Kawasaki Ninja ZX-6R, media "abbondante": la prova su strada e in pista

La 636 mantiene la cilindrata maggiorata e propone aggiornamenti tecnici dalla grande fruibilità su strada e divertimento da Supersport tra i cordoli. Due livree disponibili, prezzi a partire da 11890 euro.

Con la nuova Ninja ZX-6R, Kawasaki crede ancora nelle moto di media cilindrata Mirko Colombi

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Trentasei centimetri cubi sembrano pochi ma, per la sportiva "media" Kawasaki, rappresentano molto. Dalla prima versione - di successo - lanciata nel 2002, quella moderna ripropone linee simili alle sorelle 400, ZX-10R e H2. Giustamente: essendo tutte della famiglia Ninja, i modelli presentano affinità e somiglianze, dal punto di vista estetico e dinamico. Se queste sono le premesse, possiamo già dire che la nuova ZX-6R 636 ci piacerà, grazie anche alla sua taglia leggermente "abbondante" rispetto alle rivali di segmento.

Ninja 636: Kawasaki crede ancora nella media cilindrata Kawasaki Motors
La Kawasaki Ninja 636 presenta linee sportive e filanti

Pensata per offrire un godibile utilizzo stradale e puntate decise ed efficaci tra i cordoli, difficile è stabilire dove la verde di Akashi si comporti meglio perché, come al solito, gli ingegneri giapponesi hanno realizzato un modello versatile, divertente e fruibile. Tecnologicamente aggiornato. Omologazione Euro 4, quickshifter, tre controlli di trazione, due mappature motore, frizione antisaltellamento, forcella Showa regolabile. I 130 cavalli dichiarati a 13500 giri ed i 79 nM di coppia ci attendono per la nostra prova completa.

Kawasaki ZX-6R: il design e le livree 

Nella storia giapponese, ogni Ninja era vestito con gli stessi abiti, sfoggiando il medesimo stile. Per motivi ben precisi: essere riconosciuti - oppure, nemmeno visti - era fondamentale per il Samurai "cattivo" del Sol Levante, spia mercenaria, molto abile nello svolgere il proprio lavoro. Altrettanto abili i progettisti Kawasaki che, con coerenza e costrutto, hanno disegnato una 636 assai somigliante alle sorelle più piccole - la 400, per esempio - con richiami riferiti alla ZX-10R ed alla H2, modelli vincenti della linea Ninja.

Nera, grintosa e misteriosa la Ninja 636 2019Kawasaki Motor
Oltre alla livrea KRT, la Kawasaki ZX-6R è disponibile in tinta nera

Del resto, perché cambiare troppo una estetica che ha raccolto tanti feedback positivi? La media di Akashi, se guardata in foto, sembra lunga e "turistica" nella sezione frontale. Invece, ammirata dal vivo e da vicino, la verdona è aggressiva, filante, compatta. Soprattutto, sportiva: dalla bocca dell'airbox alle frecce montate sulla carena, dal gruppo ottico a LED al codone in stile Superbike, la quattro cilindri Kawasaki è - come tutti i modelli della Casa - rifinita ed elegante, in ogni dettaglio disegnato ed assemblato.

Piacciono i cerchi ruota neri con bordino verde, apprezzabile la vista di una parte del propulsore, importante la dimensione del terminale di scarico, che rispetta l'omologazione Euro 4. Si notano i semimanubri, piuttosto alti per una supersportiva. Meglio così: la moto promette comodità o, perlomeno, poca sofferenza nella guida. Bella la scritta ZX-6R che caratterizza l'edizione 2019, proposta nella livrea ufficiale KRT: questa scelta estetica è riportata sulle altre cilindrate della famiglia, quindi, sensata. La versione nera è altrettanto grintosa, più misteriosa. Mentre ammiriamo la strumentazione LCD - con tanto di contagiri classico - ci tornano in mente le parole del video di presentazione ufficiale:

Benvenuto in pista, vero banco prova. Benvenuto nelle strade, campo di battaglia in cemento. Il circuito celebra gli implacabili, le strade sono imprevedibili. Nessuna notte è uguale all'altra. Per regnare in pista, occorre avere precisione e riflessi fulminei. Per comandare le strade, servono spavalderia ed atteggiamento impertinente. Per regnare in pista ed in strada, ci vogliono ingegneria ed istinti impavidi 

Benissimo, anche se non ci chiamiamo Jonathan Rea e senza i (quasi) 5 titoli mondiali della SBK conquistati, durante la nostra prova terremo presente ogni passaggio. Promesso!

La Ninja 636 monta un display completo di ogni informazione Kawasaki Motor
Tutto ciò che serve, è presente nel dashboard della Kawasaki ZX-6R

Kawasaki Ninja, come si guida su strada

Felicissimi di trovare una seduta non estrema o sacrificata, diamo voce al quattro cilindri in linea Kawasaki che, ai regimi minimi, nemmeno si sente. Davvero utile poter leggere quale marcia si utilizzi, indicata della strumentazione a cristalli liquidi, integrata al sempre piacevole ed emozionante contagiri "a lancetta". Come ormai ci ha abituato da tanto tempo, la casa di Akashi pone una cura particolare nella realizzazione e produzione di ogni dettaglio, meccanico ed estetico. Le manopole e le pedane non fanno eccezione e la sella somiglia a quella di una tourer, per doti di accoglienza, sconosciute ad una 600.

Pure il cambio è tipicamente Kawasaki. Silenzioso e preciso, l'innesto della prima si avverte appena. Anche durante il giro su strada, le rumorosità meccaniche sono contenute: questa è una cosa "buona e giusta", perché così ci possiamo concentrare sul sound del motore. Il 636 gode di una buona spinta ai regimi bassi, si ravviva ai medi, strappa le braccia agli alti. Più o meno come l'avevamo immaginato prima di dare gas. 

La Ninja 636 monta gomme Bridgestone S22Kawasaki Motor
Il retrotreno della Kawasaki ZX-6R si fa notare per eleganza e semplicità

Prendendoci la mano, notiamo come sia proprio la zona centrale del range disponibile la vera arma della Ninja, che sa sfruttare i centimetri cubi di cui è dotata. Darle della "fuoriserie" non significa imputarle un non rispettato regolamento tecnico Supersport: la 636 è così per una scelta ponderata e studiata dallo staff giapponese. Infatti, la guida è più semplice, redditizia, divertente. D'accordo, il tiro di una 750 è ancora superiore, ma la Ninja lo avvicina, sfiorando quello di alcuni modelli di cubatura maggiore.

Arrivando alla sesta marcia, proviamo a tenerla per tutto il rettilineo. Scendendo di giri e poi accelerando nuovamente, il carattere della moto rimane composto, equilibrato, mai in difficoltà. Dai 10000 indicati, sino alla zona rossa, abbiamo ciò che volevamo: l'airbox risucchia, con un simil-effetto turbo, a strapparci le braccia in ripresa. Quando la ZX-6R si arrabbia, fa sul serio. E, quando occorre calmarla, possiamo farlo: l'impianto frenante è all'altezza delle prestazioni motoristiche, coadiuvato da un sistema ABS che addolcisce gli arresti più violenti.

Leva del cambio color nero per la Ninja 636Kawasaki Motor
Il quickshifter della Kawasaki ZX-6R è preciso e rapido negli innesti

Giunti alle prime curve, constatiamo la bontà di telaio e freni: sono lontanissimi i tempi in cui le moto giapponesi vantavano prestazioni da dragster sul dritto, per poi essere incapaci di arrestarsi e voltare. Qui il discorso è l'opposto. Le sospensioni sono tarate per un uso stradale, quindi, rispondono assorbendo le imperfezioni dell'asfalto, evitando di far soffrire polsi e spalle, mantenendo la linea tracciata. Il granitico e proverbiale avantreno Kawasaki pensa a tutto il resto: l'ingresso curva è facile come l'uscita. La mappatura "low power" aiuta in entrambi i frangenti, ma noi preferiamo il setting "full". Ci pensa - eventualmente - il traction control a tirarci fuori dai guai, intervenendo sulla motricità in accelerazione, in caso di fondo bagnato o scivoloso. In qualsiasi situazione vi troviate, avrete la sensazione di controllare pienamente il temperamento della Ninja.

Bella e divertente, la Ninja 636 si usa bene anche su stradaGiovanni Brocca
Verde come da tradizione Kawasaki, la Ninja ZX-6R è una 636 divertente ed efficace

Con la 636 tra i cordoli del Cremona Circuit: il test su pista

Agevolandoci la vita nel giro stradale, il quickshifter è ancora meglio nell'uso in pista. Dopo una parte mista, ecco il rettifilo più lungo del tracciato, nel quale sfoghiamo la furia verde: tenendo il gas aperto, sfiorando con la punta dello stivale la leva del cambio, si inseriscono i rapporti desiderati senza perdere accelerazione o tempo, toccando picchi velocistici da cubatura superiore di questa 636.

In un battibaleno ci troviamo dalla seconda alla sesta, con il quickshifter che lavora come un mitra; a circa 260 chilometri orari indicati, scaliamo, usando la stessa tecnica: non è possibile farlo, perché il sistema lavora solo in salita e non scendendo di marcia. Peccato. Usando la frizione, scalata e frenata avvengono in spazi davvero contenuti. Merito della forcella Showa SFF-BP - davvero versatile su questo modello -  dove il precarico si regola sullo stelo sinistro mentre l’idraulica sul destro, tanto in compressione quanto in estensione, attraverso i registri posti sulla testa di forcella. 

Impianto frenante da vera Supersport per la Ninja 636Kawasaki Motor
Doppio disco a margherita di 310 millimetri e pinze Nissin per la Kawasaki ZX-6R

Il sistema ABS e dischi a margherita di 310mm garantiscono spazi di arresto subitanei e contenuti; leggermente saltellante la ruota posteriore, nelle staccate più violente. A noi piace questo comportamento ma, se siete schizzinosi, sappiate che il monoammortizzatore a gas è completamente regolabile con leveraggi progressivi Bottom Link Uni-Trak. Lavorandoci su, avrete un retrotreno duttile e pacato.

Nelle lunghe pieghe veloci, la ZX-6R è precisa, proprio come l'attacco di una ninja inferocito. Evitando di risultare retorici, possiamo dire come la Kawasaki sia completa, equilibrata e divertente in ogni fase della guida a ritmi sostenuti. Nei tornanti lenti, qualche piccola difficoltà in più. Nella fase massima di piega, qualcosa mancava. Non per difetti della moto, la spiegazione va trovata nella posizione di pedane e semimanubri, non dedicate al nostro stile ed altezza. Del resto, è giusto: Kawasaki voleva una moto che soddisfasse principalmente l'utenza stradale, l'assetto è stato pensato di conseguenza.

Quando si accelera, l'effetto turbo già notato lontano dai cordoli, in pista è ancora più marcato. Leggerissime e dolci impennate accompagnano i cambi marcia, con sbacchettate quasi impercettibili. Fate attenzione: la zona rossa arriva presto. Utilizzando la potenza piena, con il setting 1 del traction control vi potete concedere qualche bella derapata, ai regimi più alti di rotazione. Il telaio perimetrale a doppio trave ed il forcellone assistono bene le gomme Bridgestone S22, sincere e "rotonde" per tutta la giornata spesa al Cremona Circuit, dove abbiamo girato (abbastanza) forte, evitando inutili rischi.

Sulla Ninja 636 si trova subito la confidenza necessariaMirko Colombi
Tra i cordoli del Cremona Circuit, la Kawasaki ZX-6R è facile e divertente da guidare

Il nostro giudizio

Sforzandoci di trovarne difetti, nella Ninja 636 occorre cercare il pelo nell'uovo. Se avete esperienza con le medie stradali a quattro cilindri, vi accorgerete subito come la Kawasaki sia più comoda di una Yamaha R6 e meglio sfruttabile. Rispetto ad una Suzuki GSX-R, la verdona è meglio rifinita e completa dal punto di vista delle dotazioni tecnologiche. Se paragonata ad una Honda CBR, la Ninja è più veloce e potente. Insomma, scusateci se è poco. 

Con tutta questa capacità, sarebbe bello che Kawasaki mettesse in commercio una versione da 599cc, rientrante nel regolamento Supersport: siamo convinti che i titoli mondiali già vinti salirebbero di numero. Nella versione che abbiamo provato, in circuito occorrerebbe intervenire sull'assetto, ma attenzione! Conviene farlo solo se siete alla ricerca di tempi su giro sempre più bassi, altrimenti, la moto va bene così. Certo, con un quickshifter del genere - efficacissimo in salita - sarebbe stato bello averlo anche in scalata. Per quanto riguarda la posizione di semimanubri e pedane, entriamo in un ambito puramente soggettivo e, comunque, personalizzabile. 

La Ninja 636 è comoda in ogni utilizzo, dalla pista alla strada Mirko Colombi
Le azioni con la Kawasaki ZX-6R sono precise e semplici

Semaforo verde

  • Inconfondibile DNA Kawasaki: oltre al colore verde, la linea costruttiva di Akashi si distingue per ricercatezza e qualità. I dettagli sono stati pensati per soddisfare l'occhio e la manetta, partendo dallo stile grafico, andando all'ergonomia di manopole e pedane. Tinta e grafiche rappresentano il frutto di un preciso studio, sintetizzato nella livrea KRT Edition, che richiama la Ninja di un certo Johnny Rea.
  • Prestazioni motore: vanno bene cavalli e coppia disponibile, a noi piace - soprattutto - l'effetto turbo agli altri regimi. L'airbox pressurizzato porta il picco di potenza a quota 136, che sembrano anche di più quando si sparano a raffica le marce gestite dal quickshifter. Tra l'altro, è possibile settare l'indicatore di cambiata, molto utile nella guida sportiva.
  • Facilità e divertimento nell'uso stradale: nel traffico non abbiamo sofferto, nelle strade urbane guidavamo tranquilli e - abbastanza - comodi, nei tragitti exrtraurbani l'abbiamo capita bene. È vero, la ZX-6R nasce per divertire l'utente di tutti i giorni, in ogni condizione ed itinerario, nei quale si possa piegare e frenare con stile sportivo. Inutile cercare una grossa ed esagerata 1000, la media di Akashi vi darà tutto ciò che serve, evitandovi paure e la sensazione di non "possedere" la moto.

Semaforo giallo

  • Quickshifter assente in scalata. Peccato, perché nel salire di marcia ci è piaciuto molto. Onestamente, anche utilizzando frizione e classica "doppietta", le scalate risultavano efficaci e precise. Però, una volta provato il sistema KQS, è difficile evitare di pretenderlo sempre e comunque.

Semaforo rosso

  • Troppo grosso il terminale di scarico. Sappiamo che non è semplice realizzarlo in dimensioni contenute, considerando anche la presenza del catalizzatore in ossequio alla normativa Euro 4. Per nostro gusto, l'avremmo scelto di color nero. Avrebbe dato meno nell'occhio e sarebbe sembrato più proporzionato all'insieme della Ninja 636.
La Ninja 636 rispetta le norme Euro4Kawasaki Motor
La Kawasaki Ninja ZX-6R monta un terminale di scarico che rispetta le norme anti inquinamento

Scheda tecnica e prezzo

  • MISURE
    • Lunghezza 2.025 mm
    • Larghezza 710 mm
    • Altezza 1.100 mAltezza minima da terra 130 mm
    • Altezza sella da terra MIN 830 mm
    • Interasse 1.400 mm
    • Peso in ordine di marcia 196 Kg
  • MOTORE
    • Cilindrata 636 cc
    • Tipo motore termico
    • Tempi 4Cilindri 4Configurazione cilindri in lineaDisposizione cilindri trasversale Raffreddamento a liquido
      Avviamento elettrico
    • Alimentazione iniezioneAlesaggio 67 mm
    • Corsa 45,1 mm
    • Frizione multidisco
    • Numero valvole 16
    • Distribuzione bialbero
    • Controllo trazione disponibile in tre livelli
    • Mappe motore due
    • Potenza 130 cv - 95 kw - 13.500 rpm
    • Coppia 7 kgm - 71 nm - 11.000 rpm
    • Emissioni Euro 4
    • Tipologia cambio meccanico
    • Numero marce 6
      Capacità serbatoio carburante 17 lt
    • Trasmissione finale catena
  • CICLISTICA
    • Telaio Perimetrale, pressato alluminio
    • Sospensione anteriore Forcella rovesciata da 41 mm (SFF-BP) con regolazione dello smorzamento in estensione, in compressione e del precarico molla , molle di fine corsa
    • Escursione anteriore 120 mm
    • Sospensione posteriore Uni Trak con ammortizzatore a gas con serbatoio separato, smorzamento in estensione e compressione e precarico della molla regolabili
    • Escursione posteriore 134 mm
    • Tipo freno anteriore doppio disco
    • Misura freno anteriore 310 mm
    • Tipo freno posteriore disco da 220 mm
    • ABS
    • Tipo ruote
    • integrali
    • Misura cerchio anteriore 17 pollici
    • Pneumatico anteriore
    • 120/70ZR17M/C (58W)
    • Misura cerchio posteriore
    • 17 pollici 
    • Pneumatico posteriore180/55ZR17M/C (73W) 

Prezzi: 11890 euro in versione nera, 12090 nella livrea KRT

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