Valentino e Morbidelli: amicizia e rivalità senza esclusione di colpi

Il maestro e l'allievo riscontrano i medesimi problemi in sella alla Yamaha M1: mancanza di grip in accelerazione e difficoltà nei sorpassi sui rettilinei. Amicizia e rivalità per provare ad uscire dall'ombra dei compagni di team.

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Franco Morbidelli nel 2014 entra a far parte della VR46, è uno dei primi allievi di Valentino Rossi. A 9 anni il primo incontro a casa di Luca Marini, a 13 anni i primi giri sullo sterrato de La Cava, fino a quando, dopo la morte del padre, viene cresciuto professionalmente dal Dottore, una figura a metà tra secondo padre e fratello maggiore. Da allora 'Morbido' esordisce direttamente in Moto2, conquista il titolo mondiale nel 2017 e sono in molti a vedere in lui l'erede naturale del campione di Tavullia. Dopo una prima stagione difficile in MotoGP, in sella ad una Honda senza aggiornamenti e difficile da guidare, trova terreno fertile nel team Yamaha Petronas SRT.

Condivide la medesima M1 dell'amico e maestro Valentino Rossi, con i suoi pregi di agilità in percorrenza di curva e i difetti in accelerazione e frenata. Al Sachsenring Franco Morbidelli ha chiuso in nona posizione, alle spalle del Dottore, ottavo, con un gap di soli 1,5". Due volti della stessa medaglia Yamaha, a fronte di Fabio Quartararo e Maverck Vinales che sembrano viaggiare a differenti regimi. Stessa moto, medesimi allenamenti, problemi comuni per l'allievo e il maestro, che chiudono la prima parte del campionato 2019 con 28 punti di distacco.

Due podi nella prima parte di stagione per Valentino, due volte quinto il pilota italobrasiliano. Entrambi costretti a vivere questa stagione all'ombra dei loro compagni di squadra nonostante una maggiore esperienza nella classe regina. Da tempo si resta in attesa di modifiche da parte della casa di Iwata, ma le prestazioni del rookie francese e la vittoria ad Assen di Vinales hanno progressivamente cancellato ogni alibi. Non resta che focalizzare l'attenzione sui punti deboli della YZR-M1, ancora una volta insieme, l'allievo e il maestro, alla ricerca del riscatto nella seconda parte del Mondiale che riprenderà da Brno, dove finalmente debutterà la moto del prossimo anno.

Valentino Rossi pilota MotoGP
Valentino Rossi al Sachsenring

MotoGP, Morbidelli: "Non c'è odio, ma passione e amicizia"

Valentino Rossi e Franco Morbidelli hanno vinto insieme l'ultima edizione della '100 Km dei Campioni', evento di fine anno divenuto tradizionale al Ranch di Tavullia. Il pesarese è amico e maestro, ma anche avversario. L'ex campione di Moto2 non fa mistero di aspirare a quella sesta piazza in classifica attualmente detenuta dal nove volte iridato.

Siamo all'undicesimo posto nel mondiale - ha detto a Speedweek.com - e penso che meritiamo un po' di più, ma ho commesso degli errori che non avrei dovuto fare. Potremmo non avere quello che pensiamo di meritare, ma la lotta per il sesto posto è molto vicino. La classifica cambia dopo ogni gara: siamo nel bel mezzo di una battaglia emozionante. Quando la lotta è così serrata, i piccoli dettagli, le caratteristiche della pista e la fortuna fanno la differenza. Questo ci motiva a lavorare ancora di più per il successo.

I problemi riscontrati da 'Morbido' sono i medesimi lamentati dal veterano 40enne da troppo tempo. Le soluzioni di elettronica e ciclistica non hanno portato i vantaggi sperati, sebbene dopo il test in Catalunya Maverick Vinales sia riuscito a compiere un ulteriore step sul ritmo gara. Ma sia Franco che Vale riscontrano difficoltà nel trovare il giusto setting sin dalle prime prove libere

Mi piacerebbe avere più aderenza nella fase di accelerazione. Questa è certamente la nostra debolezza. Non è facile per noi sorpassare perché perdiamo in accelerazione e in rettilineo, quindi dobbiamo cercare altre opportunità di sorpasso.

La collaborazione tra i due piloti potrebbe servire per trovare l'uscita dal tunnel, considerando che hanno stili di guida molto simili. Ma senza dimenticare che in pista non c'è risparmio di colpi e che questo è uno sport fortemente individualista e per certi versi egoista.

È una rivalità diversa, non c’è odio, ma grande passione e amicizia. Valentino e io siamo uguali – riporta Motorsport-Total.com. E questo ci avvicina ancora di più. Ma non lo avverto come un fratello, è più anziano di me e ho un rispetto differente da quello di un fratello.

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