Copa America, ancora veleni: la CONMEBOL rimuove Tapia dal seggio FIFA

Il presidente della federcalcio argentina è stato allontanato dal consiglio come conseguenza delle sue critiche all'organizzazione in occasione della manifestazione andata in scena quest'estate in Brasile.

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La 46esima edizione della Copa America è andata agli archivi da poco più di due settimane, ma i veleni che hanno circondato l'edizione 2019 andata in scena in Brasile continuano ad avvelenare il mondo del calcio sudamericano: l'ultimo riguarda il presidente dell'AFA - la federcalcio argentina - Claudio Tapia, che nella giornata di martedì si è trovato privato del suo seggio nel consiglio FIFA per volere della CONMEBOL.

Acronimo di Confederación sudamericana de Fútbol, la CONMEBOL è l'organismo che regola il calcio sudamericano e che è chiamato ad esprimere cinque rappresentanti in seno alla FIFA, parte di un consiglio che prevede ovviamente la presenza di rappresentanti di tutte le confederazioni mondiali: Claudio Tapia era uno dei rappresentanti per il Sud America insieme al brasiliano Sarney, l'ecuadoriana Munoz, il paraguaiano Dominguez e il colombiano Jesurun.

L'uso del passato è d'obbligo, perché da martedì 23 luglio Claudio Tapia ha perso il posto, punizione figlia delle pesanti critiche che il presidente argentino aveva rivolto proprio alla CONMEBOL all'indomani dell'eliminazione in semifinale di Copa America dell'albiceleste dopo la sconfitta con il Brasile. Una sconfitta che aveva fatto infuriare il numero uno dell'AFA, protagonista il giorno successivo di una lunga lettera aperta piena di pesanti accuse nei confronti del massimo organismo calcistico sudamericano.

Il presidente della federcalcio argentina Claudio Tapia con Lionel Messi
Alle parole di Claudio Tapia avevano fatto eco quelle di Lionel Messi, furioso come il suo presidente nei confronti degli arbitraggi durante l'ultima Copa America.

Copa America, il numero uno argentino Tapia punito dalla CONMEBOL

Tapia, che oltre a essere presidente della federcalcio argentina dal 2017 è il numero uno del Barracas Central, il club in cui ha trascorso la modesta carriera da calciatore, non era certo stato diplomatico nei confronti della CONMEBOL, colpevole a suo avviso di chiudere troppo spesso un occhio nei confronti del Brasile durante l'ultima edizione della Copa America.

Quanto avvenuto nella partita tra Argentina e Brasile merita una riflessione che mette in dubbio i principi di etica, lealtà e trasparenza che invochiamo da sempre. Una riflessione che trova fondamento su tutte le irregolarità avvenute prima e durante la partita, che ha visto la nostra Nazionale chiaramente danneggiata dalla direzione di gara dell'arbitro Roddy Zambrano, in particolare per non essere ricorso al VAR in due occasioni che avrebbero sicuramente cambiato il risultato finale.

Alle parole di Tapia avevano fatto eco quelle di Lionel Messi, che furioso aveva confermato i sospetti di favoritismo nei confronti del Brasile padrone di casa affermando poi di non voler far parte di questa corruzione e rincarando la dose dopo l'espulsione, a suo dire eccessiva, subita nella finale per il terzo posto con il Cile.

Accuse che la CONMEBOL aveva definito da subito inaccettabili e per cui aveva chiesto scuse immediate: incassate quelle del campione del Barcellona, l'organo ha poi deciso di punire il presidente argentino. Claudio Tapia è stato così allontanato dal gruppo che cura gli interessi del calcio sudamericano all'interno del consiglio FIFA: il sostituto del presidente argentino sarà scelto in futuro attraverso una votazione. 

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