Chelsea, bandito a vita l'autore delle offese razziste a Sterling

Pugno duro nei confronti degli autori di insulti razzisti da parte dei Blues: il tifoso che insultò l'attaccante del Manchester City non potrà più entrare a Stamford Bridge, altri cinque esclusi da uno a due anni.

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La scena è diventata tristemente famosa nel corso dell'ultima stagione di Premier League: l'8 dicembre 2018 il Chelsea di Maurizio Sarri ospita tra le mura amiche di Stamford Bridge il Manchester City di Guardiola in una sfida fondamentale per la corsa al titolo e vince 2-0 grazie alle reti di Kanté e David Luiz rlanciando le proprie ambizioni di alta classifica.

Per i Blues è una giornata di festa che però viene irrimediabilmente rovinata dal gesto di alcuni tifosi presenti a bordo campo, che trovandosi a pochi metri di distanza dall'attaccante ospite Raheem Sterling - venuto a battere un calcio d'angolo - non trovano di meglio da fare che offendere uno dei più forti calciatori inglesi in circolazione, stella della Nazionale allenata da Southgate, con una serie di furiosi insulti razzisti.

Nei giorni a seguire il caso diventa di importanza nazionale: la Premier League, lo stesso mondo del calcio, non possono tollerare più certi episodi. Lo stesso Chelsea assicura che saranno svolte adeguate indagini grazie al sistema di videocamere che riprende lo stadio e agirà di conseguenza. Oggi, a quasi 9 mesi di distanza, ecco la sentenza da parte del club: il tifoso colpevole degli insulti a Sterling è stato bandito a vita da Stamford Bridge, che d'ora in poi sarà per lui territorio off-limits.

Stamford Bridge, vista dall'alto

Chelsea, tolleranza zero nei confronti del razzismo: tifoso bandito a vita da Stamford Bridge

Una decisione dura ma che non dovrebbe sorprendere chi segue il calcio inglese e soprattutto chi conosce la politica attuata dal Chelsea nei confronti del razzismo: già nel febbraio del 2015 i Blues presero l'analoga decisione di bandire a vita dallo stadio tre propri tifosi in seguito a un brutto episodio andato in scena a Parigi al termine di una gara di Champions League, quando a un uomo di colore era stato impedito di salire sulla metropolitana.

La sentenza da parte del club di Roman Abramovich arriva successivamente a quella della procura, che ha stabilito che non ci fossero le prove per procedere nelle indagini del tifoso: il Chelsea, ha ricordato lo stesso club in una nota apparsa sul suo sito ufficiale, si è basato sulle proprie prove e sui propri standard. Pur contemplando la possibilità che durante una partita gli animi possano surriscaldarsi, ha affermato che nel caso di Sterling è stato superato ogni ragionevole limite di civiltà.

Oltre al tifoso bandito a vita da Stamford Bridge altri cinque fan sono stati oggetto di provvedimenti, ricevendo un allontanamento dallo stadio per periodi che variano da uno a due anni e soltanto dopo aver verificato la buona volontà dei colpevoli, che hanno promesso in futuro di avere un atteggiamento più civile. La decisione del club era già stata presa da tempo ma è stata comunicata soltanto oggi per non interferire con le indagini della polizia.

Nel prendere la propria decisione il club ha considerato una serie di prove video, analizzate da due diversi esperti di lettura che in entrambi i casi hanno confermato che si è trattato di offese a sfondo razzista. Non c'è posto a Stamford Bridge per chi usa questo tipo di linguaggio né per i razzisti, un'esclusione permanente era la sanzione più appropriata. Il Chelsea trova disgustosa ogni forma di discriminazione e continuerà a utilizzare zero tolleranza in casi come questo. Siamo orgogliosi di essere un club inclusivo, in cui persone di ogni cultura e identità si sentano benvenute.

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