SBK, il crollo di Bautista e l'ascesa di Rea mutano le sorti mondiali

Alvaro vinceva dominando, Johnny le prendeva in silenzio. Ad Imola la reazione del campione, errori del ducatista che si sprecano da Jerez sino a Donington e cambio della guardia dalla vetta della classifica.

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Nonostante la storia della SBK ne possa raccontare di tutti i colori, ciò che sta accadendo nella stagione 2019 sembrava - e sembra - incredibile. Pensando al dominio incontrastato di Bautista nei primi round, chi poteva immaginare il crollo dello spagnolo? Contestualmente ai colpi persi da Alvaro, le quotazioni riacquisite da Rea. Johnny le prendeva ripetutamente e di santa ragione ad inizio anno, sino a sfiorare la disperazione. 

Mentre il rookie spagnolo costruiva un bottino di punti, basato su continui primi posti, il nordirlandese usciva dal paddock con la coda tra le gambe. Ed il morale a terra. Ovviamente, il pilota Ducati era ben felice della propria supremazia, sino alle avvisaglie arrivategli ad Imola. Al Santerno, il numero 1 Kawasaki è riuscito a sbloccarsi nella manche del sabato, ripetendosi domenica. In tanti avevano attribuito le cause alla scarsa conosocenza del tracciato da parte dell'ex MotoGP.

L'equilibrio si alterato a Jerez. Di fronte suo pubblico, Bautista ha conquistato Gara 1 e Superpole Race, cadendo però in Gara 2. "Un altro episodio particolare", questi i commenti della critica. Eppure, sino ad Assen - quarta delle 10 tappe già completate - Alvaro non aveva rivali. Il sentore che qualcosa stesse cambiando ha preso definitivamente forma a Misano: malgrado il successo nella frazione "corta", il ducatista ha ceduto ben due volte le armi all'alfiere in verde. Con tanto di caduta. I ritiri sono diventati per lui quattro, con doppio ruzzolone a Laguna Seca. Trend contrario quello di Rea.  Sorpasso grazie alla tripletta di Donington. An plen sfiorato a negli USA. Sarà difficile togliere al campione la leadership della SBK. Impossibile da prevedere sino a pochi mesi fa.

Rea e Bautista in una conferenza stampa della SBK
Johnny Rea ed Alvaro Bautista, i due rivali principali della SBK 2019

SBK, da rookie più vincente della storia a sprecone: il tracollo di Alvaro Bautista

Presentatosi come un buon pilota ex MotoGP, l'ex iridato della 125 Grand Prix arrivò nel paddock della SBK come vero nome nuovo della categoria. Lui debuttante, esordiente anche la Ducati Panigale V4 R che, nella mani di Alvaro, era in grado di fare cose impensabili con i vari Davies, Rinaldi e Laverty. Tempi sul giro da record, pole position, vittorie. Triplette, triplette ed ancora triplette. Questo trend, Bauista lo ha proposto da Phillip Island sino ad Assen. 

In 11 partenze, "Bau Bau" è finito sul gradino più alto del podio in altrettante occasioni. In Olanda una corsa è stata annullata per maltempo, altrimenti - molto probabilmente - lo score del numero 19 sarebbe stato ancora più ricco. Imola da "così così" per lui, con Rea in grado di sbloccarsi. Tra difficoltà della pista, un meteo bizzarro, un piccolo infortunio nascosto, il bilancio dello spagnolo è rimasto contenuto in due podi.

Le due affermazioni di Jerez facevano presagire ad un tris imminente, invece, la caduta. In una lenta curva destrorsa, il numero 19 ha perso l'avantreno della sua Ducati, finendo a zero. Un sorriso cancellò la delusione: il tetto della classifica era comunque suo. La pioggia - non amata - di Misano, bagna Alvaro, che coglie un terzo posto, mentre Rea vince. Il ducatista si riscatta nella Superpole Race, ma un errore lo relega ai margini della zona punti di Gara 2. Johnny si stava avvicinando, e la scivolata di Donington ha sancito il sorpasso del nordirlandese ai suoi danni. Il resto, lo dice la classifica: Kawasaki in vetta con il numero 1,  Bautista costretto ad inseguire. Quattro cadute in poche gara, gli sono state fatali.

Ducati e Bautista non hanno ancora rinnovato l'accordo che li lega in SBK
Secondo nella classifica piloti della SBK, Bautista non ha ancora annunciato il proprio futuro

Da eterno secondo e sconfitto al quinto titolo che si avvicina: il carattere di Johnny Rea

Quanti campioni del mondo in carica avrebbero resistito a tali umiliazioni? Al di là dei 10 secondi posti consecutivi, con il terzo gradino del podio olandese a completare il quadro, ciò che allarmava Rea erano i distacchi accumulati allo sventolare della bandiera a scacchi. Abissali. Impossibile per lui contenere il rookie spagnolo con la "furia rossa" Panigale V4 R, avvantaggiata - soprattutto - in accelerazione. 

Più volte avvolto nello sconforto, Johnny stava per gettare la spugna, ormai asciutta, secca. Ma la pioggia di Misano, si è rivelata Acqua Santa per il nordirlandese, abile e capace di equilibrismi tipicamente britannici. Se Alvaro detesta il fondo bagnato, il Cannibale lo adora. Specialmente quando sa che la sua ZX-10RR non parte avvantaggiata. La regolarità di Jonathan è stata determinante, quanto il cambio di passo effettuato a Donington.

Con pochi punti da recuperare, il pilota Kawasaki riesce a fare cappotto di fronte al pubblico amico. Bautista a terra nella prima frazione, poi quarto e terzo. Non sufficiente il totale dello spagnolo nel Regno Unito, più che sufficiente quello di Rea, che saluta il mondiale con la leadership in tasca. Approdati in California, i due erano ancora ravvicinati nella graduatoria corridori, ma la doppia caduta di Alvaro ha spianato la strada al numero 1, che ha vinto due volte. La situazione si è completamente ribaltata.

Leader della classifica SBK, Rea è lanciato verso il quinto titolo mondiale consecutivo
Johnny Rea guida la classifica piloti della SBK e prepara i festeggiamenti per il quinto titolo

Situazione contratti: Johnny in una botte di ferro (verde), Alvaro ha il bilancio "in rosso", latita e temporeggia

Rifiutando alcune offerte provenienti dalla MotoGP, Rea decise di legarsi (forse) definitivamente alla Kawasaki. Scelta sensata quella di Johnny: è il pilota più vincente delle derivate di serie, il team Provec lavora tutto per lui, da Akashi accolgono richieste ed indicazioni, in un vero e proprio status da squadra ufficiale. Almeno tutto il 2020 sarà vestito di verde per il nordirlandese, che non ha nessuna intenzione di cambiare casacca, moto e campionato. La solidità del suo contratto da un milione e mezzo di euro, più i premi partita, lo rendono tranquillo. 

Per nulla sereno, Alvaro. In ripetute occasioni, lo spagnolo non si è dimostrato soddisfatto della proposta messagli sul piatto da Ducati. Secondo il pilota, gli unici vantaggi sarebbero a favor di azienda, per lui pochi. Questa situazione sta allontanando i contatti, infreddolendo il garage Aruba. Il manager dello sponsor ha precisato che, in realtà, il contratto è stato proposto dallo staff della squadra, ma è Bautista colui a non averlo controfirmato.

Giocandosi un campionato ed un futuro di carriera, il numero 19 ha incrementato un livello di tensione già, dapprima, alto. Le cadute, gli zeri, la vetta del mondiale perduta ed il momentaneo rifiuto all'accordo proposto, stanno facendo crollare a picco le quotazioni del rookie più vincente visto in SBK, prima del tracollo messo in atto da Imola in avanti. Le vacanze di agosto saranno decisive per definire la prossima stagione. Per Bautista, che deve togliersi l'etichetta di "sprecone" e per il team Ducati, che agogna il titolo da anni.

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