rocciose alture austriache sono sempre state ospitali e favorevoli nei confronti del team Ducati. Anche quest'anno è una Rossa la trionfatrice nella valle di Spielberg, in un tracciato stop and go, davvero adatto alle caratteristiche della Desmosedici, dotata di un quattro cilindri portentoso. La storia lo conferma: nel 2016 vinse Iannone, lo scorso anno salì sul gradino più alto Lorenzo, ieri Dovizioso, autore di un deja vù.

Sì, perché anche Andrea ama la pista "montanara" del calendario, nella quale egli può sfruttare le proprie capacità di notevole staccatore. Frena fortissimo e tardi il numero 04, poi riapre presto il gas. Così facendo, Andrea riuscì a battere Marquez nel Gran Premio del 2017. Con la medesima tecnica, sempre nell'ultima curva dell'ultimo giro, ha ripetuto l'opera ieri. Dovi ha infilato Marc - i due si sono sfiorati - ha piegato al limite, ha accelerato deciso, sino alla bandiera a scacchi.

Il pilota Honda ne è uscito sconfitto e "suonato". Il binomio italiano era il più forte in gara, nonostante una RC 213V evoluta dal punto di vista aerodinamico e motoristico. Per il catalano campione in carica, la vallata in stile Heidi rimane un luogo tabù, mai espugnato. Ci riproverà, Ducati permettendo. O meglio: Dovizioso permettendo. La seconda moto ufficiale bolognese è giunta nona, con uno spento Petrucci. Il ternano non è in forma ed il suo ultimo podio in MotoGP risale alla corsa di Barcellona. Ovvero, quattro Gran Premi fa.

La gara della MotoGP è stata decisa all'ultimo giro, nel quale ha vinto Andrea Dovizioso
Dovizioso e Marquez in azione con Ducati e Honda MotoGP

MotoGP, le pagelle del GP d'Austria

Andrea Dovizioso - Promosso

Bravo Andrea, hai meritato il successo. Per battere il Marquez più forte di sempre, ci vuole tutto: una ottima moto - Ducati ha messo in pista una DesmosediciGP bomba - velocità, strategia e furbizia. Infatti, ad un certo punto della sfida, sembrava che Marc potesse scappare. Invece, grazie ad una reazione d'orgoglio e con un colpi di reni convinto, Dovizioso ha ripreso il codone della Honda ufficiale, incollandosi come la Loctite super rapida.

Memore di un ultimo giro vincente nell'edizione 2017, il trentatreenne di Forlì ha ripetuto il capovolavoro: la curva che immette sul traguardo è destrorsa, secca e parabolica. Lui ha superato il rivale con una manovra millimetrica, lo ha "costretto" alla traiettoria esterna, poi ha girato la manopola che gestisce la potenza in accelerazione. E che potenza: impossibile per Marquez ribadire al sorpasso, ormai i giochi erano finiti. Rispetto a due anni fa, il Dovi non ha mandato a quel paese il catalano, ma il risultato è lo stesso. Ducati numero 04 batte Honda numero 93. PROMOSSO

Dovizioso festeggia la vittoria in MotoGP con Quartararo terzo
Dovizioso e Quartararo sul podio austriaco della MotoGP

Marc Marquez - Rimandato

Ma come, Marc... non te l'aspettavi? Pure le mucche pascolanti sulle montagne di Spielberg lo sapevano: nell'ultimo giro arriverà l'attacco di Dovizioso, puntuale come un orologio svizzero. Si è tanto parlato di gomme, mescole ed  assetti, però in Austria Andrea ha vinto e Marquez ha perso. Punto. Il catalano ha - come sempre - rischiato, mettendo il gomito a terra in ogni curva, addirittura nell'erba. Ma non è bastato.

L'esperienza del 2017 avrebbe dovuto insegnarti qualcosa, Marc. Forse, avresti dovuto tu affrontare l'ultimo giro in seconda posizione. In quel modo, le mosse della Ducati sarebbero state, perlomeno, prevedibili, controllabili. Sapendo di non poter fuggire, perché ti sei messo in testa di riuscirci? Diciamo che il secondo posto vada pur bene per la tua classifica ma, conoscendoti, l'amaro in bocca ti rimarrà sino a Silverstone. Tu vuoi vincere sempre e comunque, vedremo se in Inghilterra ce la farai. RIMANDATO

Marc Marquez, leader della MotoGP 2019
Marc Marquez guida la classifica MotoGP con la Honda Repsol

Danilo Petrucci - Bocciato

Purtroppo è così: Dovizioso vince, Danilo arranca. Il successo del Mugello - decisivi ai fini del contratto 2020 - appare molto lontano per Danilo, che non sale sul podio dalla Catalogna di metà giugno. Il paragone con Andrea è inevitabile. Più di 17 i secondi di gap rimediati dal ternano, a parità di moto. Meglio del numero 9 il rookie Bagnaia e, ricordiamolo, Franceso corre nel team satellite Pramac con una moto non aggiornata.

Miller si è steso mentre si giocava un risultato da top five, forse uno dei tre gradini erano possibili per l'australiano. In quel caso, la prestazione di Petrux sarebbe stata giudicata anche peggio. Sappiamo che Danilo abbia le capacità per tornare tra i top rider della categoria ed il terzo posto in classifica appoggia questa tesi. Parlando dell'Austria, tuttavia, non possiamo che bocciare il ducatista, mai in palla, mai in grado di provarci. La KTM del debuttante Oliveira sembrava quasi imprendibile. Così non va bene. BOCCIATO

Petrux è terzo nel mondiale di MotoGP
Danilo Petrucci guida una Ducati ufficiale in MotoGP

MotoE, il francese Mike non avrebbe potuto fare... Di Meglio

In Austria è scesa in pista la MotoE, per la seconda tappa stagionale. Non possiamo dire che il rombo dei motori echeggiasse nella vallata, perché di rombi non se ne sono uditi. Il fruscìo emanato dalle belle Energica Ego Corsa ha però divertito pubblico, piloti ed addetti ai lavori. Ancora una volta: come in Germania, sia la sessione di qualifica (chiamata E-Pole) che la corsa hanno appassionato. 

Podio tutto europeo e ben calpestato. Il vincitore è Mike Di Meglio, francese già campione del mondo in 125, nel 2008. Il portacolori del team Marc VDS è pure il leader di classica della FIM ENEL MotoE, quindi... Mike non avrebbe potuto fare di meglio! Alle sue spalle, la gara ha contato cadute e sorpassi. Rimasto in piedi sull'asfalto bagnato dalla pioggia, il belga Xavier Simeon è giunto secondo, cancellando i pessimi risultati dello scorso anno in MotoGP.

Terzo l'inglese Bradley Smith, collaudatore Aprilia. Colori bianco - azzurri in top five, grazie al sammarinese Alex De Angelis. Colori azzuri in quinta posizione, con Matteo Ferrari. Gli "italici" hanno ben figurato a Spielberg, anche parlando di Canepa e Savadori, rispettivamente e decimo. Dopo qualifiche arrembanti, la signorina Maria Herrera è uscita un po' ridimensionata, sedicesima. Il veterano Sete Gibernau è andato forte: sesto. Niente male per un pilota che a dicembre spegnerà 47 candeline.

Mike Di Meglio, francese leader della MotoEEnergica Official
Mike Di Meglio ha vinto la gara della MotoE, con tanto di primato in classifica

Parole, parole, parole: Lorenzo torna in Ducati?!

In Austria amano il valzer ed ascoltano musica lirica, ma la canzone di Mina avrebbe potuto rappresentare al meglio il paddock di Spielberg. Dopo la finta bomba del ritiro di Valentino Rossi, ecco la seconda trovata dell'estate 2019: Jorge Lorenzo pronto a tornare in Ducati. Spieghiamoci meglio: tutti i piloti parlano coi rispettivi manager. Ovviamente, direte voi: la figura in questione è pagata per curare gli interessi del pilota stesso. Se un contatto tra l'entourage dello spagnolo e Borgo Panigale c'è stato, non significa che questo porti alla frima di un eventuale accordo. Non per l'anno prossimo, perlomeno.

Aggiungiamo che, quando un corridore sta fermo, si annoia. La noia, caratteristica che accomuna molti soggetti nel periodo vacanziero, dilaga nel Motomondiale, quando non si hanno titoli da proporre. Per animare il mese di agosto, è arrivata - quindi - la seconda invenzione: Lorenzo lascia la Honda e torna in Ducati, presto. subito, immediatamente. Senza considerare che Lorenzo debba, in primis, guarire e tornare in sella. Dimenticandoci il contratto firmato in HRC. Sottovalutando le posizioni forti di Petrucci (ufficiale), Miller e Bagnaia in Pramac. Chi ha messo in giro la fake news è un bontempone. Oppure, non capisce nulla di MotoGP.

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