Decreto sicurezza bis: cosa cambia nel mondo del calcio?

Daspo più duri, pene più lunghe per i recidivi e maggior tutela degli arbitri: questi alcuni dei punti del dl sicurezza bis legati al mondo del calcio.

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Il decreto sicurezza bis è vicinissimo a diventare legge. Con 160 voti a favore, 57 contrari e 21 astenuti, il Parlamento italiano ha di fatto dato il via libera al dl promosso dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini, che già ieri sera aveva festeggiato sui social, ribadendo poco prima ai giornalisti appostati al Senato tutta la propria soddisfazione.

Chi è andato a Medjugorje lo sa: oggi - ieri, ndr -, 5 agosto, è il compleanno della Vergine Maria e mi fa piacere che abbia fatto un bel regalo all'Italia. Con il decreto avremo meno Carola Rackete e più Oriana Fallaci.

Un successo, per quanto riguarda il leader della Lega, soprattutto sul fronte degli accessi non autorizzati ai porti italiani, con le ONG che verranno multate con sanzioni che andranno dai 150mila euro al milione. Tante, però, anche le postille sull'ordine pubblico, con particolare attenzione legata al mondo del calcio. Con l'entrata in vigore del decreto sicurezza bis, infatti, le pene nei confronti di chi terrà un comportamento violento - anche a livello verbale - all'interno degli stadi o comunque durante delle manifestazioni sportive verranno pesantemente inasprite.

Il daspo, vale a dire il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, verrà notificato per tutti coloro i quali veranno denunciati per aver incitato, indotto o preso parte attiva a comportamenti violenti. Mano piuttosto pesante anche sui recidivi, a cui verrà inflitta una sanzione minima di 5 anni. Coloro i quali verranno accusati di aver tenuto tali atteggiamenti anche all'estero, che sia in maniera singola o in gruppo, verranno ugualmente puniti anche in caso di incitazione o condotta finalizzata alla violenza.

Matteo Salvini decreto sicurezza
Matteo Salvini, in foto, ha portato avanti la battaglia per far sì che il decreto sicurezza bis venisse approvato in Parlamento.

Decreto sicurezza bis: reclusione per atti violenti contro gli arbitri

Mano pesante, anzi pesantissima anche per tutti coloro che si renderanno protagonisti di comportamenti violenti nei confronti di arbitri e ufficiali di gara: pena detentiva da 6 mesi fino a 5 anni per chi commetterà atti violenti e minaccerà arbitri e altri tecnici atti ad assicurare il corretto svolgimento delle varie manifestazioni sportive. Ovviamente, le suddette sanzioni dovranno essere disposte dal questore della località competente. Per quanto concerne la gestione dell'ordine pubblico, infine, maggior riguardo sarà concesso nei confronti di chi, in luogo pubblico o aperto al pubblico, creerà situazioni di pericolo con razzi, fuochi d'artificio, petardi e oggetti contundenti. Inasprite anche le pene per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, così come lo saranno quelle per violenza o minaccia ad un esponente politico, amministrativo o giudiziario.

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