Europa League, playoff inglese per il Torino? Alla scoperta dei Wolves

Una proprietà cinese, la regia occulta di Mendes e tanti ottimi singoli in campo: come gioca il Wolverhampton, possibile avversaria dei granata a fine agosto.

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L'esclusione dall'Europa League del Milan aveva riportato grande entusiasmo in casa Torino. I granata, a quasi 5 anni dalla loro ultima apparizione europea, si erano riconquistati sul campo l'occasione di passare qualche serata di gala sul secondo palcoscenico calcistico più importante del Continente. Merito, soprattutto, del grande lavoro fatto da Walter Mazzarri: il tecnico livornese, alla sua prima stagione intera sulla panchina del Toro, ha condotto la squadra a un settimo posto importante, facendo registrare il record di punti dell'era Cairo (63).

L'inizio del percorso lascia ben sperare per il prossimo futuro: dopo aver strapazzato i mediocri ungheresi del Debrecen sia all'andata che al ritorno - dove, tanto per festeggiare ulteriormente, ha trovato il gol anche il giovanissimo Vincenzo Millico - ora Belotti e compagni se la vedranno con i bielorussi dello Shakhtyor Soligorsk, compagine bielorussa che non dovrebbe rappresentare un particolare ostacolo per il Torino. La differenza tecnica tra le due squadre è abissale e, per quanto ci vada comunque un minimo di rispetto, dalle parti del Filadelfia sanno che la vera sfida sarà quella che li attende ai playoff.

L'urna di Nyon, nel pomeriggio di lunedì, ha deciso di tirare un bruttissimo scherzo, consegnando ai granata un ostacolo decisamente duro come il Wolverhampton: gli inglesi sono probabilmente uno degli avversari più ostici che potessero frapporsi tra il Toro e la fase a gruppi di Europa League, un vero e proprio banco di prova per tastare la maturità internazionale di una squadra quadrata, organizzata ma ancora priva dei rinforzi adeguati per provare ad affrontare tre competizioni. I Wolves, che nel terzo turno preliminare non dovrebbero avere problemi a sbarazzarsi dello Pyunik armeno, invece qualcosina lo hanno fatto, immettendo nel proprio motore alcuni rinforzi nelle zone di campo più problematiche.

Torino Wolverhampton Europa League
I giocatori del Wolverhampton festeggiano una rete durante la scorsa edizione di Premier League: il club inglese si è classificato settimo e ha battuto almeno una volta tutte le finaliste europee della stagione passata

Europa League, il Wolverhampton ai raggi X: si vede la mano di Mendes

Partiamo col dire che, se è vero che il Torino sarà chiamato a gettare il cuore oltre l'ostacolo, anche gli inglesi non possono adagiarsi sugli allori. Lo hanno capito anche i supporter del club arancionero, che hanno inondato le pagine social e i forum del club suonando una sorta di allerta. Il sunto? Forse partiamo favoriti, ma i granata vanno presi con le molle. Quelle che - molto probabilmente - si sfideranno a fine agosto sono le due settime potenze dei rispettivi campionati. I Wolves, lo scorso anno, sono stati la squadra migliore tra le non big, arrivando davanti a Watford e Leicester.

Il tutto, ovviamente, da neopromossa: gli ultimi anni del club sono stati travagliati a tal punto che, in questa cittadina di circa 250mila abitanti, i tifosi si sono abituati a fare da ascensore tra la prima e la terza serie inglese. L'arrivo della Fosun, la nuova proprietà, ha contribuito a stabilizzare l'ambiente: la multinazionale cinese ha dato una svolta decisiva, portando definitivamente fuori dalle acque paludose una realtà con del grande potenziale economico-sportivo.

L'alleanza con Jorge Mendes ha fatto il resto: il plenipotenziario agente portoghese ha costruito nel nord dell'Inghilterra una vera e propria colonia di suoi assistiti, la maggior parte dei quali si sono rivelati decisivi per la promozione dello scorso anno e, successivamente, per la grande stagione culminata con la qualificazione europea. Il mercato ha inoltre portato qualche puntello importante: a oggi, il club ha investito circa 97 milioni di euro per assicurarsi 8 giocatori, innesti necessari per permettere al manager Nuno, anch'esso seguito della scuderia Gestifute, di poter lavorare su una rosa più lunga e completa.

Cutrone e Vallejo i fiori all'occhiello del mercato, ma occhio a Jimenez

L'investimento maggiore è stato fatto per riscattare Raul Jimenez (38 milioni di euro al Benfica), centravanti messicano di 28 anni reduce dalla sua migliore stagione in carriera. Dopo aver girovagato per l'Europa senza mai impattare al massimo, il nazionale tricolor ha finalmente trovato la sua dimensione in un contesto che lo ha particolarmente esaltato. Jimenez è andato in doppia cifra contribuendo in maniera sensibile alla grande annata dei Wolves, nonostante la sua partenza in Premier League sia stata accompagnata da qualche problema di adattamento.

La società ha deciso di affiancargli un altro finalizzatore di razza come Patrick Cutrone, centravanti prelevato dal Milan per 18 milioni di euro e vera scommessa dell'estate. Il bomber cresciuto nel vivaio rossonero, seppure a malincuore, ha deciso di lasciare l'Italia dopo aver accettato di essere diventato un semplice comprimario. Chiuso da Piatek e Leao, in Inghilterra il classe 1998 potrà ritrovare gli stimoli necessari per rilanciarsi.

Qualche spicciolo in più di Cutrone è costato Pedro Neto, eclettico esterno offensivo prelevato in coppia con Bruno Jordao dalla Lazio. L'operazione, che tocca i 28 milioni complessivi, ovviamente vede la regia di Mendes sullo sfondo e ha fatto da preludio a un altro arrivo molto importante, ovvero quello di Jesus Vallejo. Il centrale spagnolo, preso in prestito dal Real Madrid, rappresenta un innesto importante per la difesa, il reparto che in passato ha palesato più difficoltà e sul quale il Torino dovrà giocare con insistenza per aumentare le possibilità di passaggio del turno.

Difesa a tre e qualità in mezzo: come giocano i Wolves di Nuno

La stagione scorsa ci ha detto che, tatticamente parlando, il Wolverhampton parte da alcune certezze. La prima è la difesa a tre, per la quale Nuno ha un debole da sempre: davanti a Rui Patricio si è spesso mossa una linea arretrata composta dal colosso ivoriano Willy Boly, dal capitano Connor Coady e dall'esperto Ryan Bennett. In mezzo a loro andrà inserito lo spagnolo Vallejo, che porterà in dote più agilità e la capacità di affrontare meglio gli uno contro uno. Sulle fasce si muovono in pratica due terzini: a destra gioca Matt Doherty, soldatino irlandese classe 1992 e uno dei migliori laterali dello scorso anno, mentre a sinistra c'è spazio per il nazionale under 20 portoghese Ruben Vinagre.

Sulle corsie esterne il Torino dovrà insistere molto, visto che in mezzo al campo la qualità gioca decisamente a favore dei Wolves. Nel cuore del gioco inglese si muovono due giocatori che potrebbero mettere parecchio in difficoltà i granata: il primo, ovviamente, è Ruben Neves, una sorta di colpo di mercato visto che, nonostante le tantissime richieste, la società è riuscita a trattenerlo. Neves ha fisico, intelligenza tattica, tempi di gioco e con il socio Joao Moutinho fa girare al massimo la squadra. Al loro fianco si muove il belga Leander Dendoncker, talento cresciuto nell'Anderlecht e fresco di riscatto estivo.

Poi, davanti, oltre al già citato Jimenez giocano due esterni imprevedibili come Diogo Jota e Adama Traorè, entrambi devastanti in campo aperto e dotati di una grandissima tecnica individuale. Il Wolverhampton è una compagine abbastanza completa, che gioca un calcio offensivo difficile da disinnescare. Per riuscirci, il Torino dovrà cercare di sfoderare 180 perfetti dal punto di vista dell'intensità, l'unica strada per provare a mettere alle corde i ragazzi di Nuno. Un ostacolo duro, che servirà a testare la maturità dei granata, vogliosi di confermare la loro crescita esponenziale degli ultimi anni.

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