Napoli, come i diritti d'immagine bloccano le trattative di mercato

La “Exploitation of Image Rights” riguarda lo sfruttamento di nome, reputazione, performance, servizi promozionali e immagine per fini commerciali degli atleti.

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Sono da anni al centro di ogni trattativa di calciomercato del Napoli, eppure sono ancora qualcosa di astratto per molti tifosi. Il presidente Aurelio De Laurentiis non lascia nulla al caso ed è sempre molto attento anche a trovare un accordo sul diritto di immagine dei propri giocatori. Per dirla all'inglese, dato che i diritti sono tali in tutto il mondo, la “Exploitation of Image Rights” riguarda lo sfruttamento del nome, della reputazione, delle performance, dei servizi promozionali e infine anche dell’immagine per fini commerciali degli atleti.

Questi diritti si dividono in tre sottospecie: quelli collegati alle capacità del giocatore come privato cittadino, quelli collegati al club di militanza e quelli collegati alla nazionale di appartenenza. I diritti di immagine consentono ai calciatori, anche sfruttando tassazioni favorevoli, di arrotondare il proprio stipendio.

Nel 2003 Florentino Perez, presidente del Real Madrid, acquistò David Beckham dal Manchester United. Convinto che sia il giocatore sia il club spagnolo avrebbero guadagnato in popolarità con l'affare, decise di far sottoscrivere all'inglese un accordo al 50% per quel che riguardava i diritti di immagine (quindi metà dei diritti al club e metà al giocatore). Con l'affare Beckham il Real Madrid registrò, nei quattro anni di permanenza dell'inglese, un aumento del 137% per quel che riguarda gli introiti relativi al marketing.

Il presidente De Laurentiis vuole che il 100% dei diritti di immagine dei giocatori appartenga al Napoli
Aurelio De Laurentiis vuole che il 100% dei diritti di immagine dei giocatori appartenga al Napoli

Napoli, ecco cosa sono i diritti di immagine che ostacolano parecchie trattative

Se il PSG, per esempio, concede piena libertà ai propri calciatori sul diritto di immagine (i tesserati con il club francese incassano quindi il 100% dei loro accordi commerciali), il Napoli, al contrario, pretende di avere il 100% dei diritti. Di fatto il club partenopeo assicura un compenso prestabilito (in aggiunta all'ingaggio) ai propri giocatori in cambio della totale cessione dei diritti di immagine. Ovviamente più il calciatore è popolare (nel proprio paese così come a livello continentale/mondiale) più incassa dalla pubblicità e quindi dal diritto di immagine. Per questo per le società in questione è importante (anche per diversificare gli introiti e rispettare i parametri del Fair Play Finanziario) stabilire in anticipo la suddivisione dei diritti.

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De Laurentiis, come detto, sotto questo aspetto è particolarmente duro: nei suoi anni di presidenza ha accettato solo qualche eccezione (per Benitez e Higuain per esempio, che invece del 100% hanno ceduto al club partenopeo appena il 50% degli introiti dovuti ai loro accordi commerciali). Per questo motivo spesso le trattative di calciomercato del Napoli hanno avuto qualche complicazione imprevista. Ultima quella per Lozano, che attraverso la pubblicità guadagna oltre 5 milioni di euro. Per questo, per ogni trattativa in entrata, il Napoli deve trovare l'accordo sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista tecnico-tattico, sia dal punto di vista commerciale. Vale a dire dei diritti di immagine.

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