Milan, Fassone scopre le carte: "Bonucci un errore". E su Cristiano...

L'ex ad rossonero ha svelato molti retroscena: "Potevamo prendere CR7 o Aubameyang ma virammo su Leo. Mister Li? Sottovalutò i debiti: avrà perso almeno 250 milioni".

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È un Marco Fassone a ruota libera quello che parla davanti ai microfoni e alle telecamere di Sportitalia. Lo fa senza peli sulla lingua, come uno che, chiusa un'esperienza, quella al Milan di Mister Li, voglia metterne in evidenza e salvarne le cose buone. Almeno quelle poche che i tifosi davvero sembrano non essere disposti a vedere.

L'ex dirigente rossonero è un professionista che conosce a menadito il mondo del calcio italiano. Partito dalla Juventus nel 2003 come direttore del marketing - arrivando da aziende come Ferrero e Galbani - sale progressivamente di livello e diventa il principale artefice del progetto del nuovo stadio e dell'internazionalizzazione del marchio bianconero, con particolare riguardo al mercato cinese.

Nel 2010 passa al Napoli, fortemente voluto da Aurelio De Laurentiis, e due anni dopo approda a Milano, sponda Inter, ancora guidata in quel momento da Massimo Moratti. Rimane in nerazzurro anche con Thohir, ma solo fino al 2015. Al Milan, invece, lavora dall'aprile 2017 al luglio 2018, in pratica come una sorta di alter ego italiano di Mister Li.

Marco Fassone
Fassone fu per poco più di un anno il volto italiano del Milan cinese

Milan, Fassone scopre le carte

L'addio al club rossonero non è privo di polemiche - mai urlate, non è nel suo stile - e oggi Fassone sembra quasi volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa. "Forse facevamo paura" dice per esempio a proposito delle critiche di chi, Pallotta in testa, avanzava dubbi sulla gestione che il Milan faceva del denaro. Ma poi, a proposito di Mister Li ammette

Credo che allora non si fosse reso conto di quanto fosse difficile ripagare il debito contratto per comprare il Milan. Ha sbagliato dando un valore eccezionale alla proprietà, credendo di potersi indebitare per parte della cifra e ripagarsela con il bene comprato. Dopo l'entusiasmo iniziale sono emerse le prime difficoltà e gli ultimi mesi, quando non riusciva mai a completare il rifinanziamento, sono stati complicati. Non l'ho più sentito, ma posso pensare abbia perso circa 250 milioni di euro.

Yonghong Li Milan
Per Fassone Yonghong Li sottovalutò il debito

Da Cristiano Ronaldo a Bonucci

L'entusiasmo iniziale di cui parla Fassone aveva portato a un mercato, quello dell'estate 2017, quasi bulimico, fatto di blitz a tutta velocità: poco meno di 200 milioni investiti in poche settimane - a fronte di una trentina incassati - con scelte che il senno di poi indica come non sempre felici, visto che quasi la metà furono spesi per Bonucci e André Silva. E a proposito del difensore bianconero, Fassone svela:

Prendere Leo forse fu un errore: eravamo sulle tracce di diversi attaccanti di peso con un budget di oltre 70 milioni, ma quando è emersa la possibilità di prendere Bonucci, Montella disse che era meglio spendere parte della cifra per il difensore. Chi erano gli attaccanti di peso? Siamo stati vicini a Morata e Aubameyang e soprattutto a Belotti.

Bonucci Milan
Prendere Bonucci al Milan fu un errore secondo Fassone

Già, ma il carico da 90 deve ancora arrivare, perché, Fassone conferma ciò che era già trapelato nei mesi scorsi a proposito di Cristiano Ronaldo, che per Mister Li era una vera e propria fissazione:

Insisteva e lo voleva a tutti i costi. Ne abbiamo anche parlato con Mendes, perché Cristiano era già disponibile a lasciare il Real Madrid e il Milan è un club di fama mondiale. Gli piaceva, ma l'operazione non era sostenibile e dopo varie simulazioni interne, abbiamo rinunciato.

Mirabelli e il futuro

Non fu un errore, invece, trattenere e rinnovare il contratto a Donnarumma. Fassone ne è convinto, così come è convinto che fu giusto tenere Montella in panchina, per una logica di continuità. L'ex ad rossonero spende poi parole di stima nei confronti di Massimiliano Mirabelli, l'uomo che fu al suo fianco in quella stagione milanista:

Era il primo collaboratore di Ausilio e ci lavoravo insieme nell'Inter. Vedevo come lavorava e alcuni acquisti fatti da lui all'Inter sono ancora oggi punti importanti della squadra. Cercavo un direttore che volesse scommettere con me, e lui mi disse subito di sì. La mia idea, allora, era affiancare la vecchia volpe Mirabelli a una bandiera come Maldini ma Paolo poi ha fatto altre scelte. Il mio futuro? La nostra vita è fatta di sliding doors. Non è detto che squadre meno blasonate non possano offrire progetti comunque stimolanti.

Fassone Mirabelli e Montella
Per Fassone, qui insieme a Mirabelli, fu giusto tenere Montella in segno di continuità

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