MotoGP, Lin Jarvis: "Siamo pronti all'addio di Valentino Rossi"

Il boss Yamaha Lin Jarvis annuncia che la classe regina è pronta per l'addio del Dottore senza troppe ripercussioni: "La Formula 1 è sopravvissuta alla morte di Ayrton Senna e all'addio di Michael Schumacher".

4 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

La pausa estiva della MotoGP ha lasciato diversi punti in sospeso, primi fra tutti i destini di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Sul maiorchino della Repsol Honda erano circolate voci di un possibile addio in seguito all'ultimo incidente ad Assen. A smentirle i vertici HRC e il suo manager Albert Valera, mentre il diretto interessato è volato alle Maldive (in compagnia di Tony Arbolino) lasciando un punto interrogativo. Il Dottore, invece, dopo l'opaca gara del Sachsenring aveva parlato di "situazione difficile" in Yamaha, qualora la situazione non fosse cambiata in tempi celeri.

Molti hanno voluto vedere un ultimatum nelle parole del Dottore, forse dimenticando che non è la prima volta che il campione di Tavullia lancia messaggi al vetriolo rivolti alla fabbrica. Ha ribadito di voler proseguire il lavoro al fianco di Silvano Galbusera e voler trovare una soluzione ai problemi di ricerca del setting con gli uomini attuali. Quasi sicuramente proseguirà fino a scadenza di contratto nel 2020 e deciderà di appendere definitivamente il casco al chiodo in qualità di pilota MotoGP. Ma secondo alcune flebili voci potrebbe persino decidere di rescindere il contratto con un anno di anticipo, ipotesi che al momento resta priva di fondamento e ufficialità.

Di certo erano tanti i tifosi che speravano di vedere Valentino Rossi in sella alla M1 anche oltre il 2020, un'opzione che sta pian piano spegnendosi dopo gli ultimi risultati, a fronte di un manipolo di giovani piloti agguerriti del calibro di Rins, Quartararo, Vinales. Soprattutto il rookie francese del team Petronas SRT sta seminando un certo squilibrio all'interno del box Yamaha, tanto da spingere Lin Jarvis a chiedere pubblicamente al nove volte iridato di risolvere i problemi nella ricerca del setting sin dal venerdì, per non farsi trovare impreparato alle qualifiche. Dichiarazioni che per qualcuno preannunciano una definitiva separazione a naturale scadenza di contratto. O a fine campionato?

Valentino Rossi pilota MotoGP
Valentino Rossi pilota Yamaha

Jarvis: "Valentino Rossi chiuderà con Yamaha"

Da tempo Dorna e l'intero pianeta MotoGP si interrogano sulle conseguenze dell'addio del Dottore, con probabile caduta di audience, sponsor e interesse. Carmelo Ezpeleta ha sempre fatto intendere di essere disposto a stendere un tappeto di fiori pur di averlo ancora in orbita Motomondiale. Lin Jarvis, Managing Director Yamaha, si dice pronto al momento finale di questa leggendaria avventura.

Se la MotoGP è pronta per superare il ritiro di Rossi? Penso di sì - ha detto ad Autosport.com -. Ogni volta che un grande campione si ferma, in qualsiasi sport, ha un effetto subito dopo. Ad esempio, dopo il tragico caso di Ayrton Senna la Formula 1 ha continuato a sopravvivere, proprio come fece di nuovo quando Michael Schumacher si è ritirato.

Sugli spalti di ogni circuito del Motomondiale prevale sempre e ovunque il colore giallo di Valentino. Mai nessun pilota è stato più amato e seguito, ci sono buone ragioni per pensare che al suo addio la Top Class rischi di diventare uno sport di nicchia. Ma il manager britannico della Yamaha rassicura gli amanti del motorsport.

Adesso la qualità delle gare è molto alta. Abbiamo sei produttori coinvolti, molte aziende importanti coinvolte, quindi lo sport continuerà. Quando smetterà di correre, ci mancherà? Senza dubbio, assolutamente. Ma la vita continuerà e penso che resterà coinvolto in questo sport. Forse non sarà presente ad ogni gara, ma rimarrà impegnato con il marchio.

Inoltre, Jarvis ha ricordato il motivo per cui Valentino Rossi lasciò la Yamaha alla fine del 2010, dicendo che era arrabbiato con la casa di Iwata per aver ingaggiato Jorge Lorenzo. Ha sottolineato che al ritorno nel 2013 aveva una mentalità diversa e non pensa sia possibile un eventuale passaggio ad un altro costruttore, sia come pilota che eventualmente come team manager.

Rossi ha lasciato la Yamaha ed è andato in Ducati nel 2011 ed è stato molto importante, perché quando è partito era arrabbiato con Yamaha in quel momento a causa dell'arrivo di Jorge Lorenzo. Quando Jorge vinse il suo primo campionato con noi nel 2010, sentì che doveva andare da qualche altra parte. Il suo viaggio non ha avuto successo e tutto è cambiato, è tornato da noi con una mentalità diversa. Sono sicuro che durante questo capitolo finale della sua carriera in MotoGP resterà con la Yamaha.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.